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Abhiman, l’emozione dell’orgoglio offeso

Abhiman e autostima: per insegnare al bambino a non aver paura delle proprie emozioni, ad aver cura di se stesso e piena fiducia nelle proprie potenzialità.

Federica Federico

di Federica Federico

12 Ottobre 2020

L’ Abhiman è l’emozione dell’orgoglio offeso, i bambini non sanno che fa più male delle botte e delle ferite fisiche, quando la sperimentano mancano dell’esercizio culturale alla resistenza emotiva (esercizio che peraltro è spesso faticoso anche per gli adulti).

E’ per questo che i primi “tradimenti emozionali”sono duri da sopportare; le ferite emotive sono ancora più laceranti quando provengono da persone amate e care, cioè da coloro dai quali il bimbo si aspetta solo di essere curato.

 

Abhiman, l’emozione dell’orgoglio offeso. Fonte immagine 123RF.com

 

L’ Abhiman è uno stato d’animo complesso: dimostra come la mente umana può essere autolesionista, ma se vissuta con pienezza questa è l’emozione che porta al più alto amore verso se stessi e alla massima autostima.

 

Volendo esercitare una traduzione sintetica, accostiamo nella lingua italiana l’ Abhiman all’orgoglio e alla dignità, questa emozione proviene dalla cultura indiana dov’è estremamente radicata.

 

Vitadamamma la presenta nel profondo convincimento che  le emozioni hanno nomi e sedi diverse nel mondo ma una innegabile capacità di presentarsi in miliardi di forme diverse nella vita di chiunque e ovunque.

 

Le emozioni sono trasversali; mentre le diverse culture danno loro nomi propri, il cuore batte sempre in maniera singolare e un’emozione resta una prova e un’insegnamento.

In modo particolare il bambino va educato alla cura di se stesso e alla gestione del proprio orgoglio: è troppo facile che l’ira dell’orgoglio ferito ripieghi su se stessa trasformandosi in un cancro che instilla nella mente e nel cuore una scarsa stima di sè e un profondo mal di amare, ovvero una sfiducia verso l’altro.

 

L’ Abhiman così come tramandata e rispettata in India incarna l’importanza di avere cura di sé pretendendo l’altrui rispetto e senza mai sacrificare la propria dignità, nemmeno nel nome dell’amore. Non c’è amore senza rispetto dell’altro.

 

C’è una leggenda indiana firmata dal poeta e filosofo Rabindranath Tagore che disegna a tratti morbidi l’ Abhiman. Sebbene questo narrato non sia adatto ai bambini, fa capire alle mamme (e agli adulti in generale) quanto sia importante riconoscere l’emozione dell’orgoglio offeso e educare i figli alla sua migliore gestione.

 

In povertà vivevano insieme due fratelli con le legittime spose, una era una donna semplice, l’altra una donna stanca e lamentosa. Un giorno quest’ultima perse la vita: ad ucciderla fu il marito, purtroppo per errore.

Quando arrivò la polizia il fratello dell’assassino, pur di difenderlo, accusò sua moglie.

Nella donna l’ Abhiman prese il sopravvento e ferita nel suo orgoglio per essere stata tradita dal marito decise di non valere più nulla senza l’amore dell’uomo a cui era da sempre devota, così confessò che mai avrebbe fatto e andò al patibolo.

Il marito tentò di tornare sui suoi passi ma lei non gli consentì di riparare al torto subito e mai più lo guardò negli occhi, nemmeno un momento prima di essere pubblicamente giustiziata.

 

Nella sua accezione originale l’ Abhiman è l’emozione della dignità lesa da una persona cara, ferita da coloro che sono oggetto di amore e cura da parte della vittima (la moglie è stata ferita dal marito), è, quindi, il rapporto che sta a monte dell’offesa a renderla insopportabile a scatenare la forza distruttiva della reazione.

 

Abhiman, l'emozione dell'orgoglio ferito.

Abhiman, l’emozione dell’orgoglio ferito. Fonte immagine 123RF.com

 

E’ per la stessa emozione che il bambino accusato dal compagno di classe tace la sua innocenza per poi sfogarla nel pianto o nella rabbia da frustrazione; è per la stessa emozione che la donna vittima di violenza domestica tace e nega; ed è per non scatenare queste negative conseguenze autodistruttive, che si consumano anche nel lungo termine, che la migliore educazione per il bambino dovrebbe essere non punitiva né mortificante, fondata sulla cura dell’autostima e sull’amore per sé stesso.

 

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Una moglie cresciuta nell’ispirazione di questi valori avrebbe scritto un finale diverso alla leggenda di Tagore, un finale immaginabile più o meno così: “La donna si alzò, guardò il marito diritto negli occhi e mostrò le sue mani pulite, indicando quelle del cognato cariche di sangue”, una donna così è una donna positiva che si ama prima di amare. Decidete allora con quale interpretazione dell’ Abhiman fare crescere i vostri figli, ne andrà certamente del loro futuro.

 


 

Vitadamamma ha care le emozioni, le considera importanti alleate nella crescita insieme ai figli, oltre che nella crescita dei figli. La fonte di questo scritto è un testo dedicato al tema, completo e costruttivo: Atlante delle emozioni umane (Utet editore) disponibile in rete, è una lettura che sento vivamente di consigliare per orientarsi nel mondo delle emozioni e farne strumenti educativi.

 

emozioni

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