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Come gestire i capricci secondo Maria Montessori (Metodo Montessori)

Gestire i capricci secondo Maria Montessori: il capriccio del bambino nasce da una impostazione del mondo in chiave adulta. Il bimbo ha bisogno di un mondo sicuro che gli garantisca la scoperta e l'esperienza e in cui muoversi liberamente. L'ira dell'adulto è la reazione del genitore all'impossibilità del bambino di soddisfare questo bisogno. I problemi iniziano qui, ecco come risolverli.

Federica Federico

di Federica Federico

16 Settembre 2019

Il peccato mortale che ci domina e ci impedisce di comprendere il bambino è l’ira.

(Maria Montessori, Il segreto dell’infanzia)

Per gestire i capricci secondo il metodo montessoriano è necessario, in primis, vincere e superare un duplice atteggiamento da adulti: l’ira e l’orgoglio.

L’ira è figlia dello stress sociale d’essere genitore; l’orgoglio è una conseguenza dello stesso stress che, peraltro, vuole le mamme e i papà deputati al “comando” della famiglia, piuttosto che alla sua guida.

Come gestire i capricci secondo Maria Montessori

Come gestire i capricci secondo Maria Montessori – Fonte immagine: 123RF.com con licenza d’uso

 

Vitadamamma è spesso raggiunta da messaggi riguardanti i capricci, ovunque abbiano luogo e qualunque ne sia la causa, hanno tutti una matrice comune:

il bambino capriccioso (soprattutto in quella fascia d’età che va tra i 2 e i 4 anni, a seconda del personale grado di sviluppo e autonomia) non sta facendo altro che saggiare i limiti della propria sfera d’azione rispetto alle regole imposte dal genitore.

 

I capricci hanno, quindi, un valore strumentale alla affermazione dell’Io, essi sono la misura e l’indice della ribellione:

Fino a che punto posso spingermi?, chiese il bambino a se stesso mentre faceva i capricci.

 

Come gestire i capricci secondo Maria Montessori

Come gestire i capricci secondo Maria Montessori – Fonte immagine: 123RF.com con licenza d’uso

 

Come gestire i capricci secondo Maria Montessori – “Montessori per i genitori”proposte pratiche per applicare il metodo a casa (EPC editore).

 

Il capriccio non è un errore del bambino, più realisticamente è una condizione di conflitto risolvibile cambiando la prospettiva dell’adulto e il suo approccio.

Per gestire i capricci secondo Maria Montessori è da qui che si deve partire. Ma spesso è molto difficile trasmettere ai genitori questo concetto basilare.

 

Tutti parlano della Montessori, della fermezza del linguaggio e dell’importanza della chiarezza nella comunicazione, qualcuno introduce anche il più tecnico concetto di pregiudizio adultistico (termine che più avanti approfondiamo), eppure in pochi si calano in quella pratica concreta di cui mamma e papà hanno bisogno.

 

Tenendo conto della necessità di tradurre il metodo montessoriano in consigli per vivere bene nel quotidiano, qui di seguito cerchiamo di chiarire alcuni punti:

  • attraverso un esempio pratico tratto da un libro (di cui vi lasciamo indicazione) proviamo a disegnare l’identikit di un capriccio guardandolo dalla prospettiva di un bambino;
  • contemporaneamente proviamo a circoscrivere la reazione dell’adulto osservandola a “nervi scoperti”.

 

Nelle mie letture e nelle mie ricerche sul tema delicato dei conflitti genitori – figli piccoli (con particolare riguardo a come gestire i capricci secondo Maria Montessori) mi sono imbattuta in un libro concreto e pratico (assai più pratico di tanti altri):” Montessori per i genitori”, proposte pratiche per applicare il metodo a casa (EPC editore).

 

Proprio in questo testo un esempio reale svela la natura dei capricci:

quando un bimbo di 2anni + si trova dinanzi all’albero di Natale allestito in casa non potrà (fisiologicamente) resistere all’impulso di toccarlo.

 

L’albero è l’attrazione, il colore, la luce, lo sfavillio, è l’elemento nuovo che ha invaso lo spazio e richiama la sete di esperienza del bambino.

Lo stesso albero visto nell’ottica dell’adulto ha connotazioni differenti: è pericoloso, è grande e può cadere, è fragile e si può rompere, è collegato alla corrente e non è adatto al bambino.

 

Quindi, se da un lato il bimbo vuole prendere possesso dell’albero per ragioni di pura scoperta, dall’altro l’adulto vuole tutelare il bambino limitando i rischi di incidente.

Il bambino si avvicinerà all’albero e l’adulto lo allontanerà, qualcuno piangerà, qualcuno urlerà, l’adulto si ammalerà d’ira (l‘ira che la Montessori indica come male assoluto) e qualcun altro vivrà la frustrazione di un limite che non comprende, perché dinnanzi a una novità l’istinto del bambino chiede “solo di indagarla”.

 

Come gestire i capricci secondo Maria Montessori

Come gestire i capricci secondo Maria Montessori – Fonte immagine: 123RF.com con licenza d’uso

“Montessori per i genitori”proposte pratiche per applicare il metodo a casa (EPC editore) – Albero di Natale esempio concreto di come gestire i capricci secondo Maria Montessori.

 

Il capriccio svanisce in un ambiente non viziato dal pregiudizio adultistico (tra qualche riga chiariamo anche il valore di questo concetto montessoriano).

 

Il libro succitato ci fornisce una via di uscita:

care mamme di bimbi piccoli, non allestite un albero socialmente appezzato (alto 2 metri e sfavillante di luci collegate alla corrente e pendenti di vetro), piuttosto create nella vostra casa un Natale a misura di bambino allestendo un albero piccolo con addobbi infrangibili, sicuri, e facili da agganciare. Ai piedi dell’albero poggiate una scatola dove il bimbo possa riporre le palline che continuamente toglierà dall’albero per poi ricollocarle su esso.

 

Il pregiudizio adultistico di Maria Montessori è esattamente incarnato dall’albero di 2 metri e sfavillante, pedagogicamente esso è l’ambiente avverso al bambino, quello in cui il bimbo non può trovare soddisfazione ai propri stimoli, tecnicamente è l’ambiente costruito secondo una visione e delle esigenze adulte.

 

In conclusione se vi state chiedendo come gestire i capricci secondo Maria Montessori sappiate che il primo passo è spogliare l’ambiente da ogni imbarazzo e ricostruirlo in una prospettiva affine al bambino come luogo di scoperta e sperimentazione.

Facciamo un grande albero perchè gli occhi adulti del mondo lo apprezzino! Ma facendo un piccolo albero, concretamente a misura del bambino, ad apprezzare e vivere il natale con pienezza sarà nostro figlio. Molte altre cose della vita sono simili all’albero e riducendole a misura di bimbo possono arginare conflitti e capricci.

 


A tutte le mamme consiglio letture montessoriane, il libro di oggi è una di queste letture esemplificata in consigli pratici: “Montessori per i genitori”proposte pratiche per applicare il metodo a casa (EPC editore)

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