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Origini e storia del Carnevale

Simona

di Mamma Simona

22 Febbraio 2011





STORIA DEL CARNEVALE E ORIGINI

Già nel periodo Paleolitico gli stregoni usavano maschere,costumi variopinti, adorni di piumaggi e sonagli che accompagnavano riti magici e propiziatori, al fine di scacciare gli spiriti maligni.

In epoca pre-cristiana si usava celebrare feste con maschere durante riti pagani legati al mondo pastorale e agricolo, con cui si scandiva la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, periodo di fecondità e fertilità della terra, augurandosi dei buoni raccolti.

In realtà le vere e proprie origini del Carnevale fondano le proprie radici nell’epoca romana e sono da ricercarsi nelle numerose feste e cerimonie in onore degli dei.

  • I Baccanali, in onore del dio Bacco, erano festeggiamenti che prevedevano baldoria tra il popolo, l’uso di maschere, il consumo di vino (in onore del dio Bacco), il tutto in un connubio di danze e musica.
  • La festa di Cerere e Proserpina, si svolgeva di notte e accomunava nel festeggiamento gente di ogni età senza distinzione di nascita e classe sociale.
  • I Saturnali, erano feste in onore di Saturno, duravano dapprima 3 giorni col tempo portati fino a 15, veniva eletto un re della festa dal popolo, si organizzavano giochi, spettacoli, e per quei giorni vi era uno scambio di ruolo: gli schiavi diventavano padroni e viceversa.
  • I lupercali erano feste delle “fecondità”, celebrati in onore della lupa che allattò Romolo e Remo.

L’avvento del cristianesi non eliminò la tradizione dei festeggiamenti, arricchendola con connotati religiosi.

E’ durante il Medioevo e il Rinascimento che il Carnevale giunge all’apice del suo splendore. Città come Venezia, Firenze, Roma sono note per l’allegoria dei festeggiamenti che si chiudevano con parate mascherate su carri adorni di fiori.

Ma il Carnevale è anche “la festa dei folli”, così definita a causa degli atteggiamenti di trasgressione che invadevano le città inebriate dai festeggiamenti. Ciò richiese, durante il periodo della Controriforma, un intervento della Chiesa che mal tollerava l’eccesso di trasgressione, atto a contenere le esuberanze del popolo.

Nel Cinquecento il Carnevale è una festa d’elite per nobili e ricchi che si potevano permettere festeggiamenti suntuosi in maschera con spettacoli di commedianti.

E’ solo nel Seicento che il Carnevale diviene a tutti gli effetti una festa popolare, viene adottato dalle maschere della Commedia dell’Arte il linguaggio del “volgo”, del popolo, favorendo le varie inflessioni dialettali, nascono così le maschere tradizionali regionali, come Pulcinella a Napoli, Meneghino a Milano, Arlecchino a Bergamo, Pantalone a Venezia, Gianduia a Torino ecc…

L’etimologia della parola Carnevale, non è chiara; alcuni la riconducono a “Carnalia” con riferimento alle feste romane Saturnali; altri ancora a carne-levamen con riferimento al banchetto prima del digiuno di carne richiesto dai dogmi ecclesiastici, nei 40 giorni che precedono la Pasqua.

Il periodo dei festeggiamenti è variabile da anno in anno, và dall’Epifania alla Quaresima, termina con i giorni “dal giovedì al martedì grasso” (ad eccezione del Carnevale ambrosiano) prima delle Ceneri. Sono le autorità ecclesiastiche che fissano la data della Pasqua e di conseguenza quella del Carnevale.

Solitamente i giorni dei festeggiamenti si concentrano negli ultimi 10 giorni e sono connotati da parate in maschera e travestimenti, sopratutto ad opera dei bambini, scherzi, carri, costumi, musica e danze.

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