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Mal d’Orecchio Bambini: Cosa Fare

di Federica Federico

30 Gennaio 2014

mal d'orecchio

L’otite media, ovvero il più comune mal d’orecchio che può affliggere i bambini sin dai primi anni di vita, ha una causa scatenante assolutamente banale: dipende dal ristagno di muchi nelle vie respiratorie.

Moltissimi sono i piccoli pazienti che nei primi anni di vita ricorrono alle cure del pediatra a causa del mal d’orecchio, molto spesso l’otite media è la diretta conseguenza di un semplice raffreddore.Kleines Maedchen hat Ohrenschmerzen little girl has earache

Il raffreddore, per sua stessa natura genera una grande produzione di muco. Il muco quando non viene espulso dal corpo può trasbordare nelle alte vie respiratorie (ovvero nei canali che collegano naso, orecchio e gola) e lì letteralmente si blocca ristagnando.

Il muco è per sua natura carico di batteri ed il ristagno nelle alte vie respiratorie favorisce la proliferazione dei batteri. Più proliferano i batteri più il volume del muco stagnante cresce, di conseguenza maggiore diviene la pressione che esso è capace di esercitare sulle pareti dei condotti in cui è rimasto intrappolato.

Non tutti sanno che i bambini hanno i condotti uditivi più angusti di quelli degli adulti: i condotti uditivi dei bambini sono più corti e più stretti di quelli di una persona adulta e ciò rende più frequente e comune il ristagno di muchi.

Il mal d’orecchio più comune nel bambino (ovvero l’otite media) dipende proprio dalla pressione che il muco esercita sul timpano (il timpano è quella sottile membrana che separa la parte interna dell’orecchio da quella esterna).

Il timpano subisce la spinta del muco e risponde con un dolore acuto.

Il bambino ha l’impressione di subire una puntura all’interno dell’orecchio, infatti non è infrequente che i piccoli dicano “mi punge” per raccontare la loro sensazione dolorosa ai genitori.

La pressione del muco genera infiammazione, l’infiammazione è la prima causa del dolore. Essa va curata prontamente perché la membrana del timpano potrebbe subire lacerazioni a causa della pressione del muco e , appunto, del processo infiammatorio.

mal d'orecchio

Quando il processo infiammatorio è avanzato e la pressione sul timpano è importante le orecchie dei bambini possono sanguinare.

In caso di sanguinamento non è mai opportuno ricorrere a rimedi fai da te ed è sconsigliabile ogni forma di automedicazione, il bambino deve essere prontamente visitato senza indugio alcuno.

Nei primi tre anni di vita il 70% dei bambini è incorso almeno una volta in un mal d’orecchio.

Questo dato statistico dimostra l’altissima frequenza della patologia. La sua diffusione non deve però servire a banalizzare la malattia.

Gli esperti mettono in guardia i genitori e chiariscono che l’otite media è frequente come frequenti sono i raffreddori.

I bambini piccoli hanno un corredo immunitario non ancora completo e l’immaturità del sistema immunitario normalmente li espone alle più banali, virali e comuni patologie stagionali. mal d'orecchioTuttavia l’otite insiste su un organo delicato: la membrana del timpano.

La sottile membrana del timpano, a causa dell’infiammazione e della pressione dei muchi, può lacerarsi. Normalmente le lacerazioni si verificano e guariscono come guarisce una ferita sulla pelle, tuttavia affinché la guarigione sia completa e senza conseguenze è bene apprestare le debite cure al piccolo: se le rotture della membrana sono frequenti, profonde o mal curate può accadere che il timpano non si rimargini perfettamente con conseguenze negative sulla capacità uditiva del bambino.

Per evitare che una banale otite abbia conseguenze negative sulla salute di tuo figlio è opportuno evitare i rimedi della nonna, non banalizzare il mal d’orecchio, fare una buona e costante prevenzione e ricorrere alla visita medica ogni qual volta il bambino lamenta con costanza e sincerità dolore all’orecchio o alla gola.

Come si previene il mal d’orecchio?

La migliore prevenzione contro l’otite media è la pulizia delle vie aeree.

Detergere il nasino dei bambini con prodotti specifici significa mettere in pratica la migliore prevenzione contro il ristagno dei muchi.

L’acqua nasale finemente nebulizzata (ovvero gli spray nasali pediatrici) rappresenta il prodotto migliore per l’igiene nasale.

In una massima approssimazione potremmo descrivere così l’acqua finemente nebulizzata: si tratta di acqua marina o termale ridotta in minuscole bollicine capaci di percorrere le vie aeree e di pulirle sciogliendo i muchi.

I muchi sciolti dall’acqua nasale riescono a fuoriuscire più facilmente dal nasino e sicuramente smettono di ristagnare.

 

Il ristagno dei muchi aumenta durante il sonno, ovvero quando il corpo è disteso in posizione orizzontale.

Per favorire il deflusso dei muchi ed evitarne il ristagno è consigliabile detergere le mucose nasali prima del riposo notturno e se necessario è possibile adagiare il bambino su un doppio cuscino o sollevare leggermente il materassino del letto in modo da non mantenere il corpo del piccolo in una posizione completamente orizzontale.nasino bambino

La detersione delle vie aeree è fondamentale, lo è ancor di più nei bimbi piccoli o piccolissimi che non sanno soffiarsi il naso.

Attenzione: i pediatri chiedono ai genitori di insegnare ai bambini a soffiarsi il naso precocemente.

Non tutte le mamme e i papà sanno che i bambini molto piccoli possiedono un naturale istinto che li porta a liberare il naso soffiandolo; spesso per far sì che i piccoli imparino a soffiarsi il naso da soli basta assecondare l’istinto dei bambini.

In questo senso è sbagliato “strizzare” le narici del bambino col fazzoletto, è al contrario consigliabile che i bimbi anche piccolissimi imparino a gestire il fazzolettino igienico da soli, in una controllata autonomia.

Quali rimedi naturali sostengono veramente la guarigione dell’orecchio e quali invece debbono essere evitati?

  • I vapori del bagnetto aiutano a sciogliere i muchi;
  • i vapori di un umidificatore possono contribuire al mantenimento di un equilibrato tasso di umidità dell’aria domestica, se l’aria che il bimbo respira è secca le mucose nasali possono indebolirsi esponendo il bambino al rischio di aggressioni esterne.
  • Una bevanda calda come latte e miele contribuisce allo scioglimento dei muchi e alla liberazione delle via aeree superiori.
  • L’area dolorante va mantenuta ad una temperatura costante e moderatamente tiepida.
  • Non fanno bene né gli impacchi freddi né quelli caldi: il freddo tende a solidificare il muco, e se il muco diviene più solido il ristagno diventa più difficile da combattere; il caldo invece può aumentare lo stato infiammatorio acuendo persino il dolore.
  • Pulire le orecchie non serve a curare l’otite media che è un disturbo interno e non esterno all’orecchio.

Come si cura il mal d’orecchio?

L’antibiotico non è sempre necessario. In questo senso è bene che i genitori sappiano che solo il pediatra può decidere di ricorrere alla cura antibiotica, il medico farà le sue valutazioni dopo un’attenta osservazione del piccolo paziente e una volta esaminate le sue condizioni generali del bambino.

Se il pediatra prescrive una terapia antibiotica è bene che il trattamento venga condotto con costanza e cura rispettando tempi, modi e orari di somministrazione dei farmaci senza interrompere mai il ciclo antibiotico con anticipo. È più che sbagliato spezzare o interrompere il ciclo antibiotico prescritto dal pediatra.

Il mal d’orecchio può associarsi a stati febbrili.

Più importante è il ristagno di muchi, più intensa è l’infiammazione, più alta potrebbe essere la temperatura corporea.

Esiste una familiarità nella tendenza a soffrire di otite media?

Mal d'Orecchio Bambini: Cosa FareSì, è possibile che i figli di genitori “deboli con le vie respiratorie alte” ereditino questo “tallone d’Achille” soffrendo a loro volta spesso di mal d’orecchio.

È bene sapere che il mal d’orecchio è una di quelle malattie che col passare degli anni tende a ripresentarsi con minore frequenza, gli episodi di mal d’orecchio (anche nei bimbi più deboli) tendono a diminuire progressivamente dopo il 4°anno d’età.

Se i fenomeni di otite media divengono frequenti è possibile che il pediatra indirizzi i familiari del bambino verso un percorso volto al monitoraggio delle allergie: una allergia che irriti le vie aeree superiori può infatti determinare una sensibile debolezza dell’orecchio e aprire la strada a frequenti otiti.

Certamente il fumo passivo danneggia i bambini e costituisce un importante fattore di rischio.

È statisticamente provato che le vie aeree superiori dei bambini figli di fumatori sono esposte ad un maggiore rischio di patologie comuni, quali anche l’otite media.

Dopo quanti giorni il bambino che ha avuto mal d’orecchio può tornare a scuola?

In caso di cura antibiotica sarebbe auspicabile che il bimbo terminasse sempre la sua terapia prima di tornare tra i banchi scolastici. Negli altri casi è sempre opportuno tenere il bimbo a casa per 3\4 giorni, questo congruo lasso di tempo servirebbe ad evitare all’orecchio convalescente sbalzi di temperatura o raffreddamenti pericolosi, si tratterebbe cioè di un riposo volto a tenere le ricadute il più lontano possibile.

 

 

 

 



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