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Come sviluppare l’ intelligenza del bambino

L' intelligenza del bambino si sviluppa in relazione alla società. I bambini non stanno bene solo con la mamma, chiusi in casa: loro hanno bisogno del mondo

Federica Federico

di Federica Federico

16 Febbraio 2021

Come sviluppare l’ intelligenza del bambino? E’ questa una domanda ricorrente tra le mamme.

 

Per dare una risposta esauriente a questo interrogativo, è importante chiarire alcuni punti chiave:

  • Cos’è l’intelligenza?
  • Da cosa dipende l’ intelligenza del bambino?
  • Quanto conta la genetica e quanto l’ambiente sullo sviluppo cognitivo nell’infanzia?
  • Cosa può fare un genitore per aiutare il figlio a massimizzare il suo potenziale.

 

Intelligenza del bambino

Come sviluppare I’ intelligenza del bambino
Fonte immagine 123RF con licenza d’uso.

 

Intelligenza linguistica, spaziale, emotiva e relazionale nel bambino, come stimolarle.

 

L’intelligenza (considerata in senso generale e quindi anche l’ intelligenza del bambino) non è una soltanto, esistono più intelligenze diverse che corrispondono a differenti competenze:

  • l’intelligenza linguistica, per esempio, che corrisponde alla capacità di parlare e farsi capire;
  • l’intelligenza spaziale che consiste nella capacità di gestire e organizzare lo spazio e può essere sviluppata nel bambino col disegno, con il gioco degli scacchi, con i puzzle e persino con l’educazione alla fotografia;
  • l’intelligenza musicale;
  • l’intelligenza emotiva che si realizza nel riconoscere e gestire le proprie emozioni, ma anche quella introspettiva che si potenzia educando il bambino alla manifestazione verbale dei sentimenti;
  • l’intelligenza relazionale su cui ha un peso fondamentale l’ ambiente nonché la socializzazione del bambino e persino l’esempio della madre.

 

Diciamo subito che alcune acquisizioni cognitive hanno bisogno del supporto di funzioni psico-motorie.

Detto in parole più semplici, il bambino riesce a raggiungere nuovi traguardi e ad affrontare più complesse esperienze nel mondo quando, per esempio, impara ad afferrare gli oggetti lontani o si mette in piedi incominciando a camminare. 

Più il bimbo cresce, più diventa fisicamente autonomo e capace, fa pratica con situazioni nuove, ovvero incognite da risolvere e fa appello anche al suo intelletto che nel quotidiano si addestra e si affina.

 

Tuttavia ciò non significa che l’intelligenza sia un processo meccanico e biologico (come può esserlo, per esempio, la crescita in altezza). La pedagogia moderna è approdata alla concezione che l’intelligenza sia un complesso di funzioni che si sviluppano non solo in relazione al potenziale del bambino, ma anche nel contesto della famiglia, della scuola e della scocietà.

 

Conta molto l’ambiente in cui il piccolo cresce, il come e il quando della sua stimolazione, la cura che riceve da madre, padre, nonni, insegnanti, eccetera e ha un peso importante il rapporto che instaura con queste figure e col mondo intorno a lui.

 

 

Intelligenza del bambino: come moltiplicare l’intelligenza del vostro bambino sin da piccolo.

 

L’ intelligenza del bambino, quindi, non è una virtù innata e non esistono bambini in assoluto più intelligenti di altri, mentre esistono ambienti più o meno stimolanti.

 

Il riferimento all’ambiente (il primo è l’ambiente famiglia) deve essere percepito da noi genitori, mamma o papà, come un monito. Possiamo certamente fare molto per stimolare lo sviluppo dell’ intelligenza del bambino:

  • creare un ambiente accogliente, stimolante ma sereno;
  • aiutare il bambino a fare da solo rendendolo il più possibile autonomo, senza sostituirsi a lui nella soluzione di problemi quotidiani;
  • parlare il più possibile al bambino, farlo in modo chiaro e senza alterazioni dei suoni o storture, usando, però, un fraseggio semplice e misurato all’età del piccolo per favorirne la comprensione;
  • mettersi in ascolto del bambino e coglierne i segnali emotivi;
  • verbalizzare le emozioni per aiutare il bambino a viverle e a riconoscerle;
  • guardare la realtà sotto punti di vista differenti imparando a “mettersi nei panni degli altri”;
  • gestire le proprie reazioni emotive;
  • concedere al piccolo anche momenti di noia (e riflessione);
  • dare spazio alla creatività;
  • insegnare al bambino a far leva sul proprio potenziale;
  • stimolare la sua autonoma capacità di giudizio e riflessione.

 

Tutte queste sono indicazioni pratiche per stimolare e sviluppare l’ intelligenza del bambino che ha a che fare anche con abitudini di vita e stati di relazione tra madre e figlio, nonché padre e bambino.

 

 

L’importanza della famiglia, dell’ambiente e dell’ascolto in relazione allo sviluppo dell’ intelligenza del bambino.

 

Lo sviluppo dell’ intelligenza del bambino ha da sempre interessato le scienze umane: capire come il bambino impara le cose del mondo (non solo come acquisisce le competenze didattiche) e come le interpreta è fondamentale per stimolarlo e per favorirne la crescita umana e valoriale.

 

Alle mamme va lanciato, però, un messaggio importante: l’ intelligenza del bambino riguarda non solo la sua capacità di fare di conto e scrivere correttamente seguendo le regole della grammatica e della sintassi. Troppo spesso si associano intelligenza e resa scolastica, sono, invece, due cose diverse e non necessariamente coincidenti.

 

Il concetto di intelligenza è più ampio e si estende a un largo complesso di processi mentali e funzioni cognitive (l’intelligenza, infatti, ha anche a che fare con lo sviluppo cognitivo propriamente detto).

 

Il complesso delle funzioni e dei processi che riguardano l’intelligenza consentono all’individuo (sia esso bimbo o adulto):

  • di interpretare i dati dell’esperienza (cioè quello che gli accade intorno);
  • di interagire col mondo reagendo anche alle nuove circostanze in modo appropriato;
  • di farsi un’idea delle cose del mondo;
  • di risolvere i problemi e affrontare le diverse situazioni in maniera efficace.

 

 

Come sviluppare I' intelligenza del bambino

Come sviluppare I’ intelligenza del bambino e riconoscerla sin da piccolo. Fonte immagine 123RF con licenza d’uso.

Come riconoscere un bambino intelligente.

 

Sulla scorta di quanto detto, possiamo dire che essere bambini intelligenti equivale a muoversi coerentemente nel mondo affrontando con successo le nuove esperienze.

L’ intelligenza del bambino è parte del processo di crescita: cambia con l’acquisizione di nuove competenze e segue le fasi dell’apprendimento fisico e cognitivo.

 

E’ innegabile che sul potenziamento delle funzioni cognitive, in ciascuna fase di sviluppo del bambino, conti l’ambiente, l’interazione sociale, il livello di autonomia e abbia un ruolo importante l’adulto (o gli adulti) di riferimento. La relazione madre – figlio è di nuovo essenziale.

 

 

I bambini devono stare con i bambini e devono essere accompagnati da adulti consapevoli e intelligenti, questo ha un grande peso sullo sviluppo intellettivo del bambino (intelligenza emotiva e relazionale).

 

Secondo un ampio e condivisibile filone della pedagogia moderna, lo sviluppo del bambino non può prescindere dalle esperienze sociali e dalla educazione che gli viene impartita nelle formazioni sociali, cioè a casa, in famiglia e a scuola. In questo senso è importantissimo che il bambino non viva isolato ma si trovi in relazione con altri coetanei.  L’emergenza pandemica ha fortemente contratto questa possibilità e ancora non è dato sapere in che misura i bambini risentiranno, in termini di sviluppo emotivo-cognitivo, di quanto sta accadendo.

 

I bambini devono stare con i bambini perché il loro naturale sistema di apprendimento  necessita del confronto con gli altri.

 

Il bambino, infatti, apprende per imitazione e imita perché è chiamato ad adattarsi al contesto in cui vive progredendo per adeguamento.

 

Anche l’importante apprendimento del linguaggio segue un processo di adattamento e adeguamento.

 

 

Livello di sviluppo del bambino: imitazione, apprendimento, comportamento a specchio e intelligenza.

 

Pensate al bambino che dapprima muove le manine istintivamente; poi impara ad afferrare gli oggetti e li porta alla bocca; ad un certo punto riesce ad indicare l’oggetto ed infine arriva a “chiamarlo” per nome.

 

Questa immagine, riassuntiva della evoluzione del bambino che cresce, non può essere isolata:

il bimbo imparerà il nome dell’oggetto perché vi sarà stato un adulto che lo avrà ripetuto favorendo l’imitazione. Vi sarà stato, quindi, un ambiente di stimolo a cui il piccolo ha partecipato come attore ricettivo di una crescita personale. Potrebbe esservi stato un ampio contesto, come la scuola, dove altri bambini già chiamavano l’oggetto per nome col positivo riscontro della maestra (adulto di riferimento nel contesto classe).

 

Nel processo di apprendimento l’adulto ha un ruolo di stimolo, che i pedagogisti chiamano “scaffolding”, soprattutto in riferimento all’insegnamento.

Traducendolo in termini semplici lo scaffoldin possiamo sostenere che l’adulto deve imparare a considerare, intuire e percepire quando il bimbo è pronto a un nuovo apprendimento favorendolo:

– un bimbo di due anni e mezzo\tre anni può incominciare ad apparecchiare la tavola, inizierà maneggiando solo gli oggetti infrangibili e, pian piano, crescendo riuscirà ad apparecchiarla completamente e da solo;

– un bimbo di tre anni può incominciare a impastare e modellare le polpette, inizierà sotto la guida della mamma, ma crescendo riuscirà a cucinarle da solo (mia figlia già a otto\nove anni si è dimostrata in grado di eseguire in autonomia l’intero procedimento, ovviamente mettendo nella sua disponibilità i materiali e lo spazio);

– un bimbo di quattro\cinque anni può imparare a spazzare a terra, incomincerà non riuscendo a raccogliere tutto, ma crescendo e con la pratica potrà eseguire una pulizia paragonabile a quella di un adulto;

– un bimbo di sei sette anni può incominciare ad aiutare la mamma a lavare i piatti, col temo crescendo riuscirà anche ad asciugarli, a trattare con riguardo le stoviglie fragili, a gestire gli spazi e insieme la temperatura dell’acqua e la quantità di sapone.

 

Quando una attività pratica diventa semplice il genitore (oppure l’insegnante, i nonni, le babysitter, eccetera) deve sentirsi chiamato ad inserire nel percorso di comprensione e acquisizione delle nuove competenze, ovvero una ulteriore difficoltà progressiva.

 

 

L'intelligenza e le sue molte funzioni.

L’intelligenza e le sue molte funzioni. Diritto d’autore: olegdudko ©123RF.com con licenza d’uso.

Intelligenza è esperienza individuale, motoria, sensoriale, emozionale, ma anche sociale e relazionale.

 

Secondo Vigotskij, pedagogista sovietico del ‘900, l’apprendimento è un processo esperienziale e relazionale che precede e guida lo sviluppo fisico.

Chiariamo questo concetto: l’apprendimento è un processo esperienziale perché è fatto e arricchito dalle esperienze sociali dell’uomo con l’uomo; ma, al contempo, è legato alla evoluzione fisica ed emotiva del bambino perché si avvale delle acquisizioni motorie del piccolo.

 

Proprio Vygotskij ha introdotto nella pedagogia del 900 la centralità delle attività come strumento per soddisfare i bisogni dei bambini, laddove le attività nelle quali il bambino deve mettersi alla prova debbono essere attività sociali di inter-relazione.

 

L’ intelligenza del bambino, vista come la stiamo descrivendo qui, è la capacità di muoversi nello spazio gestendo gli oggetti appropriatamente; è la capacità di parlare e farsi capire; è la capacità di risolvere questo o quel problema pratico (per esempio metter tutte le briciole nella paletta). Quindi è chiaramente un complesso insieme di competenze che non possono essere divise le une dalle altre né sono innate, si scoprono e si arricchiscono nell’esperienza.

 

Nell’interrelazione con gli altri e nella pratica quotidiana il bambino acquisisce nuove competenze, ovvero vede crescere la propria intelligenza e la propria concreta capacità di problem solving – risoluzione dei problemi. E’ importante che il bimbo sia stimolato a fare da solo.

 

L’acquisizione di nuove competenze cambia l’ intelligenza del bambino perché incide sul suo approccio al mondo e gli restituisce una rinnovata visione della vita che, però, non sarà mai definitiva: il bambino risolto un problema x ne incontrerà subito un altro y

 

Stando con gli altri e affrontando la vita quotidiana, il bimbo troverà sul suo cammino costantemente nuove problematiche, costantemente le risolverà crescendo e cambiando.

Problema – soluzione – nuova visione della vita e nuovo problema da risolvere, è questo lo schema del percorso tipico di sviluppo dell’ intelligenza del bambino. Ovviamente ogni bambino personalizza il suo schema evolutivo e non può realizzarlo con successo se resta isolato da un contesto sociale e relazionale oppure se viene costantemente aiutato da un adulto che si sostituisce a lui nella risoluzione dei problemi quotidiani.

 

Intelligenza del bambino nella pancia della mamma.

Intelligenza del bambino nella pancia della mamma.
Diritto d’autore : CHALOEMPONG BALPALA 123RF.com ID Immagine: 144044894 con licenza d’uso.

Intelligenza del bebè nella pancia della mamma

 

Per completezza d’informazione diciamo che l’intelligenza del nascituro non è in nessun modo prevedibile. Alcuni studi dimostrano che la reattività agli stimoli è già manifesta nello scalciare del bimbo nella pancia, tuttavia, come sin’ora sostenuto, saranno determinanti l’ambiente, lo sviluppo del linguaggio, lo sviluppo motorio e quello relazionale.

 

Per quanto possa essere tautologico, va detto che per preservare il potenziale del bebè è, invece, un bene tenere una sana alimentazione in gravidanza e soprattutto non fare uso di alcol evitando di fumare. Alcol, tabacco o peggio ancora sostanze stupefacenti possono minare l’intelligenza del nascituro perchè posso minare lo sviluppo neuronale in utero.

 

Intelligenza del bambino e gioco.

Intelligenza del bambino e gioco. Diritto d’autore : Patryk Kośmider
123RF.com ID Immagine: 55970429 con licenza d’uso.

 

Bambino giocattolo intelligenza: c’è una correlazione tra i gioco e lo sviluppo dell’intelligenza nel bambino?

 

Il collegamento tra il gioco e lo sviluppo dell’intelligenza esiste perché giocare è per il bambino quell’esperienza che lo mette in relazione col mondo, mettendo, altresì, alla prova le sue competenze e le sue capacità.

 

La creatività è un’alleata dello sviluppo intellettivo ed è per questo che è bene sostenerla nell’attività ludica del bimbo: dalla pittura a dito per i più piccoli agli origami, dalla costruzione di capanne fatte di lenzuola sostenute dagli schienali delle sedie, fino all’invenzione di fiabe, passando per giochi più complessi come i puzzle o i lego, tutto è concesso purché il bambino possa sviluppare mente e occhio, intelletto e fantasia. Evitate di usare, invece, gli strumenti elettronici come lunghi passatempo.

 

I bambini, inoltre, dovrebbero poter godere di momenti di noia sperimentando anche la relazione con se stessi, pertanto, se volete fare di loro bimbi intelligenti, non sovraffaticateli.

 


Articolo aggiornato e implementato in data 16 Febbraio 2021 – articolo originario 23 Maggio 2019.



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