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Ana Anoressia: Cosa Significa essere Pro-Ana?

Una filosofia assurda e pericolosa che spopola in rete.

Giuseppe Gagliano

di Giuseppe Gagliano

29 Settembre 2015

“Ana” è una parola che, con molta probabilità, era nata traendo l’acronimo dalla parola Anoressia ma è diventato più un modo di giocare sulla parola madre, come a simboleggiare una fonte etimologica ma anche l’obiettivo da raggiungere. In realtà, a parte la sua origine, è una parola coniata per definire una corrente di pensiero che si sviluppa in una filosofia e, soprattutto, diventa un codice di affiliazione di chi appartiene ad una sorta di loggia segreta: l’ana anoressia.

Cos’è l’ana anoressia: una cieca esaltazione dell’anoressia, sembra impossibile, ai limiti della follia, ma esiste ed è diffusa!

ana anoressia

In rete, viaggiano notizie, gruppi e blog pro-Ana in modo impressionante.

Non è facile fare parte di questi che si presentano come forum innocenti ma che, in realtà, sono gestiti da ragazze e adulte che idolatrano l’Anoressia come un vero e proprio dio da cui si dipende e che bisogna compiacere.

E’ difficile entrare a far parte di questi gruppi come affiliati per chi volesse indagare, è praticamente impossibile perché, all’interno, la gestione è simile a quella delle api operaie che difendono le arnie dalle insidie da parte di estranei al gruppo coeso.

Il paradosso è che entrare a farne parte è, infine, semplice, seppur graduale, perché non sono le richieste ad essere prese in considerazione, proprio per evitare infiltrati come giornalisti e polizia ma è la stessa organizzazione che individua i potenziali membri e li coltiva in rete con mille attenzioni ed incoraggiamenti.

ana anoressia in rete

Ana anoressia come si entra  nella spirale di questa “setta” spontanea.

Quando le vittime, di solito ragazze scontente, si rivolgono al web per trovarvi sfogo e conforto, vengono captate dai membri irretitori, vengono coccolate dando ragione e plauso alle loro angosce con frasi semplici come: “Hai ragione, i grandi non capiscono nulla… il cibo è il veleno e ne basta pochissimo… fai bene a rifiutarti di mangiare…” e così via.

Successivamente si instaura un rapporto continuo di confidenza e amicizia e dopo si prospetta la presentazione di persone esperte che possono dare una mano dal punto di vista psicologico e morale.

A volte, con un semplice passaparola, si ottengono presentazioni ma, il più delle volte, si devono superare dei test d’ingresso che danno la parvenza di serietà e competenza al sito stesso e ai suoi membri affiliati.

Ana anoressia: ancora una volta, assistiamo ai pericoli che girano nel web!

Addirittura esiste un decalogo ufficiale per gli adepti all’ana anoressia che recita quanto segue:

1)     Se non sei magra non sei attraente.

2)     Essere magri è più importante che essere sani.

3)     Compra vestiti, tagliati i capelli, prendi lassativi, fai di tutto per sembrare più   magra.

4)     Non puoi mangiare senza sentirti colpevole.

5)     Non puoi mangiare cibo che ingrassa senza punirti dopo.

6)     Devi controllare le calorie e ridurne l’assunzione.

7)     Quello che dice la bilancia è la cosa più importante.

8)     Perdere peso è bene, mettere peso è male.

9)     Non sarai mai troppo magra.

10) Essere magri e non mangiare sono simboli di vera forza e autocontrollo.

ana anoressia pericolo

Cosa fare se si entra in contatto con una realtà pro ana anoressia

L’unica soluzione plausibile a tutto ciò è la denuncia. I blog pro-ana anoressia possono rappresentare un reato penale, assimilabile all’istigazione al suicidio punita dall’art.580 del Codice Penale, ed è giusto portare alla luce eventuali fatti di cui si viene a conoscenza, anche se molte volte le notizie, le fonti, le persone e i testimoni sembrano attendibili e perfino legalmente riconosciuti.

Se qualcuno conosce una persona irretita da questi gruppi lo faccia sapere ai genitori, agli insegnanti, ai superiori e questi si rivolgano ai servizi sociali e alle autorità, per il bene delle persone coinvolte.

In realtà, dietro queste organizzazioni, c’è solo una filosofia del tutto contorta che si ammanta di un’atmosfera vittimistica di pseudoreligione perseguitata ma sicuramente irresponsabile e del tutto illegale che provoca sofferenza e dolore alle vittime e ai propri familiari e li travolge in un vortice di sofferenze fisiche e psicologiche che finisce per schiacciarli e annientarli.

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