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Dieta Kyminasi: per perdere dai 10 ai 40 kg

Pensata come “alimentazione temporanea”, la dieta Kyminasi può essere per molti la dieta di successo.

Dott.ssa Maria Paola De Biase

di Dott.ssa Maria Paola De Biase

25 Settembre 2017

Avete mai sentito parlare della dieta Kyminasi?

È la dieta che riprogramma il metabolismo, questo è il suo punto di partenza allo scopo di stimolare il corpo ad attingere dai propri grassi eccesso.

 

A chi è rivolta questa dieta? A chiunque abbia un eccesso di peso, persone sovrappeso ma anche grandi obesi, a persone che devono perdere dai 10 ai 40 kg. È una dieta adatta a chi non può fare attività fisica. È una dieta che possono svolgere soggetti sani, che non hanno alcuna patologia in corso.

 

La particolarità della dieta Kyminasi è la riprogrammazione del metabolismo.

 

Dieta Kyminasi

Come viene attuata la riprogrammazione del metabolismo?

La dieta Kyminasi sfrutta la capacità delle onde elettromagnetiche di migliorare l’assimilazione e la gestione degli alimenti da parte dell’organismo.

Le onde elettromagnetiche vengono caricate su una medaglietta che verrà applicata sull’addome del paziente. La medaglietta rilascia dei segnali che sono “letti” dal corpo che risponde adottando un nuovo comportamento nei confronti delle sostanze che riceve. Ovviamente le sostanze ricevute sono specifiche, quindi il paziente dovrà comunque seguire un schema alimentare ben preciso. La medaglietta è priva di batterie e le onde trasmesse non fanno male.

 

Quali la durata e le fasi della dieta Kyminasi?

La dieta kyminasi dura 6 mesi ed è strutturata in tre fasi:

  • Nel primo mese il paziente dovrà mangiare solo verdure e carne bianca o pesce. Non potrà mangiare invece carni grasse, oli, grassi, frutta secca, latticini, cereali (pane e pasta compresi). I frutti ammessi in questa fase sono mele, fragole, pesche, pere.
  • Nel secondo mese può introdurre gli altri tipi di frutta e alcuni altri alimenti, ad esempio la bresaola.
  • Dal terzo mese fino al sesto vengono reintrodotti man mano tutti gli altri alimenti. Ovviamente il paziente dovrà attenersi a determinate indicazioni affinché il peso perso venga mantenuto.

 

 

Quanto si perde con la dieta Kyminasi?

La dieta kyminasi promette una perdita di peso fino a 16 kg nel primo mese. Certamente sono tanti, ma è pur vero che viene eliminata qualsiasi fonte di grassi e carboidrati. Il primo mese è quasi totalmente proteico (ad eccezione della verdura che apporta pochissimi carboidrati e perlopiù fibre).

 

Perché la dieta Kyminasi ha successo?

La dieta kyminasi viene monitorata continuamente infatti oltre alle visite di controllo periodiche, il paziente deve contattare il centro per rispondere alle domande di routine e assicurare che la dieta proceda come previsto. A mio parere il controllo continuo è una cosa positiva e stimolante per il paziente che si sente seguito ed è invogliato a continuare.

 

Perché non si dovrebbe seguire la dieta Kyminasi?

La dieta Kyminasi fa ottenere ottimi risultati se ben seguita, ma non è adatta a tutti.  Chi decide di seguire la dieta Kyminasi deve essere disposto a saltare la colazione. Infatti, la prima fase della dieta non prevede la colazione.

Nonostante le tendenze attuali che affermano che non è così importante effettuare la prima colazione, per me rimane uno dei pasti principali della giornata, che ricarica dalle ore di digiuno notturne. Forse anche per abitudine e per “tradizione” la colazione rimane un pasto fondamentale.

La prima fase proteica può affaticare fegato e reni. Bere tanto ogni giorno è sicuramente importante, oltre che per “alleggerire” il lavoro dei reni, ma anche per favorire il transito intestinale. Perché altro aspetto negativo della prima fase della dieta è la stipsi, che si manifesta in molte persone in quanto l’apporto delle fibre è piuttosto scarso.

 

Pensata come “alimentazione temporanea”, la dieta Kyminasi può essere per molti la dieta di successo.

Come tutte le diete, anche la dieta Kyminasi deve essere ben seguita per poter garantire un buon dimagrimento. Come tutte le diete, alla fine del percorso bisogna far tesoro di tutto quello che si è imparato nel corso dei mesi.

Le abitudini quotidiane devono rimanere, inclusi la regolarità dei pasti, lo stile di vita attivo, la scelta degli alimenti più sani, e così via.


Fonte immagini di copertina Ingimage con licenza d’uso

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