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Julen Rossello non è stato un caso unico: bimbo cinese caduto in un pozzo

La tragedia di Malaga ha toccato tutti e il pozzo di Totalàn è stato teatro di una vera tragedia, ma il caso di Julen Rossello non è stato un caso unico nel suo genere.

Federica Federico

di Federica Federico

22 Febbraio 2019

Quello di Julen Rossello non è stato un caso unico; in Italia il paragone con Alfredino è stato subitaneo:

 

correva il 1981, era la sera del 10 giugno quando il papà del piccolo di appena 6 anni ne denunciò la scomparsa. Alfredino non tornava a casa perché era stato inghiottito

dalla terra, la tragica scoperta sorprese e mobilitò tutti. Il bambino era caduto in un pozzo artesiano a Vermicino, vicino a Roma.

 

Nel 2016 è successo ancora: un bambino è caduto in un pozzo di prospezione dal diametro di circa 28 cm, il fatto è avvenuto in Cina e le immagini documentano un salvataggio fortunato, a differenza del tragico epilogo della vicenda di Julen.

tragedia Julen Rossello non è stato un caso unico

2016 bambino caduto in un pozzo in Cina – Julen Rossello non è stato un caso unico

 

Come Julen il bambino cinese era piccolo, aveva solo 3 anni al momento della caduta; a differenza del pozzo di Malaga, il fosso in cui è caduto il bimbo cinese non è franato sopra il piccolo e il canale è rimasto libero; il bambino cinese, inoltre, ha avuto la fortuna di arrestare la sua corsa nel vuoto a 90 metri di profondità, secondo le fonti stampa si è fermato ben prima della fine del pozzo.

 

Come dimostrano le immagini di repertorio, il bimbo cinese è stato tratto in salvo grazie ad un sistema di corde che 12 vigili del fuoco hanno calato nel pozzo in modo da circondare il bambino e sollevarlo tenendolo stretto; l’operazione è stata condotta con l’ausilio di una videocamera inserita nel fosso e il bambino è rimasto sempre vigile e collaborativo per l’intera durata del salvataggio, due ore circa.

 

 

Julen Rossello non è stato un caso unico ma è stato molto sfortunato

 

Julen è morto, il bimbo cinese non ha riportato gravi ferite durante la caduta nè traumi interni, è uscito dal pozzo quasi illeso, indenne se non fosse stato per delle escoriazioni alla pelle.

 

Anche questo bimbo è caduto nel ventre della terra per un pozzo lasciato scoperto e tutto è successo  mentre semplicemente giocava all’aperto con degli amici.

 

Il fatto che il dramma di Julen Rossello  non è stato un caso unico deve farci riflette.

 

Gli scavi di prospezione nelle aree rurali e in quelle edificabili, come nelle campagne è una pratica comune, la comunità internazionale dovrebbe prendere atto della necessità di prescrivere pene severissime per chi scava pozzi senza le debite autorizzazione e\o mancando nel rispetto delle norme di sicurezza in fatto di manutenzione.

Julen Rossello non è stato un caso unico

Quando il bambino cinese è caduto nel pozzo era la mattina del 31 marzo 2016.  La tipologia del terreno, l’assenza di traumi cranici e quindi la capacità del bambino di cooperare in modo vigile, il tempismo dei soccorritori e l’ossigeno pompato nel fosso sono state tutte condizioni salvavita, ma ciò non toglie che incidenti simili siano il frutto dell’incuria e dell’approssimazione umana e che ricordarli, denunciarli e catalogarli come inaccettabili resti un nostro doveroso compito.

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