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Bambino picchia la testa contro la culla: cause e pericoli

Quasi mai il bambino che picchia la testa contro la culla lo fa in conseguenza di danni neurologici o ritardi nello sviluppo o patologie. Il consiglio per le mamme è stare tranquille

Federica Federico

di Federica Federico

05 Maggio 2017

“Aiuto il mio bambino picchia la testa contro la culla”, questo atteggiamento, che apparentemente può sembrare spaventoso e facilmente viene sopravvalutato dalle mamme, è più comune e normale di quanto non si possa credere.
Non di rado si inciampa in discussioni sui social o nei gruppi di confronto tra madri in cui i comportamenti ritmici  (come è quello del bambino che picchia la testa contro la culla) vengono confusi con sintomi importanti di malattie serie o patologie congenite. Niente di più sbagliato!
Vi sono bambini che picchiano la testa contro la culla, lo fanno prima di addormentarsi, più comunemente alla sera ma talvolta anche prima del riposino pomeridiano; vi sono altri bambini che tendono a dondolarsi in maniera ripetitiva quando sono sul seggiolone o mentre giocano. Raramente questi atteggiamenti sono preoccupanti , più spesso il bambino picchia la testa contro la culla per consolare se stesso e per trovare serenità, facendolo non fa altro che mettere in essere un comportamento ritmico, così definito dai medici.
bambino picchia la testa contro la culla, cause e pericoli

Nella maggior parte dei casi, l’atteggiamento del bambino che picchia la testa contro la culla è un innocuo comportamento ritmico che comunemente non dipende da una malattia ma risolve un malessere (un fastidio o uno stato d’ansia) oppure lenisce un dolore (per esempio il mal di denti), le mamme devono saperlo!  

Nei comportamenti ritmici rientrano l’atto di  percuotere la testa contro le sponde della culla come tutti gli atti con cui il piccolo ritmicamente fa oscillare il suo corpo (mentre è sul seggiolone, mentre gioca nel box o quando sembra in preda ad una crisi di nervosismo).

Bambino picchia la testa contro la culla, per quanto tempo la mamma dovrà sopportare questa “cattiva abitudine”.

Il comportamento ritmico, può manifestarsi a partire dai 9 mesi d’età e normalmente regredisce senza lasciare strascichi scomparendo completamente tra i 24 mesi e i 4 anni di vita.

Un singolo episodio di comportamento ritmico può durare pochi secondi o molto di più, vi sono bambini che protraggono il gesto per diversi minuti e altri che lo fanno anche per un quarto d’ora.
I comportamenti ritmici hanno una funzione nella vita del bambino: servono come valvole di sfogo o piuttosto vengono posti in essere dal piccolo quando questi ha bisogno di rilassarsi, non a caso spesso  il bambino picchia la testa contro la culla quando è sopraffatto dal sonno, o più semplicemente quando è alla ricerca della giusta condizione di rilassamento per addormentarsi.
Se il bambino picchia la testa contro la culla, se si dondola nel seggiolone dopo la pappa, se assume un andamento ritmico col corpo quando è ansioso o stanco, il suo atteggiamento fisico probabilmente è soltanto consolatorio e realizza un gesto attraverso il quale il piccolo trova  uno  sfogo e si consola da sé.

I comportamenti ritmici aiutano il bambino a rilassarsi oppure a scaricare la collera e la frustrazione.

Solo in casi più marginali o addirittura rari il comportamento ritmico può essere posto in essere da quei bimbi che accusino un dolore o un fastidio, per esempio se il bambino picchia la testa contro la culla occasionalmente potrebbe in quella circostanza avere mal di denti.

I gesti ritmici, e in particolar modo il verso del bambino che picchia la testa contro la culla, potrebbero essere posti in essere dal piccolo anche per attirare l’attenzione del genitore.

In questo senso maggiore e l’apprensione che la mamma manifesta quando il bambino picchia la testa contro la culla più probabile è che il bimbo ripeta ancora e ancora il gesto, proprio col fine ultimo di farsi notare.  
  • E’ bene non manifestare nei confronti del figlio un eccesso di apprensione dinnanzi al gesto;
  • è bene osservare il ripetersi dei comportamenti ritmici e riportare al pediatra le risultanze delle nostre osservazioni da mamme;
  • nel caso in cui il bambino picchi spesso e volontariamente la testa contro la culla  è consigliabile imbottire le sponde del letto utilizzando le apposite imbottiture per culletta (ma senza esagerare).

 

Il bambino picchia la testa contro la culla volontariamente e ripetutamente, in che modo posso aiutarlo a smettere?

Per distogliere il bambino da questo atto consolatorio si possono offrire al piccolo delle alternative ovvero si possono mettere in essere delle azioni capaci di garantire al bimbo una diversa, ma altrettanto efficace, consolazione:

per esempio fare ascoltare al bambino della musica ritmata, durante il giorno, seguendo il ritmo delle note, è consigliabile invitare il  piccolo a ballare dimostrandogli come il suo corpo può sfogare diversamente le frustrazioni; sempre durante il giorno è possibile mettere a disposizione del bambino uno strumento che gli consenta precipuamente di dondolarsi, per esempio un cavalluccio a dondolo; alla sera, invece, si può far ascoltare al bambino il suono di un metronomo, quello strumento che i musicisti usano per tenere il tempo.

bambino picchia la testa contro la culla volontariamente

Il metronomo ha un suono  cadenzato , tanto ritmico da assomigliare sonoramente all’incidere della testa che incontra le sponde della culla.  In certi casi il metronomo riesce a sostituire il comportamento del bambino.

 

Aiuto mio figlio picchia la testa contro la culla, può farsi male?

Difficilmente un bambino che asseconda un bisogno del suo corpo ponendo in essere un movimento ritmico si farà male, perché un bimbo possa subire un trauma cranico ci vogliono impatti e pressioni  ben più forti ed energiche di quelle che il piccolo può auto provocarsi percuotendo la testa contro le sponde della culla. Ciò non toglie che l’uso di un buon paracolpi sia consigliato.

 

Alcuni i bambini battono la testa contro le spondine della culletta mettendosi a carponi e oscillando a quattro zampe, questa posizione basta a far comprendere alle mamme come il bambino sia ben padrone del suo corpo, il che lascia intendere che sappia anche gestire la potenza dei colpi.

Una mamma deve sapere che, fuori da disfunzioni funzionali e patologie, quando il bambino picchia la testa contro la culla difficilmente si auto infliggerà dei colpi dolorosi.

 

Rarissimamente il bambino che picchia la testa contro la culla lo fa in conseguenza di danni neurologici o di ritardi nello sviluppo, e ancora più raramente questo è un sintomo di autismo. Per cui il migliore consiglio per le mamme è quello di stare quanto più tranquille è possibile riportando al pediatra ciò che quotidianamente osservano nel bambino, sempre senza trasmettere apprensioni al piccolo.

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