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Logan Johns Evans: 11enne fuma droga degli zombie

Logan Johns Evans, bimbo di 11 anni, fuma la droga Spice, la così detta droga degli zombie, e finisce in ospedale: il racconto/appello della madre mete i brividi

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

29 Maggio 2018

“Questo è ciò che accade quando un bambino prende la Spice… mio figlio non può parlare… non può camminare… ed io mi sento impotente, è il mio bambino e devo restare a guardare senza poter fare nulla. Per favore martellate i vostri figli per fargli capire che è pericolosa”.

Questo l’appello di Jade, mamma di Logan Johns Evans, un bambino di 11 anni ricoverato in ospedale dopo aver fumato un cannabinoide sintetico conosciuto con il nome di “Spice”, più comunemente chiamata la “droga degli zombie”.

Gli effetti sugli adulti possono essere devastanti, ancor più su un bambino così piccolo.

 

Logan Johns Evans: 11enne fuma droga degli zombie.

 
Logan Johns Evans: 11enne fuma droga degli zombie
 

I fatti raccontati dalla madre di Logan Johns Evans risalgono a poco più di una settimana fa. Domenica 20 Maggio il bambino, residente a Bridgend, città del Galles, era uscito di casa e aveva fumato di nascosto insieme ad alcuni amici.

La sorella dell’11enne ha in seguito riferito alla madre che qualcuno le aveva rivelato che altri avevano messo la droga Spice nella sigaretta per fare uno scherzo.

Rincasato, Logan Johns Evans aveva regolarmente cenato iniziando a manifestare qualche sintomo solo nel cuore della notte.

“È stata come una reazione ritardata – ha raccontato Jade – Si è svegliato alle 3 del mattino e ho pensato che fosse sonnambulo perché stava cercando di uscire dalla porta e non aveva senso. L’ho rimesso a letto e alle 6.40 sono andata a svegliarlo per portarlo a scuola ma lui non poteva parlare o stare in piedi, quindi lo abbiamo portato in ospedale”.

Non potendo verificare l’assunzione di droga in quanto la Spice non può essere rilevata tramite l’esame del sangue o delle urine, i medici del Princess of Wales Hospital di Bridgend non hanno potuto far altro che comparare i sintomi – battito cardiaco accelerato, vomito, confusione e comportamento violento – prima di effettuare la diagnosi.

“Era spaventoso perché non riusciva a parlare e non c’era nulla in lui – spiega la madre di Logan Johns Evans – Non c’era nessuna reattività nei suoi occhi o luce nelle sue pupille, l’unico modo in cui potevi descriverlo era come uno zombie”.

Dopo il loro arrivo in ospedale, il bambino iniziò ad avere un comportamento violento  – calciava, mordeva e dava testate – che costrinse i medici a sedarlo prima di ricoverarlo nel reparto di terapia intensiva.

 

 

Logan Johns Evans si risvegliò 33 ore dopo il suo ricovero in ospedale.

 

Il bambino non ricordava praticamente nulla di quanto gli era accaduto, né che avesse fumato. Dimesso martedì sera, ha poi continuato a lamentare forti ed ininterrotti mal di testa oltre a non riuscire a colmare il vuoto di memoria che non gli permetteva di ricordare cosa avesse fatto nel lasso di tempo tra domenica pomeriggio, ossia quando aveva fumato, fino al suo risveglio in ospedale.

La signora Jade ha voluto condividere la sua esperienza, e le foto di suo figli ricoverato in ospedale, attraverso il proprio profilo Facebook ed i quotidiani esteri per sensibilizzare tutti i genitori e renderli consapevoli di una realtà più vicina ai loro figli di quanto avessero mai pensato.

“È stato pietrificante, il momento più spaventoso della mia vita. Le persone devono essere consapevoli. Questa droga è un killer e sta uccidendo gli adulti. Qualcun altro potrebbe non essere fortunato come noi, potrebbe andare anche peggio e un bambino potrebbe morire di questo”.

 

La Spice, ossia la cannabis sintetica fumata dal piccolo Logan Johns Evans, è purtroppo un’importante ed agghiacciante realtà in diversi paesi, Italia compresa.

Facilmente reperibile anche attraverso il web e dal costo ridotto, la droga degli zombie, così soprannominata perché in grado di trasformare chi la assume in “morti viventi”, può causare “alterazioni cognitive, emotive e comportamentali che possono condizionare l’intera vita” (fonte Panorama).

È quindi importante parlarne con i propri figli e far comprendere loro quanto possa essere pericolosa e dannosa per la loro salute.

 
 

Fonte: WallesOnlinePanoramaBBC

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