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Morte perinatale: le foto della figlia morta, suo “eterno ricordo”

Si pensa che parlare di morte perinatale sia ingiusto e in alcuni casi morboso, mamma Emily e papà Richard hanno deciso di rendere pubblico il loro dolore per essere di conforto ad altre famiglie.

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

19 Ottobre 2021

La morte perinatale per molti rappresenta un vero e proprio tabù. La convinzione che il lutto sia solo ed esclusivamente un fatto intimo e personale porta chi ha subito una grave perdita a tacere la propria sofferenza e a viverla quasi di nascosto.
In realtà non esiste un modo giusto o sbagliato per vivere il dolore di un lutto, che diventa ancor più atroce, quasi innaturale, se coinvolge i propri figli; esiste però il diritto alla sofferenza, all’angoscia e alla disperazione vissuto in ogni sua forma, in ogni sua espressione, che sia silente o plateale, intima o pubblica.

 

Emily McClearen e Richard Staley, genitori californiani di un bambino e di un piccolo angelo, hanno reso pubblico il loro atroce dolore sia per rendere omaggio alla loro piccola, morta quando era ancora nella pancia della sua mamma, sia per dare conforto ad altre famiglie che come loro hanno vissuto la più orribile delle sofferenze.

 

Morte perinatale: le foto della figlia morta, suo “eterno ricordo”

Morte perinatale: foto di un ricordo eterno.
Foto diritto d’autore: simondannhauer© 123RF.com – ID Immagine: 142946236 con licenza d’uso.

Morte perinatale: le foto della figlia morta, suo “eterno ricordo”.

 

A raccontare la storia di mamma Emily (26 anni all’epoca dei fatti), papà Richard (29 anni) e della loro piccola Monroe Faith Staley (nata angelo il 26 luglio 2014 con un peso pari a quasi 2,800 kg e lunga circa 48 cm) è stata Lindsey Natzic-Villatoro, mamma di 3 splendide ragazze nonché fotografa di vita.
Divenuta famosa per i suoi servizi fotografici realizzati soprattutto in occasioni di lutto, morte perinatale e per malati terminali, il fine ultimo di Lindsey, nonché quello della fondazione senza scopo di lucro da lei creata “The Love ong Foundation”, è quello di fornire sollievo alle persone e alle famiglie colpite da una perdita offrendo loro dei ricordi che potranno conservare nel tempo, nella speranza che possano aiutarli ad affrontare il loro dolore.

 

“Queste immagini sono estremamente emozionanti. La famiglia desidera che siano condivise in memoria della loro bambina. Ci è voluto un’estrema quantità di coraggio per condividere questa storia e la tua opinione negativa non è necessaria […] Ci sono abbastanza cose negative in questo mondo e questo post vuole essere positivo e bello”.

Inizia così il racconto di Lindsey, un lungo scritto che accompagna le immagini della piccola Monroe, ritratta nel suo primo e ultimo incontro con i suoi genitori.

 

Morte perinatale: la morte e la nascita della piccola Monroe.

 

Nel 2014 la famiglia Staley ha dovuto affrontare la morte perinatale, un lutto inatteso e inaspettato che hanno dovuto metabolizzare ed affrontare in un brevissimo lasso di tempo.
Quel venerdì mattina Emily era a casa col suo primo figlio, che all’epoca dei fatti aveva solo 5 anni, e la nipotina, stava facendo colazione quando ha notato che dalla sera precedente non aveva più percepito alcun movimento della bimba che portava in grembo. Preoccupata da quell’inconsueta tranquillità, ha provato a monitorare la piccola con il cardiofrequenzimetro senza ottenere alcun risultato positivo.

 

Allarmata da quell’insolito silenzio – ogni futuro genitore porta sempre nel proprio cuore la paura della morte perinatale – è corsa in ospedale. Non riuscendo a rilevare alcun battito, il personale medico l’ha sottoposta ad un’ecografia che purtroppo ha confermato i più nefasti pensieri: la bambina era morta a causa del cordone ombelicale avvolto intorno al collo.

 

Dopo l’iniziale shock, Emily ha scelto di tornare in ospedale il giorno successivo per poter effettuare un taglio cesareo, sconvolta per quanto accaduto ha preferito attendere il ritorno del marito, consapevole di non poter affrontare da sola quell’immane e straziante dolore.

“Come stava succedendo? Il suo bambino si stava muovendo ed era vivo la sera prima, quindi come… perché… perché lei? Perché il suo bambino? Perché il loro bambino? Ogni domanda nota all’uomo le balzava in mente: niente aveva senso”.

La fotografa Lindseyann Natzic-Villatoro fu contattata da un’amica della famiglia Staley quello stesso pomeriggio, i genitori, seppur afflitti da quella morte perinatale, volevano fosse presente alla nascita per poter immortalare gli unici istanti che la piccola avrebbe trascorso con la sua mamma e il suo papà.

“Faccio circa 15-20 servizi fotografici al mese, spaziando su ogni tipo di tragedia ma questo non le rende mai facile. Ogni sessione che faccio mi influenza in modo diverso […] Ho detto agli Staley che NON c’era un modo giusto per gestire il dolore. Se volevano, potevano dare di matto, lanciarmi qualcosa, piangere, urlare… qualunque cosa andava assolutamente bene”.

La piccola Monroe Faith Staley è nata alle 7:52 del 26 Luglio 2014, il suo corpicino esanime pesava 6 libbre e 2,5 once (poco meno di 2,800 kg) ed era lungo 19 pollici (circa 48 cm).

 

 

“Sono stata la prima a vederla – racconta Lindsey – I miei occhi si sono riempiti rapidamente di lacrime mentre abbassavo la mascherina e, guardando mamma e papà, dicevo: Lei è perfetta.”

Dopo le operazioni di pulizia effettuate dagli operatori sanitari, la bambina è stata portata dalla sua mamma per il loro primo e purtroppo ultimo abbraccio.

“Non riesco nemmeno a descrivere il dolore che sapevo che mamma e papà stavano provando in quel momento. Mentre la mamma supplicava la sua bambina di svegliarsi, il suo dolce marito le accarezzava i capelli con le mani e piangeva con lei”.

Per le successive 9 ore la piccola Monroe è rimasta con la sua famiglia nella stanza a loro assegnata, momenti che Lindsey ha catturato ed immortalato con la sua macchina fotografica, rendendoli così eterni.

“Non importa quello che si dice sul dolore e sul tempo che guarisce tutte le ferite, la verità è che ci sono certi dolori che non svaniscono mai finché il cuore non smette di battere e l’ultimo respiro viene esalato”.

In calce al suo lunghissimo post, Lindsey chiarisce che la decisione di condividere le immagini di quella morte perinatale è stata presa da Emily e Richard, la coppia infatti ha voluto non solo onorare la memoria della loro bambina ma tentare di dare confronto ad altre famiglie che hanno vissuto quello stesso dolore.
Perché la morte perinatale, e la sofferenza ad essa legata, non rappresenti più un tabù, un dolore da dover nascondere.

 

 


 

Articolo originale pubblicato il 5 Agosto 2014



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