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Obbligo dei Vaccini per i Bambini per Asilo e Nido

Obbligo dei vaccini se si vuole accedere al nido, ludoteche, asili pubblici e privati e ludoteche

Gioela Saga

di Gioela Saga

30 Novembre 2016

A seguito di casi sempre più frequenti di bambini non vaccinati che incorrono in problematiche gravi, ricoveri o decessi a causa di malattie evitabili con i normali vaccini, alcune regioni hanno ben pensato di attuare un obbligo dei vaccini per tutti i bambini che intendono frequentare il nido, asili pubblici o privati, ludoteche e baby parking accreditati.

 

Il tentativo è quello di ridurre al minimo i rischi di contagio nelle comunità di bambini, pur assecondando la scelta individuale ma preservando la tutela della salute pubblica della maggioranza.

Obbligo dei vaccini

obbligo dei vaccini in asilo e nido

Proprio qualche giorno fa, nella regione Emilia Romagna, è stata varata la nuova normativa che prevede che i bambini debbano essere vaccinati con antipolio, antidifterica, antitetanica e antiepatite B., per poter essere iscritti a nido o asilo pubblico o privato, ludoteche o baby parking.

 

L’articolo 6 della proposta legge della Giunta regionale di riforma dei servizi educativi per la prima infanzia, approvata dall’Assemblea legislativa, prevede come requisito per l’accesso ai servizi, “l’avere assolto agli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente”, dunque essere in regola con le vaccinazioni sopra citate.

 

Allo stesso modo si è provveduto nella città di Trieste, dove la vaccinazione diventa obbligatoria per i bambini all’atto dell’iscrizione agli asili comunali e convenzionati della città, lo ha deciso il Consiglio comunale a maggioranza.

Perché l’obbligo dei vaccini

In Emilia-Romagna la percentuale di vaccinazioni è drasticamente diminuita negli ultimi anni e dal 2014 è scesa al di sotto del livello di sicurezza del 95% che garantisce la cosiddetta immunità di gregge; nel 2015 la copertura per le quattro vaccinazioni obbligatorie ha raggiunto il 93,4%, e questo rappresenta, senza alcun dubbio, un potenziale rischio per la salute della collettività. Tutto questo a seguito di campagne antivaccinali che spesso non forniscono le necessarie ed obiettive informazioni.

 

L’Emilia Romagna potrebbe dunque diventare un esempio anche per tutte le altre regioni per quanto riguarda l’obbligo dei vaccini, come spiega il presidente della regione Stefano Bonaccini:

 obbligo dei vaccini asilo e nido

 

La nostra legge è a tutela della salute pubblica, cioè delle nostre comunità, e soprattutto dei bambini più deboli, quelli che per motivi di salute, immunodepressi o con gravi patologie croniche, non possono essere vaccinati e che sono quindi più esposti a contagi.

Un primo passo che potrebbe essere un esempio anche per le altre Regioni.

 

Anche a Trieste si era evidenziato che le coperture vaccinali erano scese sotto il livello di sicurezza del 95%, la copertura antidifterica era arrivata all’89%, quella antitetanica al 91%, l’antipolio al 92% e quella contro l’epatite virale B all’89%.

 

Questo ha messo il Consiglio Comunale di fronte all’evidenza di dover prendere provvedimenti adeguati. A partire dal nuovo anno, le iscrizioni dovranno essere accompagnate dal certificato vaccinale.

Obbligo dei vaccini fino ad ora

L’obbligo dei vaccini in realtà c’è sempre stato ma da molto non venivano poste sanzioni per chi esercita il diritto di non applicarle, come ad esempio il rifiuto dell’iscrizione scolastica. Adesso però le cose sembrano cambiare, almeno a partire da Emilia Romagna e Trieste.

 

Fino ad ora, se i genitori si rifiutavano di far vaccinare il bimbo, venivano solo invitati ad un colloquio informativo presso la ASL di appartenenza, senza ripercussioni o segnalazioni vessatorie.

Il genitore veniva richiamato periodicamente dalle autorità sanitarie per verificare di essere ancora nella stessa posizione e, solo al diciottesimo anno di età, il ragazzo non vaccinato viene invitato ad attuare di sua spontanea volontà le misure di prevenzione.

obbligo dei vaccini bambini

Obbligo dei vaccini nelle altre regioni

Per ora le altre regioni valutano la situazione con diversi gradi di azione: in Toscana e Sicilia si pensa di bloccare l’ingresso ai non vaccinati al nido e materna e la Toscana vorrebbe estendere il divieto di frequenza anche per chi non ha le altre vaccinazioni e cioè morbillo, parotite, rosolia, varicella e meningococco C.

 

In altre regioni ancora si ipotizzano anche sanzioni pecuniarie o l’ingresso negato fino alle superiori ma, ad esempio, Lombardia e Liguria sono contrarie all’imposizione per legge dell’obbligo vaccinale.

 

E’ evidente che la copertura vaccinale, oltre ad assicurare l’immunità di gregge, garantisce, nel caso in cui si contraesse comunque la malattia, di contrarla comunque in forma attenuata.

 

La questione obbligo dei vaccini è comunque molto complessa e delicata perché viene ad intrecciarsi la tutela alla salute pubblica con lo stesso diritto di libertà e di coscienza che è sempre più tutelato negli ultimi decenni. 

 

Fonte: Repubblica, Salute.Regione.Emilia-Romagna

 

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