Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Seguici:

Come Aiutare un’Amica che ha Perso un Bambino

Qual è il comportamento giusto da adottare per consolare un’amica che ha perso il bambino che portava in grembo per un aborto ritenuto? Ecco alcuni consigli:

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

01 Novembre 2015

Sono in molti a sottovalutare il devastante dolore che può colpire una donna che ha subito un aborto ritenuto, più comunemente chiamato aborto interno.

L’aborto ritenuto, ossia l’interruzione naturale di una gravidanza, non presenta sintomi fisici significativi che possano mettere in allarme la futura mamma, non si manifesta con crampi, dolori o perdite di sangue, il tutto avviene nel più totale e subdolo silenzio e la diagnosi può essere effettuata solo attraverso una visita ecografica che rileva l’assenza di movimento e battito cardiaco fetale.

“Signora mi spiace, purtroppo non rilevo più alcun battito del feto, lei ha avuto un aborto interno”.

Parole che pesano come un macigno, una frase che segnerà per sempre la tua esistenza, la tua vita di mamma, e che porterai nel cuore assieme al ricordo di quel piccolo puntino che non vedrai mai crescere dentro di te.

Come aiutare un’amica che ha perso un bambino per un aborto ritenuto?

Come Aiutare un’Amica che ha Perso un Bambino

Per esperienza personale vi dico che non c’è nulla che possa consolare un’amica che ha perso un bambino che portava in grembo, è un dolore che ha la necessità di fare il suo corso, diverso per ognuno di noi.

Spesso l’aborto ritenuto si verifica alla prima gravidanza, e a volte si rivela essere un caso isolato dovuto, a detta dei medici, ad un’anomalia genetica incompatibile con la vita – diverso è invece il discorso di problematiche genetiche familiari.

Un bambino destinato a non crescere, un bambino destinato a non avere un futuro!

Una “magra” consolazione che non allevia il dolore, che non attenua la sofferenza e che, a volte, ci fa sentire in colpa, ci fa sentire madre non degne, incapaci di custodire e crescere un bambino nel proprio grembo.

Tutto ciò vi potrà sembrare esagerato ma sono pensieri reali, più frequenti di quanto possiate immaginare, semplicemente vengono nascosti dietro una facciata di finto benessere utile a mascherare un dolore che non tutti riescono a capire.

Ma per fortuna esistono persone che vanno oltre quella facciata fittizia, quelle persone che continuano a chiedersi come poter aiutare un’amica che ha perso un bambino, a prescindere dal numero di settimane che lo ha portato in grembo.

Aiutare un’amica che ha perso un bambino: frasi da evitare.

Come Aiutare un’Amica che ha Perso un Bambino

Non è sempre facile trovare le parole giuste, vederla così affranta, triste e chiusa nel suo dolore ci blocca e ci fa sentire inutili.

Come mamma che ha avuto un aborto interno alla 10° settimana di gestazione posso solo dirvi che il silenzio può essere la migliore delle conversazioni, il più gradito degli aiuti.

Le persone troppo spesso si arrogano il diritto, quasi fosse una loro missione, di dover cercare a tutti i costi un modo per non farti piangere, un modo per non pensare a quella “piccola” perdita (per loro poche settimane sono un tempo insignificante), un modo per farti andare avanti, ignorando completamente che tu stai elaborando un lutto.

Perché è di questo che stiamo parlando, l’aborto ritenuto viene vissuto dalla mamma come un vero e proprio lutto da elaborare e metabolizzare.

Quindi, se il vostro intento è quello di aiutare un’amica che ha perso un bambino con un aborto interno, la prima frase che non dovete dire è:

Meglio averlo perso ora, sarebbe stato più doloroso se lo avessi perso a gravidanza avanzata.

Perdere un bambino a poche settimane di gestazione non può essere considerata una “fortuna”, come detto prima, resta e resterà sempre un’importante perdita, a prescindere dal periodo della gravidanza.

“Dai non perderti d’animo, presto ne avrai altri”.

Ogni figlio – anche se per gli altri aveva le dimensioni di un feto di poche settimane, quel puntino era pur sempre nostro figlio – è diverso, ogni figlio riceve da noi un amore incondizionato, a prescindere dalla sua forma e dalla sua grandezza. È vero, presto arriveranno altri figli ma mai potranno cancellare il ricordo di quel bambino.

Non è raro infatti che una donna che ha subito un aborto ritenuto, alla domanda “Quanti figli hai?” vi risponda indicando il numero complessivo delle sue gravidanze, specificando che uno, o più, sono ora dei piccoli angeli.

Come Aiutare un’Amica che ha Perso un Bambino

“Usciamo un po’, ti devi distrarre”.

Anche questa è considerata una frase da evitare se si vuol aiutare un’amica che ha perso un bambino. La mamma, perché ci si sente tali, e si è tali, ha bisogno dei suoi tempi e dei suoi modi per elaborare il lutto, forzarli equivale a non avere rispetto di lei e del suo dolore.

“Ma ci stai ancora pensando? Eppure è passato tanto tempo…”.

Consolare un’amica che ha perso un bambino è un gesto d’affetto che deve durare nel tempo. Nonostante il trascorrere dei giorni, dei mesi, la mamma custodirà per sempre nel suo cuore il ricordo del suo piccolo bambino, un ricordo che potrà riaffiorare con l’avvicinarsi di una ricorrenza, la data presunta del parto ad esempio, che riacutizzerà il dolore.

Le medesime paure che riaffiorano durante una nuova gravidanza!

Per la mamma che ha subito un aborto spontaneo, la nuova attesa può diventare motivo di nuove paure, il terrore di subire un’altra perdita fa sì che la stessa non riesca a godersi appieno questo nuovo arrivo.

Tutto ciò che dobbiamo fare per aiutare un’amica che ha perso un bambino è ascoltarla, starle vicino, anche in silenzio, supportarla nel suo dolore e offrirle una spalla su cui piangere.  

Leggi anche

Seguici