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Il Presepe per Tutti: un Esempio di Tolleranza e Integrazione

Il presepe per tutti Visto con gli occhi di 3 bimbi e 1 mamma che in un pomeriggio di novembre addobbano casa. Storia familiare di integrazione e tolleranza

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

03 Dicembre 2015

Abbiamo letto in questi giorni sui giornali di cronaca, di quel preside accusato di avere negato i canti di Natale nella sua scuola, per via del fatto che le sue classi erano frequentate da gruppi di alunni multietnici, per cui non era corretto nei confronti delle altre comunità non cattoliche festeggiare una festa non loro.

Il presepe per tutti. Piccola storia familiare di tolleranza e integrazione

presepe per tutti

 

Abbiamo poi anche letto (forse non tutti lo hanno fatto però), che la storia del sindaco di Rozzano non era affatto andata così.

E infatti questo preside, non solo non aveva mai negato feste e cori natalizi, ma li aveva confermati, invitando alunni e genitori a partecipare.

L’”errore” che aveva fatto (ovviamente il sostantivo è un eufemismo ben virgolettato), era negare l’accesso a scuola di due mamme, che “ avrebbero voluto entrare a scuola nell’intervallo mensa per insegnare canti religiosi ai bambini cristiani: cosa che continuo a considerare inopportuna” recita la nota ufficiale del dirigente scolastico.

Sembrerebbe ancora che la bufera mediatica era stata cavalcata da coloro che, forse un po’ più estremisti, forse fomentati da ragioni che personalmente sconosco (ma che magari sono anche condivisibili) volevano gettare il polverone su questa cosa degli extracomunitari, storia trita e ritrita che non vorrei affrontare qui.

Oggi infatti vorrei solo mostrarvi delle foto di un presepe per tutti

il presepe per tutti ballando sotto la stella

Non mi interessa prendere parte a nessuna bagarre politica, religiosa e di qualunque ideologia.

Mi piacerebbe invece condividere la storia di un presepe.

È un presepe fatto da una mamma, in un pomeriggio di totale relax casalingo.

Insieme ai suoi tre figli ha deciso di cominciare ad addobbare casa per il Natale, e a fare il presepe.

Non è il primo anno che questi ragazzi fanno un presepe così, solo che quest’anno le foto mi hanno colpito maggiormente.

Saranno stati i commenti, sarà che lei è proprio una brava fotografa, sarà che i fatti di cronaca degli ultimi giorni mi hanno fatto pensare che questo poteva e doveva essere un presepe per tutti.

Qualcuna di voi potrebbe indignarsi, pensando che possa essere ai limiti del sacrilego, quasi irriverente.

Un presepe che si chiama “Ballando sotto la Stella”, quella cometa, nel quale Spider Man e Cenerentola si travestono da Principe Azzurro e Biancaneve, dove Erode è un cattivo uscito da un Happy Meal, e dove gli infiltrati hanno il muso del topolino di Ratatouille.

il presepe per tutti innamorati il presepe per tutti infiltrato il presepe per tutti disco

Un presepe per tutti, dove i re Magi sono Minions che portano doni al Messia (questa è la mia preferita), Pinocchio si brucia nel fuocherello del pastore, e le pecore corrono in vespa.

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Un presepe per tutti, di gente che canta e balla all’annuncio della nascita, e dove la sacra famiglia ha il volto di Charlie Brown, Sally (con quei capelli improbabili recita il commento!) e Snoopy dei Peanuts.

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Il preside di Rozzano sarebbe contento di questo presepe per tutti? E quanti altri invece lo additerebbero come inopportuno?

il presepe per tutti re magi

Io semplicemente credo che sia solo un presepe fatto da bambini, ai quali magari la mamma, la maestra, o chi per esse ha voluto raccontare la storia di Gesù, magari diversamente, o in modo classico.

il presepe per tutti sacra famiglia

Non so se questo è successo, magari è stata solo l’iniziativa di comunissimi bambini che hanno voluto partecipare a loro modo agli addobbi.

Ma in questo presepe io ci vedo tutta la tolleranza, tutta l’integrazione che a volte a noi grandi un po’ manca.

E se vi venisse voglia di fare un presepe per tutti, pensate a coinvolgere i vostri figli, magari cresceranno sapendo che anche 2000 anni fa, proprio come raccontano le scritture, che ci crediate o no, su quel presepe c’erano davvero tutti.

Magari non c’era Snoopy o Spiderman, ma senz’altro c’erano extracomunitari, ebrei, africani, persecutori, perseguitati e rifugiati.



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