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Alimentazione del bambino tra i 2 anni e i 4 anni

di Dott. Antonio Cretella

04 Novembre 2010

Il rapporto dei bimbi con la pappa non è sempre felice, non tutti mangiano facilmente ed uno stesso bambino nel rapporto con il cibo può attraversare periodi diversi. Una utente del forum di Vita da Mamma ha chiesto l’aiuto del nostro nutrizionista, il Dott.re Antonio Cretella:

<< Buongiorno, mi chiamo Simona e ho un bimbo di 2 anni di nome C. e ho vari problemi alimentari con lui.
[…] Allora il problema, innanzitutto, è che mio figlio quello che mangia da mia suocera da noi non lo mangia, tipo la pasta al sugo liscio con grana! Da lei assaggia da noi no!
Non vuole più il latte, ho provato a farglielo bianco fresco, ad alta digeribilità e uht, con i biscotti, con i cereali, per la disperazione ho messo dentro il cioccolato, e comunque solo dal bibe.
Mia suocera ogni tanto riesce a farglielo bere distraendolo o guardando fuori dalla finestra o accendendo la tv coi cartoni (anche se a lui, fortunatamente ad oggi interessano poco e niente!) o i canali musicali (preferisce la musica ai cartoni!).

Cose che magari ha sempre mangiato da un giorno all’altro non le mangia più!
Non sappiamo più cosa dargli da mangiare.
Ieri a pranzo facciamo la pasta con il philadelphia (l’unico latticino rimasto che mangia) e … non lo mangia più!

Ci è rimasta solo la pasta con il pesto e la carbonara ma ultimamente non la finisce, io gli faccio circa 35 gr di pasta. Tenga conto che tipo l’altro giorno da mia suocera ha mangiato 50 gr di riso, 4 fette d’arrosto, un po’ di pomodori (che insieme ai finocchi sono le uniche verdure che mangia), pane e una pesca.
Ieri per cena ho fatto il polpettone di vitello e il purè (non in busta) che ha sempre divorato ma niente …
Ho letto che potrebbe essere un modo per farci capire che non vuole che andiamo al lavoro …
Siamo un po’ disperati, non so più cosa fargli da mangiare …
>>

Cara Simona,

nel periodo che va dai 2 ai 4 anni, il bambino può essere restio ai cambiamenti alimentari e avere una scarsa attitudine a fare nuove esperienze gustative. In questa fase il bambino si nutre di un solo alimento per poi rifiutarlo e passare ad un altro che diventa il suo preferito.

Le irregolarità alimentari comuni in questa fase della crescita, possono destare preoccupazione nella madre circa l’adeguatezza della dieta. In caso di rifiuto temporaneo di un alimento è importante non insistere, ma proporlo successivamente, incuriosendo l’attenzione del bambino con sfiziose ricette. La madre deve porre particolare attenzione all’appetito del bambino, interpretando correttamente i segnali di fame-sazietà evitando di sovra-alimentarlo o sotto-alimentarlo. I bambini vanno alimentati seguendo gli stimoli fisiologici e non devono essere indotti a finire il piatto se sono sazi: va rispettato il senso di autoregolazione del piccolo che è già presente nei primi anni di vita.

In questo periodo bisogna evitare di ricorrere ad alimenti dolci o salati per far mangiare il bambino, in quanto l’abitudine ad assumere cibi palatabili potrebbe incidere negativamente nelle costruzione delle abitudini alimentari.

Per quanto riguarda la suddivisione dei pasti il bambino si adatta gradualmente alla frequenza dei pasti dell’adulto, con una scansione della giornata alimentare in 4/5 momenti.

  • La colazione è il primo pasto della giornata del bambino, necessario dopo il digiuno notturno, deve essere nutriente ed equilibrata. Sarebbe auspicabile che tutta la famiglia si riunisse a tavola, consumando la prima colazione con calma in modo da dare l’esempio al bambino. Latte vaccino fresco con qualche biscotto o fette biscottate o pane, marmellata o miele vanno bene.
  • Lo spuntino mattutino o la merenda pomeridiana non deve superare il 5% del fabbisogno energetico giornaliero, quindi evitare merendine, snacks dolci o salati in quanto ricchi di zuccheri semplici e grassi, che comprometterebbero l’appetito del pranzo. Ma prediligere frutta fresca a pezzetti o latte con cereali o frullato di latte e frutta o yogurt.
  • Il pranzo e la cena costituiscono rispettivamente il 40 e il 30% dell’apporto calorico giornaliero. Nel menù Il formato della pastina dovrà essere sempre più simile a quello dell’adulto. In questo periodo si comincerà la separazione delle portate, distinguendo il primo dal secondo piatto e affiancando alla carne o al pesce le verdure.

Infine ricorda lo sviluppo delle abitudini alimentari di un bambino è influenzato dalla struttura familiare e dalle interazioni dei suoi componenti.
Se la famiglia ha abitudini alimentari corrette e relazioni interpersonali positive, si svilupperanno stili alimentari e comportamenti alimentari corretti, senza eccessi, carenze e ribellioni.



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