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Aiutare la Mamma in Casa (Metodo Montessori per Crescere)

Educare i figli all’autonomia, anche ad aiutare la mamma in casa, significa metterli in condizione di affrontare il mondo.

Federica Federico

di Federica Federico

16 Settembre 2015

Perché è giusto aiutare la mamma in casa e da dove si deve partire per farlo in modo proficuo per la crescita? Aiutare la mamma in casa equivale a fare esperienze di vita e, nel coinvolgere il bambino, è bene partire da quelle faccende che hanno una ricaduta diretta sul figlio, ovvero quelle occasioni che lo coinvolgono in prima persona, come, per esempio, il pasto.

Risolvere i problemi pratici facendo uso delle proprie forze e applicando le competenze motorie sviluppate con l’ “addestramento alla crescita” è la migliore palestra di vita che un bimbo possa praticare. Aiutare la mamma in casa mette il bimbo in condizione di risolvere i problemi pratici (quali mettere la tavola o rifare il letto, piegare la biancheria o riporre gli abiti nel guardaroba) e ciò equivale a crescere divenendo autonomi.

Maria Montessori ha scritto, lasciandoci un precetto educativo importante: <<Sono le cose di vario genere che “chiamano” i bambini di varia età>>, e tale affermazione conferma che i piccoli per crescere debbono confrontarsi con le cose del mondo.

Aiutare la Mamma in Casa (Metodo Montessori per Crescere)

A partire dall’età prescolare (ovvero dai 36 mesi in poi) il bambino può incominciare ad aiutare la mamma in casa, può partecipare alla vita familiare anche attraverso il pratico atto di apparecchiare la tavola, ovviamente il contributo del piccolo sarà limitato e circoscritto alle sue capacità e competenza.

Perché i bambini devono aiutare la mamma in casa e per quale motivo partire dall’atto di apparecchiare la tavola è consigliabile e proficuo per i bambini anche piccoli?

La cucina è il cuore dell’abitazione familiare, lo è perché è luogo condiviso dove la convivialità del pasto dimostra che famiglia è incontro, partecipazione e condivisione.

Il pasto non deve ridursi all’atto di mangiare per crescere, perché esso non è meccanica o fisica! Piuttosto, il cibo è amore e piacere. Il bambino, svezzato e pronto alla socialità anche da un punto di vista motorio, può positivamente partecipare alla preparazione dei pasti, prima osserverà la mamma, poi la imiterà ed infine contribuirà in prima persona.

Sin da quando mia figlia era piccola aveva accesso alla cucina, spesso pasticciava con un piattino di farina ed acqua mentre io preparavo il polpettone; oggi batte le uova, impana le cotolette e impasta le polpette.

Aiutare la Mamma in Casa (Metodo Montessori per Crescere)

La partecipazione alla preparazione del pasto permette al bambino di scoprire cosa c’è dietro il cibo, di percepire l’amore e la dedizione, nonché la fatica, con cui la mamma arriva a metter il piatto in tavola, e anche l’atto semplice di aiutare la mamma in casa apparecchiando la tavola può migliorare il rapporto tra il bambino ed il cibo.

Lasciate che i bambini mettano la tovaglia, nel momento di sparecchiare aiutateli a piegarla e fate sì che il piccolo abbia facile accesso al luogo ove riporla, potendo gestire da solo il “cassetto della tavola”.

Non è bene che i bimbi piccoli (fino ai 5 o 6 anni) abbiano accesso al cassetto delle posate, che richiede attenzioni maggiori e una migliore padronanza dei movimenti delle piccole manine. Tuttavia nel “cassetto della tavola”, dove viene riposta la tovaglia, potete mettere le posatine per il bebè, i piattini di plastica e un bicchiere di plastica (perchè, allo stesso modo, non è opportuno che i bimbi piccoli maneggino vetro e ceramica). Allestendo in questo modo un “cassetto della tavola”, darete al bambino l’opportunità di sentirsi utile, di aiutare la mamma in casa apparecchiando veramente il proprio posto a tavola.

Ricordate: a 36 mesi il bimbo deve sedere a tavola con mamma e papà (fosse anche su una sedia con rialzo, se necessaria), deve bere dal bicchiere e deve mangiare da solo, seppure con posate e stoviglia adatte a lui.

Nell’aiutare la mamma in casa, il bimbo può, ogniqualvolta mette la tavola, gestire i tovaglioli, il cestino del pane tagliato e può, considerata l’età, lo sviluppo e la maturità personale, anche aver una propria bottiglia più leggera e magari non completamente piena per imparare a versare l’acqua nel bicchiere.

Educare i figli all’autonomia, anche ad aiutare la mamma in casa, significa metterli in condizione di affrontare il mondo.



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