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La festa delle donne non va festeggiata

Federica Federico

di Federica Federico

08 Marzo 2021

Il business delle mimose recise ogni 8 marzo si aggira intorno ai 15 milioni di euro annui, l’affare dei cioccolatini e del merchandising a tema può essere persino più imponente, 

 

Mi metto nei miei panni, concedetemelo di tanto in tanto, anche perché so che questi panni di madre (multitasking per necessità) sono comuni a molte, e da questi abiti dico che in tante siamo poco celebrative!

La festa della donna assume un valore veramente molto relativo nelle nostre vite, mentre quotidianamente siamo ispirate, piuttosto, alla filosofia del “Wonder woman inside”, soprattutto quando alla sera abbiamo la schiena che brucia … ma caz** se non ce l’abbiamo fatta ancora una volta!

 

La festa della donna non va festeggiata

La festa della donna non va festeggiata: meno mimose più rispetto. Diritto d’autore : Irina Levitskaya ©123RF.com con licenza d’uso

La festa delle donne non va festeggiata perché non basta un po’ di giallo mimosa e qualche regalino infiocchettato per cancellare con un colpo di spugna la diversità di genere.

 

Se in casa tua sei ancora la sola a doversi fare carico della cena, della cesta dei panni da stirare o delle riunioni scolastiche … allora sai cosa significa diversità di genere.

Di più ancora ne conoscono il senso le donne che combattono per una piena equiparazione salariale e funzionale ai lavori maschili.

Massimamente lo sanno le vittime di violenza domestica, stupro e stalking.

 

La festa della donna non va festeggiata, all’opposto, con la consapevolezza che anni di disparità di genere non potranno essere dissipati in un giorno, l’8 marzo deve tornare ad essere considerato una ricorrenza: è un giorno di memoria.

Le donne dovrebbero respingere gli auguri al mittente pretendendo, piuttosto, collaborazione, sostegno e quotidiana parità. Ci stiamo ancora chiedendo quanti papà sono capaci di cambiare bene un pannolino, il che è tutto dire!

 

La Giornata internazionale della donna, si chiama così e non festa delle donne, è nata dal movimento operaio di genere femminile: nel 1908 circa 15.000 donne marciarono attraverso New York City chiedendo orari di lavoro più umani, una paga più dignitosa e il diritto di voto.

 

La festa delle donne non va festeggiata ma celebrata come un giorno di memoria e riflessione.

 

Facciamo di oggi un giorno di memoria:

  • sfruttiamolo per ricordare che la sinergia tra uomo e donna dovrebbe somigliare a quella del fogliame con le radici dell’albero;
  • ricordiamo grandi donne come Rosa Louise Parks, l’attivista statunitense che si rifiutò di cedere il suo posto sull’autobus ad un passeggero bianco;
  • Frida Kahlo che ha ricordato al mondo che si può vincere anche col corpo fatto a pezzi dalla malattia e dalla sofferenza;
  • Freya Stark la viaggiatrice e esploratrice novecentesca, che partì alla scoperta del mondo e si lasciò affascinare anche dai suoi luoghi allora sconosciuti.

Tutto il bene che è in voi è dato da Dio”, diceva proprio Freya Stark mutuando le parole di un’antica preghiera araba.

 

Queste parole trovano una trasmutazione femminile e laica che ognuna di noi può fare sua: “Tutto il bene che è in una donna è dato dalla sua Natura”. E allora, anche se oggi non c’è niente da festeggiare, ogni giorno, ogni donna ha qualcosa per cui combattere: la sua identità, che è gloriosa e nobile!

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