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Disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, come aiutare i bambini

La scuola è iniziata da pochi giorni e per i bambini è iniziato così un nuovo anno denso di impegni, sfide e nuove cose da imparare. A scuola di mio figlio qualche giorno addietro si è tenuto un incontro insegnanti genitori per discutere di un argomento che da pochi anni si ...

di Amiche di Vita da Mamma

03 Ottobre 2012

I DSA, o Disturbi Specifici dell’apprendimento La scuola è iniziata da pochi giorni e per i bambini è iniziato così un nuovo anno denso di impegni, sfide e nuove cose da imparare.

A scuola di mio figlio qualche giorno addietro si è tenuto un incontro insegnanti genitori per discutere di un argomento che da pochi anni si affronta nelle scuole: i DSA.

I DSA, o Disturbi Specifici dell’apprendimento, sono disturbi (non malattie, né sindromi) che riguardano alcune abilità propriamente “specifiche” in alcuni soggetti, e non permettono una totale autosufficienza in determinate attività, come ad esempio la lettura, la scrittura, il calcolo etc.

Nel 2010 il Ministero dell’Istruzione ha riconosciuto i DSA ed ha promulgato una legge atta a favorire percorsi individualizzati nell’ambito scolastico.

I DSA, o Disturbi Specifici dell’apprendimento I DSA vengono diagnosticati generalmente in età scolare, quando cioè i bambini cominciano ad apprendere i primi rudimenti di cultura, ed alcuni di essi, non per deficit di intelligenza, hanno difficoltà a naturalizzare alcune attività come leggere e scrivere.

  • Cosa succede quando si è dislessici, o disgrafici o discalculici?

Ecco, succede che la coordinazione cervello-occhio-mano non è spontanea, non è naturale, l’attività non viene per così dire “generalizzata” una volta appresa.

I DSA, o Disturbi Specifici dell’apprendimento Un bambino dislessico non coglie la differenza tra b e p, tra u e n, la lateralizzazione (percezione di sè nello spazio) nei dislessici è carente o inesistente.

I DSA, o Disturbi Specifici dell’apprendimento E comincia per il bimbo un “calvario scolastico”, perché si pensa che sia fannullone, distratto, pasticcione…

Certo, riconoscere un DSA non è probabilmente immediato, nel senso che tutti gli esseri umani quando iniziano un’attività sconosciuta hanno difficoltà. Poi, con il tempo e l’allenamento si generalizza un concetto: immaginate di prendere lezioni di piano e pensate a come possa essere difficile la prima lezione. Certo è che dopo un anno potrete sicuramente suonare una marcetta o fare delle scale melodiche!

Il bambino con DSA no, lui non apprende facilmente questi “automatismi”, per lui anche dopo un anno di lezione di ortografia le b potrebbero ancora essere p….Ricordo di avere sentito dire che un bimbo dislessico legge come se avesse il foglio dentro una bacinella d’acquaNon so se un non dislessico riuscirebbe meglio nell’ impresa.

Bene, immagino che chi fosse interessato all’argomento potrà trovare in internet migliaia di siti che riguardano la materia; lo scopo di questo articolo è invece rendere una testimonianza e magari anche incoraggiare le mamme che, di fronte a un problema del genere, potrebbero cercare conforto e, come dire, “mal comune…”

Un po’ di tempo fa mio figlio mi disse: “I DSA, o Disturbi Specifici dell’apprendimento il mio numero preferito è l’ 8, perché non ha lati”. Ho capito quanto sforzo metteva a percepire da quale lato invece doveva scrivere il 5, o il 2.

Ho realizzato che lui avesse dei problemi a Ottobre della prima elementare, ma è passato un po’ di tempo prima che fosse evidente che non bastava l’allenamento, che anche scrivendo tanto non aveva questa benedetta coordinazione oculo-manuale.

E immaginatevi quante volte l’ho rimproverato durante i lunghissimi pomeriggi passati a fare compiti, operazioni e dettatiAlla fine mio figlio aveva paura di fare i compiti con me

Purtroppo però il nervosismo, gli insuccessi e l’incomprensione peggiorano la situazione di chi, con maggiori difficoltà degli altri, non vede riconosciuto il frutto dei propri sforzi.

Volete un consiglio?

I DSA, o Disturbi Specifici dell’apprendimento Io non ve ne so dare ….

posso solo scrivere che i DSA non sono un disturbo medico, ma soltanto “didattico”;

che la scuola è obbligata a tenere conto di queste differenze di percorsi che alcuni bambini necessitano per apprendere;

che gli insegnanti, soprattutto quelli della scuola dell’obbligo devono garantire supporto e che le mamme, principalmente, devono armarsi di tanta pazienza, perché non importa se i loro figli, da grandi (come mi disse una specialista qualche tempo fa), si perderanno cercando l’auto nel parcheggio dell’ ipermercato per mancanza di lateralizzazione, perchè forse saranno destinati a fare diversamente e meglio!

L’intera redazione di Vitadamamma ringrazia Alessandra Albanese per questo articolo, per questo racconto di vita che ha voluto condividere con noi.

Leggendo si percepisce la forza dell’amore di una madre e si partecipa alla sua emozione forte, viva e tangibile.

Questa è la testimonianza di una vita da mamma vissuta con successo, il successo dell’attenzione, della dedizione e della pazienza … il successo dell’amore che può tutto.



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