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Grande Fratello Vip 2: la denuncia dei genitori

Grande Fratello Vip 2 nell’occhio del ciclone: si fa sempre più forte la protesta dei genitori che invocano la chiusura del programma. ecco cosa sta succedendo

Redazione VitaDaMamma

di Redazione VitaDaMamma

13 Ottobre 2017

Non si può certo dire che il Grande Fratello Vip 2, reality show che vede protagonisti personaggi più o meno noti del mondo dello spettacolo rinchiusi nella casa più spiata d’Italia, sia iniziato nel migliore dei modi.

 

Sin dai primi giorni in cui è andato in onda il programma – la prima puntata è stata trasmessa su Canale 5 lo scorso 11 settembre 2017 – ci sono state diverse polemiche circa alcuni comportamenti tenuti dai concorrenti e definiti inappropriati da una buona parte di pubblico.

Nello specifico si è fatto riferimento a comportamenti omofobi, si è parlato di mancato senso del pudore e limiti della decenza, di comportamenti aggressivi e tematiche importanti come l’AIDS trattate con troppa superficialità.

 

Tutto ciò ha suscitato l’indignazione del Moige (Movimento Italiano Genitori) che, dallo scorso 10 ottobre, sta promuovendo una forte protesta proprio contro il Grande Fratello Vip 2.

Grande Fratello Vip 2: la denuncia dei genitori.

Grande Fratello Vip 2: la denuncia dei genitori

Organizzazione di promozione sociale nata nel 1997 dall’idea di alcuni genitori, e attualmente presente in 35 province italiane, il cui scopo è quello di “proteggere e tutelare bambini e adolescenti, unitamente ai genitori in ogni aspetto della vita”, il Moige sta ora spingendo affinché la trasmissione Grande Fratello Vip 2 venga definitivamente chiusa.

 

Nella petizione online creata tre giorni fa ed indirizzata all’AD del Gruppo Mediaset Pier Silvio Berlusconi ed alle aziende inserzioniste del Grande Fratello Vip 2, l’organizzazione espone il proprio dissenso verso il programma le cui puntate sono state definite “un’esplosione di indecenza, volgarità e disprezzo”.

<<Le telecamere spesso inquadrano scene da evitare in prima serata, lesive della privacy e irrispettose del minore, come nel caso dello scandaloso bidet della Rodriguez in diretta TV. Non mancano accesi litigi, imprecazioni che costano fortunatamente squalificazioni (come quella di Predolin), minacce gratuite (come quella dell’impulsivo Rodriguez ai danni di Bossari) e insulti (come le affermazioni pesanti contro Malgioglio)>>.

Comportamenti che il Moige definisce inammissibili oltre che “offensivi per la dignità di tutti gli spettatori adulti e minori che siano”.

La richiesta di chiusura immediata del Grande Fratello Vip 2 effettuata dal Moige, e “pubblicizzata” sulla loro pagina Facebook ufficiale, non ha ottenuto solo ed unicamente consensi da parte del popolo del web.

Se da un lato vi sono i genitori che a gran voce chiedono l’eliminazione del programma, dall’altro c’è chi più semplicemente consiglia loro di fare un buon uso del telecomando e cambiare canale o inserire il blocco, meglio conosciuto come parental control, ovvero un’applicazione che aiuta ad impostare filtri e limitazioni su televisori, computer, smartphone e tablet.

 

Tra i contrari alla protesta per la chiusura del Grande Fratello Vip 2 c’è anche chi si domanda perché sia necessario parlare di tutela del minore quando il programma (si parla della puntata settimanale trasmessa in prima serata – ndr) viene trasmesso ad un orario in cui i bambini dovrebbero già essere a letto.

A tale interrogativo c’è chi fa notare che la diretta è trasmessa 24 ore su 24 su canali in chiaro ai quali chiunque bambino o adolescente può accedere nel corso della giornata.

 

Tra i pareri fortemente discordanti spicca quello di chi invoca il ruolo di educatore del genitore che, senza dover necessariamente richiedere la chiusura del Grande Fratello Vip 2, deve insegnare ai propri figli a distinguere il bene dal male.

 

Come fa notare un utente, pur impendendo ai bambini e/o adolescenti la visione del programma, questi possono ugualmente informarsi sullo stesso attraverso internet (e qui si dovrebbe fare un’altra lunga disquisizione sul possesso ed l’uso a volte non controllato che i minori fanno di pc, cellulari e tablet – ndr), chiedendo ai compagni o sbirciando sui loro dispositivi hi-tech.

Insomma, dovendo lottare con un fenomeno così diffuso, ci si chiede se non sarebbe quindi meglio indirizzare i minori a compiere le giuste scelte piuttosto che negare loro ogni cosa.

 

E voi, cosa ne pensate?

 

 

 

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