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Depressione post parto, cura obbligatoria

di Dott.ssa Federica Federico

05 Giugno 2010

Sapete cosa succede in Italia ogni 2giorni, 2ore, 20minuti e 41secondi?
Muore una persona uccisa da un proprio familiare.

Il nostro paese si è aggiudicato un tristissimo primato: siamo i primi in Europa per numero di omicidi in casa.
Ad uccidere sono prevalentemente i mariti e le madri depresse.
Il 15,5% degli omicidi familiari troverebbe ragione in disturbi psichici
. Questo dato è allarmante! E la notizia lascia ancor più scioccati se si riflette sul fatto che le vittime delle mamme depresse sono bimbi piccoli e piccolissimi.

Il Ministero della salute, in queste ultime ore, ha dato notizia di una proposta a tutela delle mamme depresse, per prevenire e limitare gli infanticidi.
È stata proposta l’istituzione di percorsi di cura obbligatori ed extraospedalieri per le mamme colpite dalla depressione post-parto.
I padri della proposta, già presentata al ministro della Salute Ferruccio Fazio, sono due addetti ai lavori: Giorgio Vittori, presidente della Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia), e Antonio Picano, presidente dell’Associazione Strade onlus.

Ma è possibile obbligare una donna a curarsi?
Tanto più che curarsi vuol dire ammettere di non stare bene e decidere di risolvere la propria situazione di malessere. Le donne vittime della depressione post-parto difficilmente riescono a riconoscere la loro “malattia”.

Nel nostro paese è ammesso il TSO, ovvero il Trattamento Sanitario Obbligatorio per la cura dei soggetti affetti da malattie mentali.
Perché si possa imporre il TSO è indispensabile una valutazione medica di gravità della malattia e quindi una richiesta di cure urgenti.
In parole povere i medici devono documentare la serietà del male, con tutte le sue implicazioni anche in termini di pericolosità ed a loro spetta sostenere l’improrogabilità delle cure.
Ma il TSO resta anche un atto giuridico perché, imponendo una cura, sostanzialmente si limita la libertà personale dell’individuo.

Secondo la proposta suddetta alle mamme in depressione si dovrebbe applicare la procedura del trattamento sanitario obbligatorio, fuori dall’ospedale. E precisamente, presso l’abitazione della paziente, un’equipe specializzata si farebbe carico della assistenza continuativa 24h\24 delle donne con comportamenti potenzialmente omicidi.
Questa forma di assistenza domiciliare tutelerebbe efficacemente sia la madre che il figlio.

I casi che richiederebbero un provvedimento di trattamento sanitario obbligatorio extraospedaliero sono stimabili intorno ad un migliaio all’anno.
Nel nostro paese le donne vittime della depressione post-parto sono circa il 10% delle neomamme, per un numero che va da 50mila a 75mila ogni anno e con un costo sociale valutato in circa 500 milioni di euro.



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