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Raggiungere l’orgasmo: “mi bagno ma non riesco a venire”, consigli

Raggiungere l'orgasmo pretende umettamento, rilassamento, abbandono al partner e alla situazione nonché serenità verso il corpo, consigli per le donne.

Redazione VitaDaMamma

di Redazione VitaDaMamma

24 Giugno 2019

Per raggiungere l’orgasmo la donna ha bisogno di una condizione psicologica, oltre che di alcune condizioni fisiologiche, necessita, cioè, dell’abbandono al partner e più in generale al momento intimo (ciò vuol dire abbandono a se stessa, alle proprie emozioni e alle proprie reazioni istintuali).

 

L’assenza di umettamento  è una delle concause dell’assenza di piacere, ma la si può ovviare con gel e creme lubrificanti (in meno pausa anche ovuli prescritti dal ginecologo e validi per riequilibrare l’humus intimo). Pertanto se è la secchezza il problema, questa è presto risolvibile.

 

raggiungere l'orgasmo, consigli

Come raggiungere l’orgasmo – consigli per le donne. Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

 

Cosa succede, invece, quando l’umettamento c’è eppure manca l’orgasmo?

 

Mi bagno ma non riesco a venire“, quando ciò si verifica il vero problema può risiedere in uno stato psicologico che si estrinseca e si realizza fuori dalle lenzuola e non a letto:

 

un partner troppo esigente, eventualmente con gusti intimi divergenti da quelli della compagna e una conseguente forzatura di lei ad assecondarlo; una incapacità di esprimere il proprio desiderabile, cioè un silenzio emozionale che, in ragione di tabù o imbarazzo, impedisce alle donne di confessare ciò che intimamente vogliono e desiderano; un atteggiamento da spettatore; un imbarazzo fisico o una insoddisfazione legata al “sè” fisico e relazionale possono essere tutte cause di insoddisfazione a letto e incapacità subentrata o mai vinta di raggiungere l’orgasmo.

 

raggiungere l'orgasmo, consigli

Come raggiungere l’orgasmo – consigli per le donne. Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

 

La prima riflessione da fare è il cosa non ti piace della tua intimità: potrai raggiungere l’orgasmo solo se e quando comprenderai cosa veramente ti limita e cosa sinceramente ti aspetti dall’altro.

 

La tua mano che giuda la sua è un consiglio pratico che sostituisce le parole quando queste generano imbarazzo; un regalo erotico ne è un altro; giocare al “comando io” risolve il problema dello svelare concretamente ciò che piace e quello che invece non è consentito; la lentezza è quasi un dovere.

 

Nell’intimità il limite del consentito ha profondamente a che fare col piacere, ricordatelo sempre! E un partner che si tiene troppo dentro questo limite (IL LIMITE DEL CONSENTITO) o che va troppo oltre esso può diventare un partner scomodo e incapace di rendere soddisfacente il rapporto.

 

Le donne molto mascoline, quelle che tendono a gestire il rapporto e a comandare sul partner possono rientrare nella categoria del “mi bagno ma non arrivo”, per loro raggiungere l’orgasmo può rappresentare un problema perché non accettano la perdita del controllo e allora l’uomo, in quanto persona, non ha alcuna colpa nella relazione. Il piano di riflessione sul blocco del piacere deve essere qui più personale e maggiormente profondo: queste donne hanno modestamente bisogno di ritornare in contatto con loro stesse, di ammettere di avere un lato libero da ogni razionalità e incontrollabile.

 

Allo stesso modo raggiungere l’orgasmo può essere difficile per quelle donne che vivono il sesso non da protagoniste ma da spettatrici o registe in una veste che non è personalistica ma orientata alla soddisfazione del compagno: a letto hai una parte, non sei una parte! Qui rientra in gioco l’aspetto del dialogare, dell’incontrarsi, del partecipare e del dichiarare il proprio piacere anche nell’ambito dell’intenzione.

 

L’orgasmo resta precluso anche a quelle donne che non stanno bene con loro stesse, le donne che credono fortemente di avere dei difetti fisici limitanti. 

 

Rispetto ad alcune donne, può accadere che il limite del “difetto” divenga inaccettabile (laddove per difetto non si intende qualcosa di oggettivo ma qualcosa di soggettivo).

 

Se e quando c’è qualcosa di te che non ti piace fino al punto da destare vergogna, imbarazzo e paura nell’esporla allora devi, per il  tuo stesso bene, trovare un rimedio (preferibilmente  un dolce rimedio come la ginnastica o la meditazione, il Pilates o un aiuto psicologico quando la questione abbia dimensioni macroscopiche o croniche).

 

L’orgasmo, inteso come piacere che nasce nel contatto col corpo proprio, prima che nel contatto col corpo del partner, e inteso come personale appagamento, prima che come appagamento dell’altro, è qualcosa che parte dall’IO e arriva al NOI. Pertanto non dimenticare mai che hai bisogno di essere te stessa, di prenderti del tempo per te e per la tua cura, di amarti per dare spazio e seguito alla donna che sei senza trascurare l’essere moglie e madre ma, all’opposto, vivificando tutti questi ruoli insieme.

 

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