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Sant’Ambrogio 7 dicembre, storia e tradizioni

di Mamma Daniela

07 Dicembre 2012

Oggi, 7 Dicembre, la chiesa cattolica commemora Sant’Ambrogio, patrono della città di Milano, la Chiesa ortodossa lo ricorda invece il 20 dicembre, mentre le Chiese vetero-cattolica e luterana lo celebrano il 4 aprile.

Aurelio Ambrogio nacque intorno al 300, a Treviri nelle Gallie (nell’attuale Trier, in Germania), dove il padre, cittadino romano, esercitava la carica di prefetto dell’Impero Romano. Si narra che Ambrogio, quando era ancora in fasce, venne attaccato da uno sciame d’api che però non gli fece nessun danno. Il padre considerò il fatto come un segno della futura grandezza del figlio.

Alla morte prematura del padre, Ambrogio tornò a Roma con la madre, la sorella Marcellina e il fratello Satiro, dove trascorse la giovinezza e cominciò la sua preparazione per accedere alle magistrature pubbliche.

Nel 370, dopo aver esercitato la profes­sione di avvocato a Sirmio (Mitrovica, in Jugoslavia), Ambrogio venne incaricato dall’imperatore di governa­re le antiche province di Liguria e di Emilia, con sede a Milano.

In quel tempo a Milano, a livello religioso, non vi era una situazione tranquilla. I credenti erano divisi in due gruppi: cattolici e ariani.

Da anni il vescovo era Aussenzio, che sosteneva la dottrina ariana, una interpretazione errata della fede cristiana. Egli era stato imposto con la forza dall’imperatore Costanzo che aveva cacciato il vescovo cattolico San Dionigi.

L’atmosfera che ac­compagnò l’elezione di Ambrogio a vescovo fu la conseguenza di quei fatti, accaduti circa 20 anni prima.

Infatti alla morte di Aussenzio, avvenuta nel 374, le due fazioni litigavano furiosamente, perché non ci si accordava sulla per­sona del futuro vescovo; i cattolici volevano che la città venisse restituita alla vera fede, gli ariani volevano un vescovo che continuasse a difendere le pro­prie posizioni.

In questo contesto Ambrogio intervenne come era dovere della sua carica, in qualità di governatore, per sedare i tumulti, preoccupato delle probabili conseguenze di violenza. Il suo fu un intervento di pace, che i milanesi interpretarono come la miglior predisposizione a diventare il futuro vescovo della loro città.

Inizialmente Ambrogio fu talmente sorpreso che, per sottrarsi all’incarico, fuggì fuori Milano.

Di fronte al rifiuto di Ambrogio, il desiderio del popolo fu sottoposto all’Imperatore Valentiniano, che si mostrò ben contento che il vescovo fosse scelto tra i magistrati da lui nominati. Dopo averci pensato Ambrogio decise di accettare. In quell’occasione, Ambrogio, che era catecumeno, venne battezzato, si spogliò di ogni bene terreno a beneficio della Chiesa, e iniziato ai riti sacri. Otto giorni dopo, precisamente il 7 dicembre 374, veniva consacrato vescovo.

A Milano Ambrogio ebbe a che fare con una delle più pericolose eresie sul modo di intendere Gesù Cristo: quella ariana.

“Che cos’è un’eresia?

È un modo sbagliato di comprendere le verità fondamentali della fede cristiana. È un errore nel credere, che porta alla grave conseguenza di spaccare l’u­nità della chiesa in gruppi in con­trasto fra loro.

Il nome arianesimo deriva dal fondatore Ario (256-336), un prete di Alessan­dria d’Egitto. Egli affermava che Gesù Cristo, Figlio di Dio, non è veramente Dio come il Padre, ma gli è in qualche modo inferiore. Nel 325, il Concilio Ecumenico di Nicea, respinse questo errore proclaman­do la profonda uguaglianza del Padre e del Figlio.”

Divenuto vescovo, si impegnò a difendere la fede cattolica e i diritti della Chiesa, e convertì alla vera fede molti ariani ed eretici; fra questi ci fu anche Sant’Agostino, il grande dottore della Chiesa.

Sapeva intervenire con grande energia e costanza; fu instancabile nell’adempiere i doveri del ministero pastorale, amministrando personalmente il battesimo a quasi tutti i candidati tanto che, dopo la sua morte, cinque vescovi riuscivano appena a supplirlo.

Quando fu eletto vescovo donò ai poveri e alla Chiesa tutto l’oro e l’argento che possedeva; alla Chiesa donò anche i suoi terreni, destinandone il solo usufrutto alla sorella Marcellina, in modo da non serbare per sé cosa alcuna che potesse dire sua.

Proprio per questo atteggiamento ebbe la stima dell’imperatore Graziano, di cui divenne precettore e consigliere.

Ambrogio lo persuase a richiamare i vescovi cattolici banditi da Valente, poi a proibire i culti pubblici pagani ed eretici , e nel 380 a stabilire la fede cattolica romana come unica religione pubblica dell’impero.
Chiese poi all’imperatore di rinunciare al titolo di “Ponteficus Maximus”, e la rimozione dell’altare della Vittoria della curia del Senato; il che provocò la violenta protesta di Simmaco contro Ambrogio.

Dopo la morte violenta di Graziano, nel 383, il dodicenne Valentianiano II era sotto l’influsso di sua madre Giustina, ariana, rivelatosi fin da subito ostile ad Ambrogio, benché questi ne avesse salvate le sorti persuadendo l’usurpatore Massimo a rimanere nelle Gallie e a rinunciare all’occupazione dell’Italia. Giustina chiamò a Milano il vescovo ariano Mercurio di Durostorum in Mesia e chiese per lui una basilica.

Ambrogio fu una delle più grandi e belle figure della cristianità: uomo di governo, pastore d’anime, maestro, apostolo, difensore dei popoli e poeta. È insieme ad Agostino, Girolamo e Gregorio, fra i quattro massimi dottori della Chiesa latina.

Morì a Milano all’alba del sabato santo del 397, di ritorno da un viaggio a Pavia dove aveva consacrato il nuovo vescovo.

7 Dicembre 2012

La città di Milano è in pieno fermento per l’evento più importante dell’anno, la festività di Sant’Ambrogio, suo patrono, e sono tanti gli eventi in programma.

Una cerimonia in cui verranno consegnati gli “Ambrogini d’Oro”, che nell’edizione di quest’anno vedrà assegnare il premio a 63 milanesi a partire dalle 10.30.

Inoltre è stato deciso di tenere aperti tutti i musei civici, mentre oggi e sabato potranno essere visitate con i normali orari di apertura anche le mostre allestite nelle sedi espositive di Palazzo Reale («Picasso. Capolavori dal Museo nazionale Picasso di Parigi», «Costantino 313 d.C.» e «Giulio Einaudi-L’arte di pubblicare»), del Pac («Alberto Garutti-Didascalia») e della Rotonda di via Besana («Equilibrio»).

L’ 8 dicembre, invece, apertura straordinaria, per la mostra «Amore e Psiche» nella sala Alessi di Palazzo Marino, che potrà essere visitata dalle 9.30 alle 20.

Fino al 9 dicembre è prevista la fiera degli “Oh bej Oh bej” nella collocazione del Castello Sforzesco.

Per cercare di facilitare gli spostamenti anche di chi sceglierà di visitare il capoluogo lombardo, in queste giornate Atm ha deciso di potenziare i mezzi pubblici promuovendo il biglietto di Natale che sarà valido per tutto il periodo delle feste.



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