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Mangiare Fave Fresche in Gravidanza e Allattamento

È possibile mangiare fave fresche durante la gravidanza e l'allattamento?La nutrizionista di Vita da Mamma ci spiega quali sono gli accorgimenti da adottare

Dott.ssa Maria Paola De Biase

di Dott.ssa Maria Paola De Biase

17 Maggio 2016

Adottare una corretta alimentazione in periodi particolari della vita di una donna, come la gravidanza a l’allattamento, è il primo passo per affrontare tutto nel migliore dei modi.

L’obiettivo primario è garantire il corretto apporto vitaminico, la giusta quota di fibre, e tutti i nutrienti per realizzare la migliore crescita intrauterina del feto e poi la giusta crescita del bambino se la sua fonte di nutrimento è il latte materno.

Tra gli alimenti da non escludere durante la gravidanza e l’allattamento ci sono i legumi.

In questo periodo, aprile, maggio e giugno dai nostri ortolani di fiducia possiamo trovare le fave fresche, fonte di numerose sostanze benefiche.

 

In gravidanza è assolutamente consigliato mangiare fave fresche, benché vengano ben lavate, proprio come siamo abituate a fare con frutta e verdure che consumiamo crude.

 

Mangiare Fave Fresche in Gravidanza e Allattamento

Le fave fresche, così come i piselli freschi, crescono nei loro baccelli a contatto con il terreno per cui possono veicolare batteri o, peggio ancora, diventare portatori del Toxoplasma, che causa la tanto temuta Toxoplasmosi.  Si sa che nelle donne gravide che non hanno mai contratto la toxoplasmosi occorre evitare la trasmissione in quanto è dimostrato che il parassita rappresenta una minaccia per i feti.

Quindi per mangiare fave fresche in gravidanza si possono seguire questi accorgimenti: diluire mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio in una vaschetta di acqua e lasciare le fave in ammollo per 5-10 minuti. Dopo, sciacquare bene le fave. Anche la sola acqua corrente è sufficiente a lavare le fave, l’importante è lavarle in maniera accurata e con abbondante acqua.

Lo stesso procedimento vale per tutte le verdure e la frutta che intendiamo consumare crude.

 

In gravidanza mangiare fave fresche può costituire un aiuto nel caso si soffra di stitichezza.

Si sa infatti che molte donne in gravidanza soffrono di stitichezza per diversi motivi, tra cui la ridotta peristalsi intestinale dovuta al progesterone e alla compressione del colon da parte dell’utero che man mano si ingrandisce.

Fave, ma anche lenticchie, fagioli, ceci devono essere consumati regolarmente. Se dovessero creare problemi di meteorismo si può eliminare la buccia (anche nel legume cotto) o provvedere a passare il legume (nel caso dei legumi cotti, non è il caso delle fave fresche).

Un altro problema comune in gravidanza è l’ipertensione che può insorgere anche se non si è mai sofferto di problemi ipertensivi. Circa una donna su venti manifesta un aumento della pressione sanguigna nella seconda metà della gravidanza. Monitorare la pressione è fondamentale per non rischiare di andare incontro a gestosi.

Per prevenire o arginare i disturbi ipertensivi che possono insorgere in gravidanza occorre controllare il proprio peso corporeo, ridurre l’apporto delle calorie totali nella giornata e degli zuccheri semplici (dolci, cioccolate), ridurre al minimo l’apporto di sale nella dieta. Accanto a queste regole occorre assumere adeguate quantità di potassio: mangiare fave fresche è un modo per farlo, visto che ne sono ricche. Altri alimenti ricchi di potassio sono le banane, le albicocche, le arance.

 

Parlando invece di allattamento, è vero che le fave possono causare fermentazioni e gas intestinali nel lattante?

No, se si consumano quantità moderate. Se si consumano 50 g di legumi secchi o circa 150 g di legumi cotti. Nel caso delle fave fresche vale la stessa cosa, se il loro consumo non è eccessivo sono un ottimo alimento anche in allattamento.

Mangiare fave fresche ma anche cotte in allattamento così come in gravidanza è assolutamente sconsigliato nel caso in cui il bambino o il feto siano affetti da favismo. Se ne sono affetti i genitori occorre fare delle valutazioni genetiche: essendo un difetto di un enzima che deriva dal cromosoma X, se il padre è affetto da favismo potrà trasmettere alle figlie femmine il favismo, la bambina sarà portatrice e avrà favismo, anche se lieve. Nel caso di una figlio maschio non soffrirà di favismo.

Solo se si è sicure di aspettare un maschietto si può stare tranquille e continuare a mangiare fave fresche.

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