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Frutti di Mare in Gravidanza Si o No: i Consigli della Nutrizionista

È possibile mangiare frutti di mare in gravidanza? La nutrizionista di Vita da Mamma spiega i rischi e gli eventuali benefici di questi particolari alimenti

Dott.ssa Maria Paola De Biase

di Dott.ssa Maria Paola De Biase

08 Aprile 2016

È normale che una donna incinta si inizi a porre domande su ciò che può consumare e ciò che dovrebbe evitare quando si parla di cibo.

Occorre ricordarsi che l’obiettivo primario in gravidanza è assicurare la salute del bimbo, a partire dalla corretta alimentazione che deve garantire il corretto apporto di tutti i nutrienti necessari alla crescita intrauterina del feto e permettere di non accumulare troppo peso nell’arco di tutta la gravidanza.

A questo si aggiunge l’attenzione nell’evitare quegli alimenti che possono mettere a rischio la salute del bambino, ma anche della gestante stessa.

I dubbi riguardano diverse categorie di alimenti, dalle carni alla frutta, dalle verdure ai pesci. Parlando di pesce, c’è una categoria particolare, quella dei frutti di mare, che desta più dubbi in assoluto.

Si possono consumare i frutti di mare in gravidanza?

Frutti di Mare in Gravidanza: Si o No

Innanzitutto, quando si parla di frutti di mare occorre fare un po’ di chiarezza perché spesso non abbiamo ben chiaro il quadro di quelli che sono considerati frutti di mare. Si tratta di un insieme di alimenti di origine animale che proviene prevalentemente da acqua salata.

Tra i frutti di mare troviamo:

  • molluschi: polpi, seppie, calamari, che rientrano tra i cefalopodi; chiocciole, lumache, patelle, che rientrano tra i gasteropodi; cozze, vongole, capesante, tartufi di mare, datteri di mare, che rientrano tra i lamellibranchi. Nei molluschi rientrano anche i ricci di mare.
  • Crostacei: aragoste, gamberi, scampi, astici, granchi, canocchie.

 

In una dieta equilibrata e in condizioni di soggetto sano possiamo inserire settimanalmente i frutti di mare, ma dobbiamo considerare che, dato l’apporto elevato di colesterolo, non possono costituire un’alternativa al pesce, ma piuttosto è preferibile inserirli per ridurre la frequenza di consumo delle carni.

Spesso si tende, soprattutto nelle località di mare, a consumare i frutti di mare crudi. Questa è un’abitudine che comporta un certo rischio in un soggetto sano, il che fa intuire che il consumo di frutti di mare in gravidanza deve essere completamente azzerato.

Cosa potrebbe comportare il consumo di frutti di mare in gravidanza?

  • Si può contrarre il virus dell’epatite A e ci può essere la trasmissione da madre a feto. Se la madre contrae il virus, e quindi c’è infezione, nel terzo trimestre potrebbe verificarsi un parto pretermine. È vero che il virus dell’epatite A non sembra causare malformazioni o aborti, ma meglio evitare la contrazione del virus, che pur comporta un’infezione. I frutti di mare, soprattutto cozze e vongole, possono essere veicolo del virus dell’epatite A in quanto crescono filtrando l’acqua di mare, spesso inquinata da materiale organico veicolo del virus.
  • Consumare frutti di mare in gravidanza può esporre anche ad altri microrganismi, come il Norovirus, che possono provocare disturbi gastrointestinali, come diarrea, vomito, nausea, crampi, febbre.
  • Salmonellosi e listeriosi sono altre malattie che possono verificarsi in seguito all’ingestione di frutti di mare in gravidanza: nella madre causano sintomi febbrili e gastro-intestinali, ma possono comportare gravi danni al feto.
  • Da non sottovalutare anche la tanto temuta Toxoplasmosi: anche i frutti di mare possono veicolare il toxoplasma se consumati crudi.

 

L’unico mollusco che sopravvive in acqua pulita e non contaminata è il riccio di mare, per cui in teoria mangiare ricci di mare in gravidanza non dovrebbe comportare alcun tipo di problema.

Il mio consiglio è però quello di evitare di consumare in generale i frutti di mare in gravidanza, anche i ricci di mare, nonostante il loro consumo non dovrebbe dare alcun tipo di problema.

Frutti di Mare in Gravidanza: Si o No

Trattandosi però di un periodo della vita e non di anni interi, astenersi in gravidanza è la scelta migliore che la mamma possa fare per il bene del proprio bambino.

Se siamo amanti dei frutti di mare, e risulta già un enorme sacrificio rinunciare a consumarli crudi,  possiamo optare per la cottura, che risulta l’unico modo per abbattere il rischio di contrarre qualsiasi microrganismo.

La cottura deve essere più completa possibile.

Un’altra cosa importante da valutare è la provenienza dei frutti di mare e la loro conservazione prima e dopo l’acquisto. Occorrerà anche limitare la frequenza del loro consumo e la quantità.

Un’altra pratica utile a debellare i microrganismi potenzialmente patogeni è il congelamento: congelamento e cottura faranno sì che il consumo di pesce e frutti di mare in gravidanza sia del tutto sicuro per te e per il tesoro che custodisci dentro di te.

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