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I mancini e il mancinismo: credenze e superstizioni

di Alessandra Albanese

03 Giugno 2013

Un bambino mancino oggi sicuramente ha vita più facile rispetto ai coetanei vissuti in tempi, anche relativamente recenti.

Secondo le stime il 10 % della popolazione mondiale è mancina.

Essere mancini significa utilizzare in preponderanza la mano sinistra, ma significa anche che il cervello funziona diversamente da chi invece mancino non è.

In alcune culture, come quella occidentale, essere mancini è per secoli stato segno di pregiudizi, perché usare la mano sinistra significava usare la mano del diavolo.

Come si pensava in alcune culture, per esempio la cristiana e l’ebraica, utilizzare la mano sinistra era segno di possessioni malefiche, e dunque fino a non molto tempo fa i bambini mancini venivano spesso corretti: il cosiddetto mancinismo contrastato.

Anche nei paesi musulmani è fatto divieto ad esempio di toccare il cibo con la mano sinistra, considerata impura.

L’etimologia stessa della parola già era segno identificativo di qualcosa di mancante: dal latino mancus, ovvero mancante, storpio, mutilato.

Anche la parola inglese left ha significato si di sinistro, ma anche di “lasciato”, partito, abbandonato, mentre “right” è destro, ma anche giusto, diritto, dritto.

Così come anche nella lingua italiana odierna il sostantivo che deriva dall’aggettivo “sinistro” è sinonimo sempre di spiacevole, ostile, funesto.

Il mancinismo però non è da intendere soltanto come uso della mano sinistra, bensì di una differente specializzazione che fa il cervello quando un individuo nasce.

Nella prima infanzia infatti il cervello rende predominante uno dei due emisferi, e di norma quello sovrastante è il sinistro. Con lo schema crociato col quale funziona il nostro corpo questa “lateralizzazione” farà si che il lato dominante sarà il destro, quello cioè con il quale l’individuo svolgerà maggiormente le sue funzioni: mangiare, calciare, scrivere, afferrare gli oggetti.

la sinistra, la mano del diavolo

Oggi si sa, nonostante qualcuno ancora tenti di correggere, che il mancinismo va invece sostenuto, in quanto fase finale di un processo cerebrale, che se impedito può causare discordanze funzionali e addirittura comportamentali. Pensate a come potrebbe essere difficile il contrario: costringere un destrorso a fare tutto con la mano sinistra.

Il presidente Obama, mancino famoso

E poi, oggi è conermato, che spesso il mancinismo è associato ad una certa genialità o a dei percorsi mentali, magari non tipici ma senz’altro funzionali tanto e forse più dei soggetti destrorsi.

Molte adesso le lodi a mancini famosi: Einstein, Leonardo, lo stesso presidente Obama, Beethoven, Jimi Hendrix.

Essere “affetti da mancinismo” oggi, più che una malattia potrebbe essere un epiteto di genio ed estro, perché vuol dire che l’emisfero destro, quello deputato più al disegno, alla musica, all’arte, è predominante.

E dunque , in barba alle credenze popolari e alle mani “luciferine” ben vengano i mancini e guai alle correzioni e ai contrasti imposti.



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