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Troll e fake su facebook: chi sono, cosa fanno e come difendersi

di Federica Federico

09 Febbraio 2011

I meccanismi di comunicazione ed aggregazione, nonché quelli di informazione e di diffusione della cultura sono da sempre il risultato del costume e delle attitudini sociali.

Così, mentre una volta la conoscenza e l’incontro avvenivano solo nel luogo fisico della piazza, adesso, nell’era della tecnologia, i social ed i forum divengono un concreto e significativo punto di contatto tra soggetti diversi e addirittura lontani, accomunati, però,da interessi, intenzioni ed aspirazioni. Non a caso molti luoghi della rete si dedicano a raccogliere persone pareggiate da qualche interesse, passione o condizione.

Tra gli altri, quello delle pagine facebook è uno dei più eclatanti fenomeni di aggregazione dei nostri giorni. In merito, parlando di Noi, ad ogni mamma che pratichi la rete è nota la possibilità di accedere ad un numero enorme di pagine dedicate ai bambini, alla gravidanza, al parto ed alla esperienza genitoriale in generale.

La rete è oggi un luogo di manifestazione dell’essere, un’opportunità di espressione e confronto, è una realtà che ci coinvolge e continuamente ci rende parte di un percorso di ammodernamento ed avanzamento della società, percorso a cui i costumi si adattano.

Ma conoscere, parlare e confrontarsi con chi resta fisicamente lontano da noi non è cosa facile né priva di “rischi”. Dialogando attraverso i caratteri liberati da una tastiera, perdendo la fisicità dell’incontro, si rinuncia al confronto con lo sguardo delle persone, con le loro espressioni ed al contatto con la realtà, con un contesto materiele, obiettivo che pure, normalmente, influenza e determina i comportamenti degli individui.

Dunque c’è più diffidenza nel rapporto in rete? L’amicizia web da meno affidamento? Abbiamo paura del mezzo telematico?

A giudicare dalla quantità di informazioni e tracce che si lasciano comunemente nei social questi timori non esistono. L’affidamento alla rete e la confidenza con i suoi strumenti sono ampi e diffusi.

Ma è un fatto che la comunicazione virtuale possa prestarsi all’inganno ed è altrettanto vero che, all’interno delle comunità virtuali, tal volta ci si imbatte in un troll o in un fake. Chi sono, come si riconoscono e come ci si deve difendere?

Troll e fake sono quei soggetti che si inseriscono all’interno di solidi contesti virtuali con l’intenzione di minarne la compattezza, infastidire gli utenti, deridere, beffeggiare e divulgare false informazioni. Sono in pratica figure di disturbo, gestite per portare scompiglio all’interno di gruppi stabili e coesi.

La differenza fondamentale tra troll e fake sta nel fatto che il secondo, diversamente dal primo, costruisce per sé un personaggio, creando una falsa identità appositamente orientata a portare avanti il piano di disturbo.

In genere un “falso soggetto”, tanto un troll quanto un fake, non risulta identificabile con certezza, nel senso che manca nella rete una sua impronta forte e riconoscibile. Beneficiano, diversamente, di una grande credibilità nel web tutti coloro che possono vantare la proprietà di un sito, di un blog, di un forum, e chi nella rete lavora, come i web writer o i web master. E molto difficilmente il trolling (cioè l’agire da troll) sarà attività propria di chi nella rete è “tracciabile”.

Il troll ha un comportamento tipo:

è sgarbato, volgare, aggressivo ed ineducato.

I suoi messaggi sono inappropriati, quindi comunemente si inserisce nelle discussioni parlando a sproposito.

Non da mai informazioni precise, serie ed oggettive. Anzi, a sostegno delle proprie tesi, quasi sempre opposte a quelle maggioritarie o comuni, usa addurre teorie estreme, strane e impopolari.

– Spesso fa uso di link di disturbo, musica, video o contenuti di altro genere, comunque inappropriati, tal volta persino “degeneri”.

Ha un atteggiamento denigratorio, si sforza di sminuire, ridicolizzare ed offendere gli altri utenti.

Le motivazioni che possano spingere qualcuno a “trollare” non sono note, né è possibile sempre catalogare i comportamenti deviati.

Alcune teorie sociologiche considerano i troll ed i fake come soggetti alla ricerca di una affermazione personale che non hanno nella vita quotidiana. In pratica il “comportamento dominante”, che credono di assumere nel loro ruolo di destabilizzatori, li gratificherebbe ed asseconderebbe il loro desiderio di attenzione.

La migliore arma contro il presunto troll o fake è l’indifferenza. Mossi dall’intento di destabilizzare i disturbatori che non provocano scompiglio, non raggiungendo il loro obiettivo, scompaiono da soli. In gergo web si dice che è preferibile ignorare il troll per evitare di “dargli da mangiare”, ovvero per evitare di fornirgli quella soddisfazione che cerca e che lo spinge a perseverare nel suo comportamento.

Come riconoscere un troll o un fake su facebook?

Troll e fake non godono mai di una propria storia in rete, in pratica il loro nome, i loro titoli o le loro immagini non vi consentiranno mai di ricondurre il soggetto ad altri luoghi del web (siti, blog o forum). Difficilmente chi ha impresso nella rete una sua impronta forte trolla, quasi mai può essere un fake.

Il fake ha un profilo falso, avrà probabilmente poche amicizie, ma soprattutto potrebbero esserci delle incongruenze tra i dati forniti e ciò che scrive comunemente. Le immagini potrebbero non appartenergli.

Pubblicare poche immagini personali, diversamente, non significa essere un troll o un fake. La divulgazione moderata delle foto può rappresentare una scelta o una misura di tutela personale indiscutibile. Del resto non è mai inutile ricordare che la polizia postale suggerisce di moderare la divulgazione delle immagini dei bambini ed anzi di pubblicare preferibilmente quelle in cui i piccoli non siano riconoscibili.

Il comportamento del troll è, poi, inequivocabile: agisce per disturbare e non fornisce mai una corretta informazione. Quindi non sarà troll chi invece mette a disposizione della comunità virtuale le sue competenze.

Aiuto, al lupo, al lupo!!!” …

La caccia ai troll o ai fake può trasformarsi in una improduttiva ed illogica caccia alle streghe?

Probabilmente si! Posto che il troll ed il fake non hanno necessariamente e normalmente intenzioni malevole o criminose, l’ossessione da troll può destabilizzare, screditare e sminuire chi ne soffre più del troll stesso.

Inoltre prima di accusare, creare liste nere, divulgare sospetti ed infangare nomi e persone occorre avere il buon senso di valutare con oggettiva ragionevolezza le cose. Informarsi, indagare e appurare prima di lanciare accuse è una regola di buon senso valida sempre nella vita. Le comunità virtuali sono luoghi di persone, ove le entità soggettive, per quanto non fisiche, sono e restano spirito, anima e pensiero, e meritano sempre il dovuto rispetto.

Quindi attenti ai troll, ma non cadete nel vortice dei “cacciatori di lupi”, fidatevi di voi stessi prima che della rete e valutate le parole come se fossero visi, del resto l’intelligenza ha molti canali di espressione.

Buona navigazione a tutti.



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