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Jemma Kelly: nata malformata non rinuncia al suo sogno

La storia della piccola Jemma Kelly è un chiaro esempio di come tutto sia possibile, basta non lasciarsi scoraggiare dalle avversità e difficoltà della vita

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

30 Giugno 2017

La vita a volte ci pone dinnanzi a scelte difficili, decisioni che possono compromettete la nostra esistenza o quella dei nostri cari.

Tamara e Jimmy si sono visti costretti a prendere un’importante decisione che avrebbe cambiato la vita della loro bambina: hanno dovuto scegliere tra una lunga serie di interventi o farla crescere senza una gamba.

Jemma Kelly: bambina nata con una malformazione genetica.

Jemma Kelly: nata malformata non rinuncia al suo sogno

Jemma Kelly, che oggi vive con la sua famiglia ad Oklahoma, una piccola comunità rurale del Texas, è nata con un taglio cesareo il 3 luglio del 2012.

Né i medici né la sua famiglia erano a conoscenza delle sue condizioni, appurate solo dopo la nascita.

<<Dopo il parto mi è stato detto che Jemma era in buona salute ma aveva dei problemi alle gambe e alle mani – racconta Tamara – Lei aveva solo tre dita per ogni mano e alla sua gamba destra mancava la caviglia>>.

I medici, anche loro stupiti da quella malformazione non riscontrata prima del parto, hanno chiarito che la piccola aveva sviluppato una malformazione genetica che interessava gli arti.

Una condizione che, in futuro, le avrebbe reso difficile poter camminare e giocare come tutti gli altri bambini.

 

I medici proposero ai genitori di Jemma Kelly due alternative:

 

  1. Far crescere la gamba mancante estendendola con viti e placche di metallo, procedura che avrebbe richiesto un considerevole numero di interventi chirurgici;
  2. Amputare la gamba malformata fin sopra il ginocchio e procedere con l’uso delle protesi.

 

Seppur combattuti, i genitori di Jemma Kelly hanno deciso per la seconda opzione e, una volta ottenuta la protesi, hanno spinto la loro bambina a fare qualunque tipo di sport, insegnandole a non porsi mai dei limiti solo perché disabile.

Jemma Kelly: nata malformata non rinuncia al suo sogno.

Amputata all’età di 9 mesi, Jemma Kelly ha iniziato ad utilizzare le protesi due mesi dopo con l’aiuto della madre che si è informata sul modo più corretto per insegnarle a camminare.

Una volta trovato il suo equilibrio, la bambina non si è più fermata, spinta anche dall’incoraggiamento dei suoi genitori e del fratello maggiore, Taven.

Tamara e Jimmy, rispettivamente di 27 e 35 anni, l’hanno incoraggiata a praticare ogni tipo di sport, convinti che il movimento l’avrebbe aiutata a dimenticare la sua condizione e a farla sentire più simile agli altri bambini.

 <<Grazie alla protesi riesce ad adattarsi a qualsiasi attività fisica e non ha alcun problema – spiega la madre di Jemma Kelly – Fa cheerleading, gioca a Tee-ball (sport basato sul baseball e softball), fa l’arrampicata, salta sui trampolini, va in moto. Se si coprisse la protesi non si riuscirebbe a capire la differenza tra lei e qualsiasi altro bambino>>.

Nell’aprile del 2016 Jemma Kelly riceve una protesi articolata che le permette di piegare il ginocchio, un movimento per lei fino ad allora impossibile e che oggi le consente di praticare con maggiore agilità i suoi sport preferiti.

Ma soprattutto le permette di impegnarsi ancora di più nell’inseguire il suo sogno, quello di diventare una cheerleader.

 

Pur consapevole dei limiti della loro bambina, i suoi genitori le hanno insegnato a non soffermarsi sulla sua disabilità cercando un adattamento bensì l’hanno spronata a superare continuamente i suoi limiti ed a concentrarsi su quelli che sono i suoi obiettivi.

Il suo sogno? Diventare una brava cheerleader.

 

 

 

 

Fonte: Facebook

 

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