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Un Bimbo Muore tra le Braccia di Babbo Natale ma E’ una Bufala

Un bimbo muore dopo aver incontrato Santa Claus

Gioela Saga

di Gioela Saga

16 Dicembre 2016

Speculare sui bambini e sulla loro salute è davvero una forma ignobile di farsi pubblicità e di ottenere visibilità, un tipo di sfruttamento inaccettabile.

 

Pochi giorni fa aveva fatto il giro del web e dunque del mondo, una notizia relativa ad un bimbo malato terminale morto tra le braccia di Babbo Natale ma si scopre ora la triste verità di un bimbo morto solo nella fantasia di chi ha voluto giocare sulla sensibilità altrui.

Un bimbo muore tra le braccia di Babbo Natale

un bimbo muore Babbo Natale

La storia è stata commuovente e ben congeniata per agire sulla buona fede di tante persone.

 

E’ partita da Knoxville, cittadina del Tennessee, ed era diventata immediatamente virale dopo essere comparsa sul Knoxville News Sentinel.

 

A macchinare la storia un attore professionista, Schmitt-Matzen, interprete di Santa Claus, il Babbo Natale in versione americana che fa sedere i bimbi sulle sue gambe per farsi raccontare ciò che vogliono trovare sotto l’albero a Natale. Una figura professionalmente molto impegnata in questo periodo tra centri commerciali, feste, video,…

 

Il 60enne ingegniere meccanico, fa questo da anni, e quest’anno aveva raccontato di aver avuto un incontro scioccante ed emozionante. Un’infermiera l’aveva chiamato da un ospedale chiedendogli di andare al capezzale di un bimbo malato che aveva espresso un suo ultimo desiderio: poter vedere Babbo Natale.

un bimbo muore

Schmitt aveva spiegato che, pur avendo degli impegni personali, doveva infatti recarsi con la moglie dai nipotini, ha ritenuto doveroso soddisfare questa richiesta e si è recato all’ospedale, commosso dalla storia e non perde tempo.

 

Un bimbo muore tra le braccia di Babbo Natale, ecco cosa era successo secondo ciò che racconta lo stesso attore:

 

In 15 minuti è in ospedale, incontra i genitori del bimbo e altri familiari che gli chiedono di consegnare un gioco per il piccolo, Babbo Natale entra da solo e parla con lui.

 

La loro conversazione è dolcissima, Babbo Natale gli dice che sa che a lui mancherà tanto il Natale ma che quando sarà in Paradiso diventerà il suo primo aiutante elfo dunque andrà tutto bene. Lo rassicura, lo rincuora e lo abbraccia ed è proprio in quel momento di tenerezza che il bimbo avrebbe esalato il suo ultimo respiro.

 

Schmitt ammette di essere stato così male da aver pensato di non poter più fare il suo lavoro ma poi ha pensato che molti bimbi compreso anche il bimbo morto, sorridono proprio grazie a lui e si è fatto forza.

Un bimbo muore: la bufala triste di Babbo Natale.

Fin qui tutto quadra e la storia è stata spacciata come una reale favola natalizia, invece pare che sia tutt’altro che reale ed è lo stesso giornale Knoxville News Sentinel a smentire  il giornale locale che per primo aveva lanciato la notizia.

 

In calce all’articolo infatti ora si legge una nota dell’editore che si scusa perchè prima di pubblicare la storia, presi dalla commozione, non ne hanno verificato attentamente la sua veridicità e attendibilità. Non si sono trovate prove della sua veridicità, né per quanto riguarda l’identità del bimbo, né per tutto quello che ne è conseguito.

 

Quando un bimbo muore è un evento così tragico che non poteva esser sfruttato così…

un bimbo muore babbo natale

Ecco le parole dell’editore:

 

“Dopo la pubblicazione abbiamo condotto ulteriori investigazioni per verificare la versione di Eric Schmitt-Matzen che resta non verificata. Non abbiamo potuto stabilire che il racconto di Schmitt-Matzen sia inaccurato, ma, cosa più importante, non siamo nemmeno riusciti a stabilire che sia accurato”.

Anche in ospedale tutti smentiscono che sia mai successa una cosa del genere e, benché Babbo Natale continui ancora a dire che il problema sta solo nel tutelare la privacy del piccolo, a quanto pare è sempre più evidente che la storia sia una montatura fatta a doc per ottenere visibilità e vantaggi lavorativi, insomma un’operazione di marketing sfruttando l’immagine di tanti bimbi che davvero sono malati e diventano angioletti tutti i giorni.

 

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