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Mamma rifiuta di comperare regali di Natale per i suoi figli

Mamma rifiuta di comperare regali di Natale per i suoi figli, non c'è una ragione economica dietro questa scelta, questa è bensì una decisione di educazione

Federica Federico

di Federica Federico

19 Dicembre 2018

La più antica tradizione natalizia non prescinde dal regalo perché esso è manifestazione di gratuità, altruismo e bontà, principi incarnati dalla figura di Babbo Natale.

 

Secondo la tradizione cristiana fu San Nicola, vescovo prima che santo, a istituire il rito del dono natalizio.

 

Si narra che il  vescovo Nicola esortò i parroci ad uscire dalle chiese e diffondere il cristianesimo nelle case, superando anche le avversità climatiche dell’inverno. All’incirca nel 300 dopo cristo, Nicola domandò ai sacerdoti di portare la parola di Dio laddove i bambini non potevano o non volevano arrivare alle chiese. Così li indusse a recarsi dai bimbi e dalle loro famiglie, entrando nelle case i parroci portavano sulle spalle un sacco carico di doni, un dono per ogni bambino.

 

A discapito del valore tradizionale del dono e del suo portato di gioia e altruismo, c’è una mamma di  Sevenoaks, nella contea del Kent, nel sud-est dell’Inghilterra, che categoricamente si rifiuta di comprare regali di Natale per i suoi figli, non vuole che crescano senza apprezzare il valore di ciò che posseggono e ricevono. Non conta che si tratti del Natale e della sua tradizione antichissima di scambiarsi doni.

Mamma rifiuta di comperare regali di Natale per i suoi figli

Mamma rifiuta di comperare regali di Natale per i suoi figli

 

Questa mamma rifiuta di comperare regali di Natale per i suoi figli perché, ricordando i natali trascorsi da bambina, risente la sensazione di aprire scatoli e pacchi senza godere a pieno dei doni ricevuti:

 

Da bambina adoravo il Natale: gli alberi, i fiocchi e, naturalmente, i regali. Anche se finanziariamente è stato abbastanza difficile per i miei genitori, non c’era mai una carenza di doni intorno al nostro albero. La mia lista di Natale era sempre piena di giocattoli e bambole, e la mattina di Natale mi svegliavo con la speranza che tutti i miei desideri si fossero avverati. Ma mentre aprivo un regalo dopo l’altro, non ho mai veramente apprezzato ciò che c’era dentro.

Mamma rifiuta di comperare regali di Natale per i suoi figli

Mamma rifiuta di comperare regali di Natale per i suoi figli.  L’assenza di regali da parte di mamma e papà sotto l’albero di questa famiglia è una scelta non convenzionale che dipende non  da ragioni economiche:

 

la mamma Kim Palmer ha 39 anni ed è dirigente d’azienda; il papà Simon ha 38 anni ed è insegnante. Questi genitori benestanti e acculturati avrebbero, per loro stessa ammissione, i soldi sufficienti a fare qualsiasi regalo ai figli. Tuttavia sotto quell’albero non ci saranno doni comperati da Kim e Simon perché questi genitori temono fortemente che i loro figli crescano viziati.

 

La mia peggior paura era che i miei figli crescessero viziati. Così, quando mio figlio di quattro anni è nato, ho detto a mio marito che volevo che i nostri figli crescessero sentendosi grati per tutto ciò che ricevevano. E ho deciso che non avrei comprato regali di Natale ai miei figli.

 

I figli di Kim e Simon hanno 4 anni il primo e 8 mesi il piccolo di casa. Secondo i genitori per loro il Natale sarà affetto, spirito di condivisione familiare di spazi e tempo, non sarà, come per molti,  pretesa o consumismo.

Mamma rifiuta di comperare regali di Natale per i suoi figli

Questo principio però si confonde (almeno a parere mio) nel momento in cui mamma Kim non rifiuta i regali che la famiglia invia ai bambini, dice, anzi, che, proprio in ragione di questi regali, non mancheranno pacchi da scartare a Natale. Ciò sebbene lei faccia due valutazioni di principio rispetto ai regali che i figli ricevono dai parenti:

 

1 . chiede regali più di utilità che non oggetti che soddisfino i desideri dei bambini;

 

2 . si riserva di conservare alcuni regali se il numero dei doni dovessi diventare eccessivo.

 

Da mamma credo che il dono sia figlio di un percorso in cui celebriamo la specialità e la ritualità di un momento particolare; allo stesso tempo credo che il dono serva a dire che nella vita ci sono cose da conquistare, cose belle a cui si arriva col merito e l’impegno; credo, infine, che lo scambio dei doni rappresenti un’opportunità di gioiosa dimostrazione di essere parte di un unico affetto. I doni se misurati, pensati per il benessere, oltre che per la soddisfazione del bambino, fanno bene e non male, sono gioia e non danno o lesione. Del resto è innegabile che è nella misura delle cose che sta la differenza.

 

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