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Chiara Bordi: la Miss con la protesi alla gamba

Chiara Bordi, studentessa e modella, partecipa alla finale di Miss Italia con una protesi alla gamba. Dopo un incidente stradale subì questa amputazione che la rese "disabile". Oggi combatte per dimostrare come la disabilità possa essere persino un'opportunità, un carattere dell'essere non diverso e non difforme dalle tante caratteristiche che tutti noi abbiamo, pregi o difetti che siano.

Federica Federico

di Federica Federico

17 Settembre 2018

Chiara Bordi, 18 anni, oggi – lunedì 17 settembre – parteciperà alla finale di Miss Italia, in prima serata su La 7.

 

Rispetto alle altre concorrenti Chiara ha qualcosa che la contraddistingue e che di per sé ha il potenziale per diventare una rivoluzione culturale, emozionale e sociale:

 

Lei ha il coraggio di affrontare la diversità con normalità.

 

Il 5 luglio del 2013, di ritorno da un saggio di danza a cui partecipavano alcune sue amiche, Chiara accettò un passaggio in motorino. Sulla via del rientro, un auto che sopraggiungeva contromano fu la ragione di un incidente importante e pericoloso.

Chiara Bordi miss italia

Dopo 12 ore di intervento Chiara Bordi si risvegliò con un’amputazione. Ha impiegato tempo e tanta fatica ad accettare se stessa, ma oggi dà a tutti una lezione di vita.

 

Chiara Bordi partecipando a Miss Italia ha già vinto, soltanto con la sua presenza in passerella ha dimostrato che la disabilità non è un concetto assoluto e nemmeno è un limite assoluto:

 

la disabilità è uno stato che pur distaccandosi dalla normalità non la rende impossibile.

 

 

Non sempre la disabilità è ostativa rispetto ad una vita di successi e felicità, molte volte l’ostacolo è solo sociale, praticamente sta negli occhi di chi guarda.

 

E’ la stessa Chiara a dire che ci sono cose che può fare, molte di più di quelle che immaginava all’atto dell’incidente, e altre che non può fare, per esempio non può inginocchiarsi né mettersi sulle punte. Tuttavia ciò che è certamente riuscita a realizzare è stato vincere lo stereotipo sociale della bellezza imposta, incorniciata in dei canoni precostituiti, dettata da una legge fatta di “normalità”.

Chiara Bordi n° 8 Miss Italia

Chiara Bordi, la n°8 tra le concorrenti di Miss Italia

 

Parlando di Chiara e della sua candidatura come Miss Italia, in molti si sono soffermati sugli haters che, complice la possibilità di nascondersi dietro una tastiera, hanno offeso il coraggio di questa giovanissima ragazza;

 

altri si sono soffermati sulla toccante replica di Chiara, replica che merita certamente attenzione ( noi la riportiamo qui di seguito);

 

ma tutto sommato, prima di lasciare spazio alle parole con cui Chiara ha reagito all’infamia degli oppositori, c’è da sottolineare che l’aspetto che più di tutti merita attenzione ed è il concetto di normalità.

 

Chiara Bordi si dice portavoce della Fashion Terapy Amputy,

 

racconta che le sue protesi sono disegnate in modo da dare ad esse un carattere che le renda alla moda, capaci di armonizzarsi con uno stile, di fare tendenza e quindi di meritare uno spazio anche in una foto di posa.

 

La Miss testimonia la possibilità che la disabilità ha di diventare una opportunità, cioè di normalizzarsi come si normalizzano i comuni caratteri di ogni persona.

 

Chiara Bordi è portatrice di un’unicità che è monito a dare spazio anche al diverso. Questa è una lezione di vita per tutti.

Bellissime e cariche di significato le parole contro gli haters della rete postate da Chiara Bordi in risposta a chi ha offeso le sue peculiarità, il suo aspetto e il suo coraggio da leonessa:

 

Vi ringrazio tutti di cuore, mi avete fatto quasi scendere una lacrimuccia a leggere tutti questi commenti e tutto questo sostegno (chi mi conosce poi sa quanto io sia facile di pianto).

 

A me il commento della “signora” scivola completamente addosso. Mi dispiace molto per lei perché a me mancherà pure un piede ma a lei manca cervello e cuore, e quelle sono le uniche due vere qualità che, secondo me, contano. Dietro tutta questa cattiveria si nasconde frustrazione e insoddisfazione personale di gente che, invece di lottare contro i lati negativi della propria vita e cambiarli, preferisce cercare di scoraggiare gli altri e portarli al loro stesso livello. È molto più facile stare dietro a un computer a insultare i traguardi altrui che alzarsi e combattere contro la vita, per poi godersela.

 

L’unica cosa che mi sembra assurda è il dover leggere certe critiche da parte di una persona cresciuta e adulta e stare qui io, 18 anni, a “giustificarla”. E mi dispiace il fatto che le sia arrivato come messaggio il “votatemi perché sono storpia” e non il “guardatemi, mi manca un piede ma non ho paura di mostrarmi al mondo”. Per concludere, a me della vittoria non interessa niente, tantomeno di fare pena perché posso assicurare che la pena è l’ultima cosa ricercata e la prima odiata da me e da qualsiasi altro tipo di disabile. Sto facendo tutto questo per mostrare alle persone ottuse (appunto) che una ragazza senza un arto può gareggiare al pari di tutte, che la diversità non è vincolante, che la vita non si interrompe mai ed è sempre bella, anche quando sembra che ce l’abbia con te, che da un dramma si rinasce e si cresce più forti di prima, tutto sta nel saper reagire.

Chiara Bordi miss italia

Prima di concludere, e perdonatemi se  prendo lo spazio per una considerazione tanto personale quanto romantica, vorrei soffermarmi sul numero che Chiara veste: Lei è la concorrente numero 8 nella kermesse di bellezza. Ebbene questo numero disteso sulla superficie dov’è scritto, posto cioè  in orizzontale, diventa il simbolo dell’infinito: l’esempio che Chiara Bordi sta dando è d’infinito valore ed è infinitamente bello.

 

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