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Maria Montessori: cosa ha fatto di veramente straordinario

Maria Montessori chiede alla società adulta di lasciare al bambino un libero spazio di emersione e gratificazione riconoscendogli una precisa identità.

Federica Federico

di Federica Federico

01 Luglio 2019

Maria Montessori si colloca in un filone pedagogico importante che (finalmente) riconosce al bambino piena dignità attiva nel suo processo di formazione ed educazione.

 

Il bambino di Maria Montessori è un bimbo che reclama un universo fatto a sua misura, cioè un mondo che non sia più impostato sui bisogni e sulle aspettative degli adulti.  Molti genitori non si rendono conto di aver perduto la visione bambina della vita:

 

tutti noi guardiamo alla realtà circostante e la orientiamo in chiave adulta, così i bambini finiscono per essere sopraffatti dagli adulti e faticano, in questo spazio e in quest’ottica, a trovare conforto dei loro bisogni (Maria Montessori parlava di necessità di scardinare il pregiudizio adultistico).

 

A tavola si mangia con le posate, per esempio, e questa è una costruzione adulta che il bambino acquisirà solo attraverso l’esperienza diretta e migliorerà con più velocità e appropriatezza se nessuno pretenderà da lui competenze anticipate né userà contro di lui sistemi di correzione aggressivi o mortificanti. In pratica il bambino che fa esperienza del cibo con le mani non è male o poco educato, egli è solo un bambino che sta imparando col corpo. 

Maria Montessori

Il bambino non ha bisogno di giocattoli ma di materiali, lo dimostra Maria Montessori

 

I giocattoli hanno una duplice fascinazione, complici le colorate pubblicità televisive, nonché la nostra spiccata tendenza al consumismo:

 

da un lato i giochi che comperiamo nei negozi sono accattivanti per gli adulti che spesso guardano al giocattolo come a uno splendido oggetto da possedere, dall’altro carpiscono la transitoria attenzione del bambino, ciò pur finendo molto spesso dimenticati in ceste stracolme di “cose inutilizzate”.

 

Il bambino montessoriano non ha bisogno di soldi spesi in giocatolli, piuttosto necessita di materiali: cestini pieni di oggetti comuni capaci di stimolare i sensi; imbuti bicchieri e bottiglie per fare i travasi; forme geometriche dalle facce lisce e ruvide; bottoni da dividere per colore o grandezza; incastri: acqua e farina da impastare; vestiti da lavare e piatti e bicchieri con cui addestrarsi anche in esercizi di igiene, pulizia e ordine.

 

Maria Montessori

Maria Montessori, benefici della sua pedagogia sul bambino
Immagine di repertorio – Fonte immagine 123Rf.com

 

Quello del bambino, secondo Maria Montessori, non è propriamente gioco ma lavoro

 

Il lavoro è reiterazione (il bambino fa e rifà, cioè ripete) di un comportamento, che condotto in un ambiente accogliente e concentrato (quindi anche silenzioso), si trasforma in competenza e capacità. Pertanto piuttosto che dare al bambino molti giocattoli, è preferibile mettere a disposizione del bimbo oggetto comuni come pentole e mestolame, acqua e imbuti, farina da impastare per stuzzicarne i sensi.

 

Il bambino montessoriano fa, ripete, sbaglia e trova la soluzione dei suoi errori nel rapporto diretto con i materiali di cui dispone agendo, nella  selezione e nel loro uso liberamente, cioè per libera scelta.

 

Se da un lato dovreste consentire al bambino di scegliere il suo gioco, senza mettergli fretta e lasciandogli tutto il tempo per perfezionare il proprio agire, da un altro lato il gioco del bambino non andrebbe mai interrotto per correggere il piccolo. Per Maria Montessori gioca un ruolo chiave il principio di autocorrezione, laddove l’autocorrezione è un’altro grande merito monetssoriano. 

 

Il principio di autocorrezione riconosce al bimbo, sin dalla più tenera età, la capacità di trarre insegnamenti proficui dall’esperienza e dalla sua pratica autonoma, cioè senza l’intrusione dell’adulto.

 

Volendo trarre un’estrema sintesi, Maria Montessori chiede alla società adulta di lasciare al bambino un libero spazio di emersione e gratificazione:

 

anche il tuo bambino, cara mamma, merita di essere considerato come un essere degno, legittimamente portatore di un interesse e capace di un proprio percorso, pertanto cerca il tuo ruolo nella sua modesta giuda sostituendo l’indicazione e l’esempio alla imposizione e alla correzione.

 

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