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Sheree Psaila: affetta da condizione rara diventa mamma

Nonostante sia affetta da una condizione rara, Sheree Psaila ha coronato il suo sogno di diventare mamma partorendo un figlio perfettamente sano

di Maria Corbisiero

18 Luglio 2017

<<Mi piace essere una mamma ma a volte è frustrante perché ci sono molte cose che non posso fare. Posso cambiare il pannolino ma ci vuole molto più tempo e ho bisogno di assistenza perché non riesco a sollevare le gambe>>.

Affetta sin dalla nascita da una condizione rara, Sheree Psaila, contro ogni pronostico medico, è diventata mamma.

Oggi racconta le difficoltà incontrate nel ricoprire tale ruolo, problemi che, nonostante tutto, l’hanno resa una donna forte e caparbia, in grado di superare i tanti ostacoli che ha incontrato durante il suo percorso di vita.

Sheree Psaila: affetta da condizione rara diventa mamma.

Sheree Psaila: affetta da condizione rara diventa mamma

Sheree Psaila è nata l’11 marzo del 1994 ed è affetta da Artrogriposi Multipla Congenita (AMC), una condizione clinica che identifica un insieme di contratture delle articolazioni che, per l’appunto, si manifestano sin dalla nascita.

Sul sito della National Organization for Rare Disorders (NORD) si legge:

<<Una contrattura è una condizione in cui un giunto diventa permanentemente fissato in una posizione piegata (flessibile) o raddrizzata (estesa), limitando totalmente o parzialmente il movimento del giunto interessato. Quando l’artrogriposo interessa due o più aree del corpo, può essere chiamato arthrogryposis multiplex congenita (AMC). Ad essere colpite più spesso sono le articolazioni delle gambe e delle braccia, ma non si escludono le articolazioni delle spalle, dei gomiti, delle ginocchia, dei polsi, delle caviglie, delle dita di mani e piedi>>.

I medici sostenevano che Sheree Psaila non avrebbe superato l’anno di età ma grazie ad una serie di interventi riuscirono ad attenuare la sua condizione pur prospettando per lei un futuro sulla sedie a rotelle.

 

 

 

 

 

Ma la voglia di vivere di Sheree Psaila era più forte di qualunque diagnosi e previsione medica: a 5 anni infatti riesce a muovere i suoi primi passi.

Da quel momento in poi la sua vita sarà un escalation di successi e conquiste che le permetteranno di condurre un’esistenza quanto più simile ad una persona normodotata.

 

Una volta conseguito il diploma ed iscrittasi all’università incontra l’uomo della sua vita, Christopher Allan, un ragazzo che, proprio come lei, conosceva bene le difficoltà della vita.

Nato il 18 giugno del 1990, Chris era affetto da una malattia ereditaria a causa della quale aveva la parte inferiore della spina dorsale danneggiata.

L’amore tra Sheree Psaila e Chris è talmente grande e forte che la coppia decide di sposarsi nel marzo del 2015, il loro più grande desiderio è riuscire a creare una famiglia.

Rimasta incinta del suo primo figlio, la donna purtroppo perde il bambino, per i medici sarebbe stato molto difficile per lei portare avanti una gravidanza con successo, nonostante ciò la coppia non rinuncia al proprio sogno di diventare genitori.

 

 

 

 

 

«I medici mi hanno detto che probabilmente non saremmo stati in grado di avere bambini, anche se non mi hanno dato un motivo ben preciso>>.

Tra le tante ipotesi, oltre alla rara condizione clinica di cui è affetta, vi era la ridotta altezza della 23enne, solo 122 centimetri.

 

 

 

 

 

Poco dopo Sheree Psaila scopre di essere nuovamente in dolce attesa, una gravidanza di certo non facile ma che, per fortuna, si conclude con un parto cesareo programmato.

<<In un primo momento – spiega la donna – i medici volevano fare un’epidurale in modo che potessi essere sveglia ma, dato che la mia spina dorsale non è completamente dritta, mi hanno messo sotto anestesia generale>>.

L’8 febbraio del 2016 nasce Hayden John Psaila, un bambino perfettamente sano di 47 cm e con un peso di 2,5 kg.

Da quel momento in poi Sheree Psaila si è dedicata completamente a lui senza mai lasciarsi abbattere dalle difficoltà che comporta l’essere genitore, una condizione che la sua malattia rende molto più complessa.

La donna infatti non può tenere il piccolo in braccio, ha difficoltà nel cambiargli il pannolino e quando piange può solo avvicinarsi a lui senza riuscire a prenderlo per consolarlo.

Per questi e altri motivi Sheree Psaila necessita dell’aiuto di un’assistente che si reca a casa loro 5 giorni a settimana per 3 ore al giorno, per la maggior parte del tempo è comunque suo marito a prendersi cura di Hayden.

 

 

 

 

 

 

Nonostante ciò, la donna non si abbatte e dedica al suo piccolo gran parte del suo tempo cercando di essere per lui una figura amorevole e presente, senza lasciarsi spaventare o sopraffare dalla sua condizione.

 

 

Fonte foto facebook



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