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Come è morto Willy Monteiro

Come è morto Willy Monteiro, gli investigatori attendono i risultati dell'autopsia per stabilire quali i colpi più significativi e quali quelli mortali. Intanto il dolore è enorme.

Federica Federico

di Federica Federico

09 Settembre 2020

Riportatemi Willy, rivoglio Willy“, queste le parole urlate dalla mamma nello strazio di un addio che nessuno immaginava di scrivere, di raccontare o di dover vivere. La voce della donna echeggia nell’aria intorno alla casa di famiglia che si affaccia sulla montagna della Scalambra, vicino Frosinone, è una vicina di casa a riportare l’assordante immagine di questa tragedia che non si può descrivere (vedi video in calce a questo scritto).

 

Come è morto Willy Monteiro si sa: è stato “abbattuto” a calci e pugni, massacrato a mani nude ed è finito nel dolore e tra le urla. Questo giovane ragazzo per bene ha perduto la vita travolto da una insensata violenza.

 

Sarà l’autopsia, il cui svolgimento è previsto per questa mattina, a stabilire la successione temporale dei colpi, la gravità degli stessi, il tempo e il modo di quelli più determinanti. Per la legge conta anche questo, ovvero determinare i dettagli della morte e i livelli delle responsabilità singolari, mentre in una casa come tante il dolore sta consumando quel che resta di una madre e di un padre … e null’altro conta se non il fatto di avere perduto un figlio in circostanze a dir poco agghiaccianti.

 

Come è morto Willy Monteiro

Willy Monteiro

Come è morto Willy Monteiro è forse già “scritto”, ma resta una riflessione che tutti dovremmo fare e riguarda la ferita sociale che questo lutto lascia sulla pelle del paese: vivere nella giustizia non paga?

 

Ieri mio figlio, 13 anni, ha commentato questa vicenda con una frase significativa: “Willy è morto da eroe“, il mio cuore di madre si è gelato dinnanzi a questa verità perché il coraggio e il senso di giustizia di Willy non lo hanno ripagato, non lo hanno salvato e nemmeno minimamente lo hanno tutelato.

Da qui l’angoscia: ciò che ci consegna questa amarissima vicenda è forse la sensazione di dover suggerire ai nostri figli di ritrarsi, di non intervenire dinanzi a un’ingiustizia, di chiudersi nella tutela della loro vita? Ciò pur sapendo che Willy ha vissuto ed è morto nella più pura giustizia?!

 

Questa stessa riflessione l’ha espressa anche il premier Conte ed è una eredità sociale che Willy testimonia e che oggi dobbiamo assumere tutti su di noi.

 

Video

 

 

Come è morto Willy Monteiro, i fatti:

si sa per certo che nella notte tra il 5 e il 6 settembre, dopo un turno di lavoro da cuoco e dopo aver raggiunto alcuni amici per un pizzico di svago, Willy ha difeso un amico divenendo, per sventura, lui stesso vittima di una “spedizione punitiva”, circostanza della quale era totalmente ignaro essendo altresì estraneo ad ogni evento precedente che l’avrebbe scatenata.

 

L’ultimo gesto di Willy è stato quello di difendere un amico cercando di fermare una lite, l’atroce pestaggio si è consumato esattamente sotto le finestre della caserma dei Carabinieri di Colleferro, a quanto pare le urla del ragazzo hanno richiamato proprio l’attenzione delle forze dell’ordine. Il Comandante il primo ad accorrere e, per stanare il branco, decisivo è stato l’apporto delle telecamere della Caserma, insieme ad altri video di sorveglianza.

 

Come è morto Willy Monteiro

Il luogo della morte di Willy Monteiro diventa luogo di preghiera e commemorazione.

 

Quattro gli aggressori con imputazioni diverse che verranno supportate o falsificate dagli esiti dell’autopsia, la stampa lascia già trapelare una indiscrezione: il colpo fatale per la vita di Willy Monteiro potrebbe essere stato inferto allo sterno.

 

Il capo di accusa è omicidio preterintenzionale supportato da testimonianze e materiale video, ma adesso Willy sorride solo nelle foto appoggiate in mezzo ai fiori, sull’asfalto, ai margini del luogo dell’agguato. E dire che questo non è giusto sembra quasi non bastare.

Mio figlio, con i suoi 13 anni in tasca e un senso di legalità non infamato dalle brutture del mondo, ha detto il vero: questo ragazzo è morto da eroe, ma per me, da mamma, è solo morto in modo orribile. Intanto resta inimmaginabile il dolore lancinante che i genitori stanno affrontando in questo momento.

 

Come è morto Willy Monteiro

Willy Monteiro, il suo sorriso vivrà per sempre.

Il vero problema da fronteggiare non è tanto come è morto Willy Monteiro in termini di circostanze legalmente determinanti per attribuire colpe maggiori o minori, quanto, piuttosto, come fermare la violenza giovanile, la micro criminalità che deborda in atti a metà tra il possesso del territorio e il delirio di comando. Lo Stato deve dare delle risposte e garantire che questo non accada mai più.

 

I quattro aggressori erano volti noti alle forze dell’ordine, tutti con precedenti.  

Willy Monteiro lavorava come cuoco in un hotel e quella sera aveva portato a termine un lungo turno di lavoro, stava per ritornare a casa quando ha compiuto quell’ultimo onorevole gesto: tentare di mettere pace.

 

Gli eventi che hanno portato alla morte di Willy sono principiati da un litigio tra terzi all’interno di locale scatenato, peraltro, da futili motivi, dei “like” rivolti a una ragazza. In quel momento Willy Monteiro non era nemmeno presente.

Una ricostruzione che combacia con quanto raccontato dall’amico che Willy ha difeso con la vita, la reazione contro Willy è stata violentissima:   “Uno di loro lo ha colpito con un calcio micidiale alla pancia. Willy è rimbalzato a terra, facendosi forza sulle braccia ha provato a rialzarsi, ma quello gli ha subito sferrato un pugno sulla testa, atterrandolo“, questo il passaggio agghiacciante di una testimonianza.

 

E’ atroce perdere un ragazzo di 20 anni perché quattro persone usano le loro mani, i loro pugni  e le loro gambe come armi per uccidere.

Intanto l’avvocato dei fratelli accusati di omicidio si fa portavoce di una posizione difensiva che smentisce la responsabilità dei suoi assistiti nell’omicidio di Willy. Sebbene ciò vada precisato per completezza di informazione, l’intento di questo scritto è lontano dall’indagare le ragioni della legge, compito che spetta alla magistratura, qui intendiamo, invece, celebrare un ragazzo grande nell’animo e, malgrado ciò, rimasto solo quando la violenza del mondo quell’animo bello lo ha voluto mortificare e uccidere.

Così resta sempre lo stesso l’esito ultimo di questa vicenda e si riassume nelle foto sorridenti di un ragazzo che non c’è più.

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