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Campagna contro i vaccini: la foto è un fake

È bufera su uno dei tanti manifesti della campagna contro i vaccini messa in atto da un’associazione veneta portavoce di chi rivendica la libera scelta

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

07 Dicembre 2017

“Quando una campagna anti-vaccino fa passare un bambino vivo (e vaccinato) per un bambino morto”.

 
Così titolava “Le Monde” lo scorso 23 novembre, la perfetta sintesi di una campagna contro i vaccini made in Italy balzata agli onori della cronaca come un fake.
 

Campagna contro i vaccini: la foto è un fake

 
campagna contro i vaccini no vax free vax
 

“Un’organizzazione anti-vaccino ha fatto ricorso a un montaggio morboso e ingannevole per illustrare una campagna pubblicitaria internazionale”.

 
È quanto scriveva Anne-Sophie Faivre Le Cadre, giornalista del noto quotidiano francese qui sopra citato, una vera e propria denuncia contro uno dei manifesti della campagna contro i vaccini diffusi dall’associazione italiana Corvelva.
 
L’immagine in questione è una foto in bianco e nero di un neonato, il cui volto è stato oscurato, sulla quale campeggia la scritta:
 

Io sono uno dei bimbi morti per Sids (morte in culla) post vaccino esavalente OCCULTATI dai rapporti ufficiali

 
Campagna contro i vaccini free vax no vax
 
Questa campagna contro i vaccini fa parte di un’operazione di comunicazione che coinvolge diversi paesi europei, tra cui Francia, Germania e appunto l’Italia, e altri stati quali gli USA, il Canada e l’Australia, ecco perché è possibile trovare sul web questo manifesto in altre lingue.
 
Ovviamente non vi è alcuna ricerca o studio accreditato che attesti la correlazione tra Sids e vaccini.
 
Attualmente non sono ancora conosciute le reali cause della morte in culla, ovvero l’improvviso decesso di un bambino di età compresa tra 0 e 12 mesi intervenuto durante il sonno e in assenza di malformazioni, malattie o incidenti.
 
La scienza al momento è riuscita solo ad individuare e monitorare alcuni fattori di rischio della Sids e a rendere note alcune azioni per prevenirla.
 
SIDS: morte bianca o morte in culla, prevenzione e rischi
 

Ma perché, facendo riferimento al manifesto della campagna contro i vaccini, si è parlato di fake news e montaggio morboso?

 
La risposta è nella foto utilizzata proprio per la realizzazione del poster della campagna contro i vaccini.
 
Nonostante la dicitura dello stesso dichiari che quello ritratto è un bambino morto per Sids, il protagonista di quello scatto è in realtà ancora vivo, ha 5 anni ed e vaccinato.
 
Campagna contro i vaccini no vax free vax
 
A confermarlo è il papà del piccolo, il fotografo australiano Brayden Howie che aveva messo in vendita la foto di suo figlio sul sito di immagini Shutterstock.
 
Contattato da David Puente, noto debunker italiano, Howie ha confermato la proprietà della foto nonché la paternità del bambino.
 
Ha inoltre dichiarato che suo figlio gode di ottima salute, che ha compiuto 5 anni e che ha fatto tutte le vaccinazioni.
 
Interrogato su una possibile violazione di licenza d’uso dell’immagine, il fotografo ha affermato che il poster della campagna contro i vaccini risulta a suo parere ingannevole ma conferma di dover approfondire il discorso legale prima di poter giudicare la situazione con esattezza.
 
Nella prima parte dei termini del sevizio offerto da Shutterstock, quella che tratta le licenze sui contenuti visivi (foto e immagini), nel secondo punto dedicato alle limitazioni all’utilizzo dei contenuti visivi, si legge che non è possibile:
 

  • Utilizzare un Contenuto visivo in modi diversi da quelli espressamente indicati nella licenza acquistata per tale Contenuto.
  • Far apparire le persone presenti in un Contenuto visivo (i “Modelli”) in modi che una persona ragionevole possa ritenere offensivi, inclusa, a titolo non esaustivo, la rappresentazione di un Modello: a) in relazione a materiale pornografico, “video per adulti”, locali per adulti, servizi di escort o di appuntamenti e simili; b) in relazione a pubblicità di tabacco e prodotti correlati; c) in un contesto politico, come propaganda, pubblicità o sostegno a un partito politico, un candidato, un funzionario eletto, o in relazione a una specifica opinione o posizione politica; d) come affetto o in cura per disturbi fisici o mentali; e) coinvolto in attività criminali o immorali.
  • Usare Contenuti visivi in contesti pornografici, diffamatori, ingannevoli o in maniera tale che possano essere considerati offensivi, osceni o illegali.

 
Il poster della campagna contro i vaccini presenta un bambino come morto quando in realtà è perfettamente sano, viene quindi sfruttata l’immagine di un minore per uno scopo diverso da quello per il quale era stata messa in vendita.
 
La richiesta ultima di Howie è stata:
 

“Smettere di usare l’immagine e smettere di fare affermazioni false”.

 
Di contro, la risposta del presidente dell’associazione Info Vaccins France, riportata sul quotidiano Le Monde, in merito all’utilizzo di quella foto per il manifesto della campagna contro i vaccini è stata:
 

“Avremmo potuto mettere le foto di bambini realmente morti ma abbiamo scelto questo, che è molto sobrio, che è più carino, quindi non vedo dove sia il problema”.

 
Il problema denunciato da molti giornali ed utenti è stato l’uso improprio dell’immagine di un minore facilmente riconducibile allo stesso al fine di promuovere una campagna contro i vaccini.
 
 
 
 
Fonte: Le MondeDavid Puente

 

 

 

 

 

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