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Nausea e Vomito Dopo la Pioggia, Tutta la Verità

Nausea e vomito dopo la pioggia: qual è la relazione?

Gioela Saga

di Gioela Saga

16 Febbraio 2016

Purtroppo molto spesso parlare di cause banali di fenomeni che in fondo ci sono sempre stati non è così affascinante come gridare allo scoop o al complotto che hanno sempre una presa mediatica decisamente maggiore. Per questo, a cicli stagionali, ed è proprio il caso di dirlo, compare una semibufala riguardante sintomi quali nausea e vomito dopo la pioggia, provocate dal “virus” Escherichia Coli dalla provenienza sospetta.

Nausea e vomito dopo la pioggia, tutta la verità:

nausea e vomito dopo la pioggia

Innanzitutto nella maggior parte delle notizie di questo tipo si titola a grande dimensione che la causa è nel virus Escherichia Coli e già la serietà della notizia si commenterebbe da sola visto che non si tratta di un virus bensì di un batterio, dunque una cosa molto diversa sotto tutti i punti di vista, che non ci fa ben sperare riguardo all’attendibilità anche del resto delle informazioni.

Diamo però il beneficio del dubbio di un fatale errore di distrazione, per quanto grave e proseguiamo con i fatti.

Dopo di ciò viene menzionato che subito dopo i giorni di pioggia, al 118 sono pervenute molte chiamate di persone che accusavano gli stessi sintomi di nausea e vomito, mal di pancia e conseguente diarrea, senza però normalmente dare ulteriori dettagli.

I sintomi vengono imputati ad un’infezione da Escherichia coli che avrebbe contaminato le persone attraverso la pioggia e per la precisione la causa sarebbe da ricercare nell’uso indiscriminato che si farebbe di questo “virus” per innescare le precipitazioni atmosferiche, dunque per un presunto controllo climatico ad opera delle scie chimiche di cui non è mai emersa nessuna prova certa.

I presunti brevetti a cui si fa riferimento in questi scritti non sono assolutamente corredati da fonti attendibili o specifiche ma solo da vox populi che fa sì impressione ma che non ha fondamenti.

Parlare dell’Escherichia Coli diffuso per via aerea con contaminazione delle nuvole e del contenuto di pioggia non ha fonti attendibili, per quanto possa essere una teoria da film molto affascinante.

Nausea e vomito a causa della pioggia contaminata da Escherichia coli, che cos’è?

L’Escherichia coli è un batterio comune e normalmente presente nel tratto inferiore dell’intestino degli animali e dell’uomo e ha anche una sua funzione specifica che aiuta a digerire adeguatamente il cibo e viene poi eliminato per via fecale. Proprio questa via ne determina spesso la contaminazione delle acque che però, se adeguatamente controllate come avviene nei nostri paesi e normalmente certificate come potabili, non corrono nessun rischio di farci ammalare. 

In secondo luogo la contaminazione avviene molto più spesso attraverso cibo contaminato, cioè manipolato in modo non igienicamente corretto o con una scorretta filiera di produzione. Vi sono infatti dei ceppi che possono produrre tossine che hanno come effetto nausea, vomito, dissenteria fino a forme più gravi e secondarie.
Gli alimenti più facilmente contaminati possono essere carne infetta soprattutto se cruda o non adeguatamente cotta, latte crudo o non pastorizzato, formaggi prodotti con il latte non pastorizzato e qualsiasi alimento che possa essere venuto a contatto con feci contaminate, è il caso di frutta o verdura  irrigati con acque contaminate da liquami di animali infetti o anche manipolazione di cibi con mani non pulite.

nausea e vomito dopo pioggia

Nausea e vomito dopo la pioggia, cosa c’è di vero?

Volendo considerare a fondo la questione nausea e vomito da piogge derivanti da brevetti e scie chimiche, partiamo da queste considerazioni appena fatte sul batterio ed è possibile quanto meno affermare che la verità sia stata romanzata in modo alquanto distorto:

La diffusione del batterio sarebbe una conseguenza secondaria delle piogge che colpirebbero il terreno da cui si sprigionerebbero di fatto gli agenti patogeni. Dunque:

se da un lato è pur vero che la pioggia potrebbe, colpendo il terreno, sollevare degli aerosol che possono veicolare infezioni di vario tipo, tra cui quella data dall’Escherichia coli, parlare di complotti derivanti da mutazioni del clima, scie chimiche o da mutazioni genetiche del batterio stesso è quanto meno esagerato e fondamentalmente privo di consistenza scientifica provata, almeno per quelle che sono le nostre conoscenze attuali.

Il meccanismo per cui il batterio potrebbe avere origine proprio da questi aerosol che salgono dal suolo è invece spiegato molto bene da alcuni ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) che hanno evidenziato come questo succeda soprattutto quando vi sono piogge lievi e non temporalesche proprio perchè la goccia ha tempo di appiattirsi al suolo ed incamerare meglio e lentamente le bollicine d’aria.

Quando la goccia inizia a ritirarsi, queste bollicine vengono liberate ed affidate alle correnti d’aria, raggiungendo il nostro naso (da qui pare sia possibile identificarne addirittura un odore specifico) e la nostra bocca per essere inalate con la presenza di alcuni patogeni tra cui l’Escherichia Coli.

Tutto ciò senza scomodare scie chimiche e compagnia bella. Dunque si tratta di una pseudoverità manipolata ad uso e consumo complottista: i sintomi sono reali, la casistica esiste ma la causa avrebbe una diversa origine, magari meno affascinante ma vera.

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