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Paracolpi culla pericolosi: bimbo morto soffocato

Paracolpi culla pericolosi: vero o falso? Come usarli e a cosa fare attenzione. Paracolpi lettino e pericolo morte in culla e soffocamento. Consigli pratici

Federica Federico

di Federica Federico

21 Ottobre 2019

Paracolpi culla pericolosi, è questo un argomento estremamente delicato e dibattuto.

 

Il bimbo nella foto di copertina, che con i suoi occhi belli sta per catturare la vostra attenzione o che lo ha appena fatto, è oggi un angelo; dopo la morte del piccolo Preston, mamma Lisa ha intrapreso una battaglia sociale per mettere in guardia ogni madre dai paracolpi culla pericolosi. E’ per questo, ovvero per dare voce alla battaglia della madre di un angelo, che Vitadamamma vuole raccontare l’addio a questo mondo di Preston e il modo in cui la mamma ha trasformato la sua morte in un monito.

 

Il dibattuto argomento dei paracolpi nel lettino e del connesso rischio di soffocamento di neonati e bambini piccoli trova nella vicenda della morte di questo bimbo un esemplificazione pratica:

il capo di Preston è rimasto bloccato all’interno del paracolpi che letteralmente si è stretto intorno al suo collo e al suo viso fino a soffocarlo.

 

La mamma ricorda tutto di quel terribile momento: sentì solo un lamento, sembrava il gemito di un animale, tanto che lo attribuì ad un “gioco” tra i suoi due cani e, da lontano, li richiamò persino perché facessero i bravi. Ma si sbagliava, al piano di sopra, nella tranquillità di una mattina come tante, si stava consumando una tragedia silenziosa e invincibile.

paracolpi culla pericolosi

Paracolpi culla pericolosi: ecco come è morto il piccolo Preston
Fonte foto – Mirror.co

 

Paracolpi culla pericolosi, la morte di Preston.

“Mi sono inginocchiata e mi è sembrato di morire della morte più dolorosa“, nonostante sapesse che non c’era nulla da fare, mamma Lisa chiamò i soccorsi e al telefono, confusa e devastata, chiese: “Per favore aiutatemi, il mio bambino è morto“.

 

I fatti si sono svolti 6 anni fa nel Leicestershire ed è da allora che Lisa conduce una vera e propria battaglia sulla sensibilizzazione parentale ai rischi da paracolpi in culla. Il suo impegno sociale viene raccontato e diffuso anche via web. Del resto è lei stessa ad ammettere che se avesse indagato prima sull’argomento, se avesse gugolato prima: “Paracolpi culla pericolosi o paracolpi e morte in culla”, forse Preston non sarebbe morto.

 

Paracolpi culla pericolosi: mai più bare bianche come quella di Preston.

 

Quando è morto, nel settembre del 2013, Preston aveva solo 9 mesi, fu trovato con il paracolpi del lettino “avvolto intorno al collo”.

 

Recenti studi, finalizzati proprio a stabilire un possibile rapporto di causa ed effetto tra il soffocamento e la presenza in culla di oggetti potenzialmente pericolosi, stabiliscono che i paracolpi sono validi alleati della sicurezza del bambino solo quando questo è molto piccolo. Mentre dagli 8 mesi in poi è maggiore il rischio che il bimbo, dinamico nel sonno, possa restare impigliato e aggrovigliato. Una strategia salva-sonno potrebbe essere quella di utilizzare dei singoli paracolpi che avvolgano le singole sbarre.

 

42 morti in culla riportavano persino sul certificato di morte il paracolpi per lettino come causa del decesso,

 

Lisa, la mamma di Preston, combatte la sua battaglia anche contro le conclusioni dell’inchiesta che riguardò la morte di suo figlio: l’indagine giudiziale si concluse sostenendo che non vi era alcuna prova che un paraurti “libero” potesse determinare la morte di un bambino e rubricò il decesso di suo figlio come “morte improvvisa in culla”, ovvero morte bianca.

 

Nella culla di un bambino, invece, non dovrebbero esserci stoffe, lacci o pupazzi capaci, anche solo potenzialmente di determinare episodi di soffocamento. Nello specifico, il papà di Preston vide come il paracolpi lo aveva avvinghiato, fu lui a trovare il bambino morto, proprio laddove doveva solo riposare, cioè nella sua culla.

 

Passarono i secondi e il mio stomaco cadde, sentii il terrore che avrei dovuto provare prima, gridai : – Cosa?

Nessuna risposta, dissi di nuovo: – Cosa?

La sensazione di terrore diventò più forte, così corsi su per le scale. È stato allora che la mia vita è cambiata. Ho trovato Cuc (il marito di Lisa,ndr) nella porta della camera da letto di Preston che cullava il nostro bambino, combattendo contro le lacrime, il tempo si era fermato.

Ho urlato, urlato come se non avessi mai urlato prima.

Queste le parole con cui dolorosamente Lisa racconta la scoperta della morte di Preston.

 


 

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