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Escrementi di cane rispediti per posta ai padroni: ecco perchè

di Alessandra Albanese

13 Giugno 2013

Uno degli indici di civiltà di un paese sono le feci dei cani.

Si, proprio così, più un paese è civile più i proprietari di animali domestici escono da casa armati di paletta e busta per non lasciare che la propria città abbia “resti” del proprio cucciolo come ricordo.

Senza ipotizzare malattie ed epidemie, il solo pensiero che un nostro figlio possa pestare un escremento e poi seminarlo per casa, già solo questo basta a meditare pene severe per gli avventori delle passeggiate con cuccioli sprovvisti di palette.

E questa volta una lezione di civiltà in materia ci viene dalla vicina Spagna.

Brunete, cittadina di 100.000 abitanti a circa 30 km da Madrid, da troppo tempo il sindaco cercava di risolvere il problema dei proprietari dei cani, poco inclini alla manutenzione del bene comune, che lasciavano gli escrementi dei propri animali lì dove gli stessi li “depositavano”.

In compagnia di circa 20 volontari il sindaco ha sistemato delle telecamere nascoste per le vie della città. Con l’aiuto dei volontari e delle telecamere ha individuato i possessori incivili, con qualche furbizia i “vigilanti” riescono a farsi dare il nome del cane, tramite il quale risalgono poi al nome e all’indirizzo del padrone grazie al database dell’anagrafe comunale.

Una volta trovato il nominativo, l’amministrazione recapita a casa con un corriere espresso un sacchetto con la dicitura “proprietà smarrita”, e insieme al pacchetto una lettera:

“Cari residenti, questo è solo un avviso. La prossima volta potrebbe arrivare una multa che va dai 30 ai 300 euro”.

Nel giro di una settimana l’amministrazione ha consegnato 147 pacchetti, e sembra che la trovata abbia subito dato risultati: in poco più di un mese gli escrementi sono diminuiti del 70%.

Chissà se anche in Italia un trovata del genere riuscirebbe a sortire lo stesso effetto.

 



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