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Scuola digitale 2.0: tablet e pc in classe

di Mamma Licia

13 Settembre 2012

La scuola italiana si avvia verso la digitalizzazione e la dematerializzazione dei processi e delle procedure amministrative.

“Addio carta”, basta con le aule e le segreterie scolastiche piene di registri cartacei, faldoni, fotocopie, stop alle vecchie pagelle e ai libretti, iscrizioni on line… per un risparmio che, assicura il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, sarà di circa 30 milioni di euro.

L’operazione scuola digitale è stata illustrata ieri dal ministro Profumo nel corso della conferenza stampa di presentazione e avvio del nuovo anno scolastico, tenutasi a viale Trastevere.

I 30 milioni di risparmio si otterrebbero così: 4 milioni nella scuola primaria (circa 2 euro a studente), 10 milioni nella secondaria di I grado (6 euro a studente) e 16 milioni nella secondaria di II grado (6 euro a studente).

Già da quest’anno scolastico, grazie ad un finanziamento complessivo di 24 milioni di euro, tutte le 34.558 classi delle scuole medie e le 62.600 classi delle scuole superiori potranno contare su un computer da utilizzare nelle lezioni quotidiane. E al Sud, con un finanziamento di quasi 32 milioni di euro, ad ogni insegnante delle scuole delle quattro Regioni della Convergenza (Puglia, Campania, Sicilia e Calabria) verrà assegnato un tablet, anche se finora questo intervento riguarderà il 64,5% del totale delle scuole.

Nel corso della conferenza stampa, il ministro Profumo ha inoltre sottolineato la necessità di portare a sistema le esperienze migliori ed i progetti già sviluppati in questo senso dalle scuole e dagli Enti Locali, come ad esempio l’utilizzo VOIP per il risparmio delle spese telefoniche e dei costi energetici, realizzati dalla Provincia di Roma, oppure le iscrizioni integrate on line e le nuove App a disposizione delle famiglie, avviate nel Comune di Firenze, o, ancora, lo svolgimento dei consigli di classe on line, come già avviene nell’Istituto Desambrois di Oulx (TO).

Un’innovazione, quella della scuola italiana, che però non può compiersi se ad ogni istituto scolastico non verranno garantite le risorse necessarie per la gestione ordinaria, dai servizi di pulizie alla tassa sui rifiuti, fino agli altri acquisti indispensabili per il lavoro di tutti i giorni. E in tal senso, e già da quest’anno scolastico – come ha annunciato il ministro Profumo – le risorse della gestione ordinaria delle scuole passeranno dai 200 milioni di euro dello scorso anno a 240 milioni di euro, con un aumento del 33%.



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