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Paperman Disney: il corto e candidato all’Oscar

di Alessandra Albanese

04 Febbraio 2013

A tratti commuovente l’ultimo lavoro della Disney, la più celebre casa di produzione di film per bambini. Ma questa volta non si tratta di un vero e proprio cartoon. Paperman è il titolo di un cortometraggio, proiettato nelle sale prima della pellicola “Ralph Spaccatutto”, della Disney appunto.

Opera prima di John Kars, la storia si snoda in 6 minuti e poco più. La poesia è già nella scelta del bianco e nero.

Siamo a New York, anni ’40. Alla banchina di una fermata della metropolitana aspettano il bus un uomo (George) e una giovane donna (Meg). Si scambiano un occhiata, poi un sorriso. Un foglio sfugge dalle mani del giovane che va letteralmente a sbattere sul volto di lei. Sul foglio resta il segno delle sue labbra, rosse. poi Meg sparisce in un vagone. Malinconico George si reca al lavoro ed ecco la magia: proprio mentre il suo boss gli riempie la scrivania di carte, il ragazzo scorge dalla finestra del suo ufficio la donna della metropolitana. Sta entrando proprio nel palazzo di fronte al suo. E così George cerca di catturare l’attenzione di Meg tentando di far planare degli aeroplanini di carta (i documenti lasciatigli dal suo capo) dal suo balcone fino all’altro. Inutilmente. Tutti i fogli finiscono per cadere in basso, la strada giù è invasa da aeroplanini, e nel frattempo i colleghi di stanza di George lo guardano ostili. Lo stratagemma non riesce, Meg esce da quell’ufficio non accorgendosi di nulla. Ed ecco che George comincia a seguirla per le strade di Manhattan, e a dargli man forte…. tutti i suoi aeroplanini di carta finiti giù dalla finestra!

Come finisce la storia di George e Meg? Sarà meglio vederlo.

Prodotto quasi completamente in bianco e nero ma digitalizzato con le più moderne tecniche dei cartoon, muto, sulle musiche di Christophe Beck, il corto risulta davvero un piccolo capolavoro di animazione. In corsa come miglior cortometraggio animato la Disney centra un’ altra volta il cuore dei bambini, ed anche dei più grandi, sorpresi dall’emozione nelle file buie delle sale.



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