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Violenza psicologica sui bambini in famiglia

Violenza psicologica sui bambini in famiglia: è una condizione silente che spesso dipende da atteggiamenti involontari ma radicati. Mortificazione, senso di abbandono, umiliazione, frustrazione, rabbia e bassa autostima: questi i primi sintomi causati dalle ferite dell'animo.

Federica Federico

di Federica Federico

16 Gennaio 2020

La violenza psicologica sui bambini in famiglia si traduce in comportamenti verbali e in azioni non violente che, sebbene siano pronunciate o compiute senza l’intenzione di ledere o ferire, toccano i figli nell’animo minandone la serenità, l’autostima, il coraggio e, in estrema sintesi, il percorso di crescita.

 

La famiglia è il luogo di nascita, il rifugio e il nido in cui i piccoli imparano tutto, dalla sopravvivenza alla vita, dalla costruzione di sé all’aspirazione, dal rapporto con l’altro all’amore. Eppure non tutte le famiglie sono pacifiche, accoglienti e orientate al massimo benessere del bambino e della sua crescita psico-fisica.

 

Violenza psicologica sui bambini in famiglia

Violenza psicologica sui bambini in famiglia – Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

La violenza psicologica sui bambini in famiglia sta diventando un problema sociale, talvolta è latente, ma senza dubbio è sempre più serio.

 

La concezione possessoria del figlio, inteso come proprietà dell’adulto o oggetto di appartenenza; l’educazione impositiva e punitiva che togli e impone senza dialogare; una società finalisticamente orientata alla produzione e all’affermazione dì sé; il lavoro; le famiglie sempre più frammentate e lontane; nonché l’egoismo della nostra società sono tutte condizioni che stanno togliendo centralità ai figli.

 

Troppo spesso dai bambini si pretende che siano elementi di un sistema costruito in funzione degli adulti e orientato ai bisogni degli adulti. E’ questa già una violenza.

 

Sul bambino fragile e insicuro, la famiglia può causare ferite difficili da superare. Tuttavia fragilità e insicurezza sono spesso figlie di violenze psicologiche comuni e diffuse, domestiche o scolastiche, singolari o sociali.

 

Violenza psicologica sui bambini in famiglia, come evitare che succeda.

 

I bambini sono bambini e non devono subire lo stress della vita dei genitori, nemmeno l’onda d’urto dei loro problemi lavorativi, economici o di coppia, soprattutto non devono essere messi a confronto con l’adulto. 

 

Ogni genitore vive momenti difficili o si trova costretto ad affrontare situazioni complicate, conflittuali o stressanti. E’ questa la normalità della vita a cui non si può sfuggire. Il vero nodo, quindi, è la gestione delle criticità e il rispetto dello spazio genitoriale da intendersi come spazio di rispetto e equilibrio orientato al benessere del figlio (non dell’adulto).

 

Il più importante e grande sacrificio che il genitore fa per il figlio è non investirlo di problemi adulti (ovvero dei propri problemi), ciò equivale a preservarne la fanciullezza e la spensieratezza.

 

Violenza psicologica sui bambini in famiglia

Violenza psicologica sui bambini in famiglia cosa la causa e come evitarla – Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

Lo stress dei genitori è una possibile fonte di traumi per i bambini.

 

La violenza psicologica sui bambini in famiglia può essere una condizione non consapevole o latente, rivolgendovi ai vostri figli evitate frasi come:

  • “Ti lamenti sempre, sapessi io che ho fatto (con seguente elenco dei propri pesi)”;
  • “Per così poco già piangi, nella vita ti aspetta ben altro (con conseguente elencazione dei mali di diventare grande)”;
  • “Devi ancora vedere cosa ti aspetta”

 

Un bambino che si sente violato nel suo “ora” è spinto con angoscia e paura verso un domani che non sembra bello, migliore o positivo. Perciò subisce già una piccola violenza psicologica, da un lato non si sente padrone dell’adesso che sta sperimentando e dall’altro non si sente incentivato verso il domani che lo farà crescere.

 

Evitate anche frasi come:

  • “Non sai fare niente”;
  • “Che vergogna averti come figlio”;
  • “Non dire che sei mio figlio, mi fai fare brutte figure”;
  • “Ma da chi hai preso, nessuno di noi si comporta così”, eccetera.

 

Queste frasi sono tutte affermazioni di distanza tra il genitore e il bambino e minano l’autostima del figlio inibendone il coraggio che, invece, è sempre necessario per sperimentare nuove situazioni e circostanze.

 

Una simile violenza psicologica sui bambini in famiglia si traduce in  manifestazioni fisico-emotive (ovvero atteggiamenti comportamentali), per esempio tristezza, chiusura, paura,  disequilibrio e insicurezza, tal volta rabbia o addirittura autolesionismo.

 

La violenza psicologica sui bambini in famiglia non è sempre cosciente o compresa, i genitori non la considerano nemmeno e quindi agiscono senza comprendere i loro stessi errori.

 

Gli adulti spesso si comportano involontariamente male perché la fatica che discende dalla vita quotidiana mina la loro pazienza come la possibilità di essere concentrati sui bisogni del bambino.Questo scritto vuole valere come una riflessione sugli effetti dei compotrtamenti dei genitori in relazione alla crescita dei figli.

 

Violenza psicologica sui bambini in famiglia

Violenza psicologica sui bambini in famiglia, conseguenze e sintomi – Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

Sintomi della violenza psicologica sui bambini in famiglia:

 

Vi sono delle manifestazioni fisiche del disagio, dei veri e propri sintomi, con cui il bambino esterna il suo malessere. Qui ne facciamo un elenco che vale come sintesi generica, sottolineiamo comunque che la presenza di una o più di queste condizioni deve sempre e comunque stimolare l’attenzione dei genitori:

 

  • enuresi – encopresi (pipì e cacca addosso, pipì nel letto e non come fenomeno occasionale);
  • disturbi del sonno (sonno agitato, discontinuo, risvegli notturni frequenti, incubi, eccetera);
  • disturbi dell’alimentazione (si abbia particolare riguardo al vomito frequente);
  • bassa autostima;
  • alterazione degli stati emozionali e incapacità di gestirli (per esempio incapacità di contenere e canalizzare a rabbia);
  • difficoltà relazionali (per esempio chiusura, mancanza di fiducia negli altri, difficoltà nello stringere amicizie e nella gestione delle  relazioni amicali);
  • attaccamento morboso a cose, persone in particolare o situazioni;
  • difficoltà nell’apprendimento;
  • apatia;
  • chiusura verso le nuove esperienze;
  • cambi d’umore repentini;
  • inibizioni;
  • autolesionismo;
  • pensieri negativi;
  • aggressività.

 

La violenza psicologica sui bambini in famiglia e le umiliazioni.

 

Evitare le umiliazioni e incominciare a considerare il figlio come persona completa e completamente diversa dai genitori, meritevole di rispetto alla stessa stregua di un adulto: è questo un importante passo che ogni genitore dovrebbe compiere (o imporsi di compiere)  per evitare che la famiglia divenga un luogo poco sicuro o scarsamente sereno.

 

L’umiliazione frequente sta nel sentirsi non accettato, non capace, non compreso con una costante minimizzazione dei propri bisogni, dei propri interessi, delle proprie esigenze e del proprio sè.

 

Il bambino è un’entità in costruzione e in crescita, il genitore non è Masto Geppetto, non deve forgiare il bambino come un burattino di legno, il genitore è la guida che al bimbo deve dare strumenti.

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