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Adottano un bambino senza mano: la storia di Kirill

Il motivo per il quale questi genitori adottano un bambino senza mano colpisce il cuore, non gli hanno dato solo una casa ma una grande opportunità di vita.

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

09 Maggio 2017

Chiamatelo destino, fato, coincidenza ma io resto fermamente convinta che non sia un caso se questi genitori incontrano e adottano un bambino senza mano.

Dopo tanti rifiuti infatti il piccolo ha finalmente incontrato chi si sarebbe non soltanto preso cura di lui ma addirittura gli avrebbe dato una vera e propria opportunità di vita.

Adottano un bambino senza mano: la storia di Kirill

Adottano un bambino senza mano: la storia di Kirill

Kirill è un bambino che viveva presso l’orfanotrofio di Karaganda, città situata nella zona centro-settentrionale del Kazakistan.

Ho scritto al passato perché la vita gli ha riservato un’incredibile sorpresa: incontrare i suoi genitori adottivi.

 

Ma procediamo con ordine.

Kirill nasce senza la mano destra, una disabilità che i suoi genitori biologici non hanno saputo accettare. Entrambi infatti decisero di abbandonarlo 20 giorni dopo la sua nascita rendendolo disponibile per l’adozione.

 

Il bambino trascorre i primi anni della sua vita completamente solo, 6 furono le coppie kazaki idonee all’adozione ma nessuna di loro accetto di prendere un bambino senza mano perché nel suo paese era considerato “non perfetto”.

Poi avvenne qualcosa di davvero incredibile.

Nel Doug e Lesley Facey, i genitori che adottano un bambino senza mano, residenti a Paradise, città canadese situata sulla penisola di Avalon, iniziarono il loro lungo percorso di adozione internazionale durato ben 3 anni.

Verso la fine di marzo del 2015, la coppia riceve una prima foto di Kirill, fu allora che poterono constatare la sua disabilità.

Colpiti da quel particolare, i Facey condivisero la foto con i genitori di Doug che, a loro volta, non riuscivano a credere a quella particolare coincidenza.

Adottano un bambino senza mano: la storia di Kirill

Chris Facey, padre di Doug, uno stimato imprenditore e atleta paraolimpico, è nato senza la mano destra, una condizione che non gli ha impedito di riuscire a vivere normalmente.

<<Quando gli ho mostrato la foto – racconta il papà adottivo riferendosi a Chris – lui ha puntato il dito sullo schermo ed ha esclamato in lacrime “Lui è come me”>>.

Quel particolare che ha spinto molte persone a rinunciare all’adozione di Kirill ha al contrario convinto la famiglia Facey ad accogliere con ancora più calore ed amore quel bambino.

Così, nel giugno del 2015, Doug e Lesley finalmente adottano un bambino senza mano.

La coppia raggiunse  Kirill a Karaganda per avviare la pratica e riuscire così a portare finalmente a casa il loro piccolo che all’epoca aveva appena 4 anni.

Durante l’iter burocratico fu chiesto loro più volte se fossero convinti nel prendere con loro un bambino con quella disabilità. Arrabbiato per quell’insistente domanda, ma soprattutto consapevole che la mancanza di un arto non era una limitazione, Doug disse al giudice:

<<Con tutto il rispetto, non c’è nulla di sbagliato in questo piccolo uomo, gli manca una mano ma io non lo considero un disabile>>.

I Faceys fecero ritorno in patria, insieme al piccolo Kirill, il 13 settembre del 2015.

Memorabile la foto che ritrae il bambino che, una volta giunto all’Aeroporto Internazionale di Saint John’s di Terranova, incontra per la prima volta suo nonno.

<<Mi avvicinai e mi inginocchiai davanti a lui e tirai fuori il mio moncone – racconta Chris Facey – Kirill era come preso alla sprovvista e ha alzato il suo moncherino toccando il mio>>.

Quello speciale contatto tra bimbo e nipote diventerà in seguito il loro saluto speciale.

Intervistati dalla CBC nel novembre del 2015, Lesley e Doug, conosciuti ora come i genitori che adottano un bambino senza mani, hanno descritto il piccolo Kirill come un bambino intelligente, vivace e solare, un bambino che, grazie a loro, potrà crescere senza limitazioni.

 

Dopotutto il loro motto è: “Se tuo nonno può farlo, lo puoi fare anche tu”.

 

 

Fonte: CBC BuzzFeed

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