Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Seguici:

Dimmi che Tipo di Pelle ha il Tuo Bambino e ti Dirò Come Curarla

Cute disomogenea, poco nutrita, aridità cutanea, secchezza e tendenza alla desquamazione: sono questi fattori di rischio per l’epidermide del neonato. Dipendono tutti dall’immaturità del tessuto epiteliale ma possono essere corretti con la giusta idratazione e con prodotti specifici.

Federica Federico

di Federica Federico

19 Ottobre 2016

Il bambino durante il parto naturale collabora alla nascita, nella fase espulsiva si muove, spinge e preme contro i tessuti e le ossa della madre. La fatica della nascita lascia delle tracce evidenti sulla sua pelle che, subito dopo il parto, è comunemente arrossata, macchiata e complessivamente più scura del normale (oltre ad essere sporca di materiale organico e vernice caseosa).

 

L’epidermide del neonato si normalizza entro circa 48 ore dal parto. Prima è difficile capire che tipo di pelle avrà il bebè e quale sarà il suo incarnato.

Soins quotidiens de bb

 

Già nelle primissime settimane di vita, macchie, arrossamenti e rush cutanei possono rivelarsi sintomi capaci di identificare le caratteristiche epidermiche del neonato. E non vanno trascurati perché indicano al genitore il tipo di cura di cui la pelle ha bisogno per svilupparsi e fortificarsi correttamente.

 

 

Mamma, vuoi capire che tipo di pelle ha il tuo bambino? E’ necessario osservarne attentamente l’aspetto:

 

 

– la pelle secca non ha una trama uniforme e in alcuni punti diventa dura, si inaridisce ed eventualmente si sfalda;

– la pelle sensibile (anche la cute soggetta ad una spiccata sensibilità termica) non ha un colorito uniforme, si arrossa e si macchia in aree più o meno vaste;

– la pelle squamosa non è compatta, le cellule superficiali si seccano e si sollevano determinando la formazione di scaglie dure;

– la pelle atopica non è omogenea, è arrossata, desquamata e nelle zone compromesse fortemente pruriginosa.

 

 

Se il tuo bambino ha la pelle secca, noterai una trama disomogenea e al tatto incontrerai zone di cute più aride. Le aree interessate dalla secchezza cutanea appariranno meno distese, perché di fatto l’aridità ne compromette l’elasticità, e in alcuni casi addirittura più fragili, disidratate e tendenti alla desquamazione.

 

 

Ecco cosa puoi fare se il tipo di pelle del tuo neonato tende a disidratarsi:

 

 

L’aridità cutanea è comune tra i bebè, si cura semplicemente nutrendo la pelle. Il consiglio è quello di evitare saponi e preferire oli naturali altamente idratanti e capaci di penetrare in profondità il derma. Per l’idratazione, come per il bagnato, è preferibile ricorrere all’olio. I detergenti da bagno oleosi vanno selezionati tra i prodotti per la prima infanzia, tenendo conto della necessità di rispettare il Ph della cute del neonato. Un esempio sono i prodotti per il bagno Mustela, formulati con ingredienti naturali e perfetti per preservare il patrimonio cellulare del bambino.

 

 

La secchezza cutanea identifica un carattere dell’epidermide: rivela un tipo di pelle naturalmente bisognosa di nutrimento. Indipendentemente dalla zona interessata dall’aridità, è importante prevenire la secchezza nutrendo la cute con sistematicità.

 

Pertanto, se il neonato ha manifestato episodi di pelle secca, è bene non fargli mai mancare bagnati oleosi e massaggi nutrienti per la cute con oli emollienti specifici per i bebè.

 

 

Se la pelle del tuo bimbo si arrossa facilmente, manifestando macchie cutanee più o meno estese che scompaiono in poche ore, la sua potrebbe essere solo una spiccata sensibilità epidermica. La pelle sensibile si normalizza comunemente con la crescita.

 

 

Prima di parlare di cute facilmente irritabile, è indispensabile distinguere le macchie dai foruncoli. La sensibilità cutanea si manifesta soltanto con la comparsa di chiazze (o macchie) rosse.

 

 

La macchia è un esiguo rigonfiamento rosso, più o meno esteso, e sempre indolore. Il foruncolo, al contrario, è un evidente rigonfiamento capace di ingrossarsi progressivamente, carico di pus al suo interno e per questo sempre doloroso. I foruncoli in età pediatrica non sono rari né necessariamente preoccupanti, in genere si risolvono da soli maturando e scoppiando in pochi giorni.

 

 

Le mamme devono sapere che nessun foruncolo va stimolato, nemmeno il più grande e rosso. E’, anzi, necessario evitare che il bimbo sfreghi l’eruzione cutanea. Spesso il bambino tocca il foruncolo quando è stimolato dal dolore o dal fastidio, in presenza di un simile atteggiamento del piccolo è bene ricorrere al parare del pediatra che potrà prescrivere una pomata specifica.

 

 

I foruncoli ricorrenti o quelli di grandi dimensioni meritano sempre l’attenzione del pediatra. Mentre le semplici macchie rosse, estemporanee non recidive e capaci di rientrare da sole e in poche ore, possono solo essere il sintomo di un tipo di pelle sensibile o ultrasensibile.

 

 

Ecco cosa puoi fare se la pelle del tuo neonato è particolarmente delicata:

 

 

La pelle sensibile va lavata spesso per liberarla dalle tossine e nutrirla in profondità. Va nutrita con una crema protettiva ed emolliente, da spalmare soprattutto nelle pieghe della cute, nell’area del pannolino e nelle zone più esposte all’aggressione del sudore, come viso, area intorno alle labbra, collo e nuca.

E’ importante vestire il bimbo con indumenti in fibre naturali.

 

Anche d’inverno, è consigliabile che la pelle sia sempre a contatto solo con indumenti intimi di cotone. Pertanto, anche prima del maglione, infilate al vostro bimbo una magliettina di cotone a maniche lunghe, starà al calduccio ma la sensibilità della sua cute sarà pienamente rispettata.

 

 

Asciugate sempre il sudore del bambino ed effettuate cambi frequenti, facendo attenzione a mantenere sempre, ad ogni cambio, il sederino pulito e la pelle idratata con l’aiuto di prodotti specifici, come i prodotti per il cambio Mustela.

 

Per l’igiene del bambino preferite le creme alle polveri, per esempio evitate il talco in polvere che potrebbe interferire con la fisiologica sudorazione della cute. La migliore cura per la pelle sensibile è l’idratazione con creme calmanti, eventualmente arricchite da principi naturali capaci di dare profondo nutrimento anche agli strati più interni dell’epidermide.

 

 

Non è raro che le macchie cutanee si concentrino sul volto e intorno alla bocca. Nell’area intorno alle labbra, già altamente sensibile e delicata, la bava può rappresentare un fattore aggravante. Pertanto, se il bambino ha una salivazione abbondante, è bene tamponare spesso la zona con un bavetta in fibre naturali. E’ consigliabile stendere sul viso una crema protettiva e lavare spesso le labbra del bebè (per una sufficiente detersione basta solo un dischetto di cottone e dell’acqua tiepida).

 

 

Se la cute del bambino tende a desquamarsi, il bebè potrebbe avere un tipo di pelle molto secca oppure essere soggetto a crosta lattea. La crosta lattea si riconosce per l’aspetto giallo bruno delle squame che si concentrano sul capo e sulla fronte (potendo poi diffondersi sul viso e sul collo).

 

 

Ecco cosa puoi fare se il tuo bebè presenta aree di pelle desquamata:

 

 

La pelle squamosa indica una mancanza di nutrimento. Anche la crosta lattea, che non è pericolosa né lede alla salute del bimbo (come tutte le squame comuni sulla pelle), necessita di una cura a base di olio.

 

L’olio è il solo rimedio che garantisce una risoluzione delle squame perché riesce ad ammorbidirle e lenirle, nutrendo gli stati sottostanti di pelle e favorendo, quindi, la graduale scomparsa del problema cutaneo.

 

 

Più delicata dei comuni arrossamenti è l’atopia. La pelle atopica (affetta da eczema atopico) presenta zone arrossate, desquamate e fortemente pruriginose.

 

 

Se il tuo bambino presenta un tipo di pelle soggetta a questi sintomi, soprattutto se sono ricorrenti, è bene consultare il pediatra.

 

Un tipo di pelle atopica può essere indizio di peculiari sensibilità anche alimentari. L’eczema atopico, tra l’altro ricorre più facilmente in presenza di una familiarità allergica (come casi di asma o rinite allergica tra i parenti più prossimi).

 

 

Per completezza di informazione, aggiungiamo che, qualsiasi sia il problema cutaneo del bebè, in presenza di cute lesionata è indispensabile consultare il pediatra. Se il bambino presenta rossore, macchie o rush cutanei con lesioni, trasudanti, umidi o carichi di pus, non esitate, dunque, a contattare il medico curante.

 

Autore Foto: JPC-PROD – Fotolia.com



Grazie ad Alleanza Assicurazioni, potrai ricevere gratuitamente uno di questi quattro volumi. Ti basterà inserire i tuoi dati personali e lo riceverai in formato ebook insieme ad una consulenza gratuita e personalizzata sulle esigenze di protezione della tua famiglia.

Clicca qui per ricevere il tuo ebook gratuito!

Seguici