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Pasqua 2021 a casa, riflessioni

In questa Pasqua 2021 a casa, per carità, non parlate di resurrezione alle mamme! La maggior parte di noi non si può più concedere tanta spiritualità perchè, più pragmaticamente, stiamo facendo i conti con la sopravvivenza.

Federica Federico

di Federica Federico

02 Aprile 2021

L’immagine iconica che la Pasqua ci restituisce è quella del patimento del Cristo sulla croce e della sua resurrezione, una vittoria della speranza e della fede che trionfano persino sulla morte. Intanto questa Pasqua 2021 a casa – in zona estesamente rossa, con tutte le annesse e necessarie limitazioni anti-covid – è la seconda che trascorriamo in tempo di pandemia.

Di fatto, malgrado tutti i buoni auspici dello scorso anno, noi non siamo ancora risorti!

 

Per quanto si voglia fare appello alla resilienza, che per inciso non è un miracolo e nemmeno una virtù innata; per quanto ci si aggrappi al vecchio e buon detto “Basta la salute”, la memoria ingannatrice ci mette in trappola!

Tutti, nessuno escluso, ripensiamo alla scorsa Pasqua, al lockdown internazionale, al pranzo consumato in pochi, alla chiamata su zoom pianificata per mettere una pezza alla lesione intima al senso di comunità che è la famiglia. Ebbene questa memoria ci mostra, con un’evidenza dolorosa, che siamo ancora qui.

 

Pasqua 2021 a casa riflessioni

Pasqua 2021 in casa riflessioni
Diritto d’autore : lightfieldstudios ©123RF.com

Pasqua 2021 a casa, il dolore silente della memoria ingannatrice – cos’è?

 

Il ricordo della Pasqua 2020 è una memoria ingannatrice perché non ci permette di positivizzare. Innegabilmente va assai peggio per chi in questi mesi ha lasciato dietro di sé anche memorie di lutto.

La scia dei lutti si fa violenta e stridente quando si annusa l’odore delle feste.

In questi giorni nonni, genitori, fratelli e sorelle, coniugi e cari torneranno alla memoria e in moltissimi dovranno fare i conti col senso dell’addio consumato causa di un virus violento, inimmaginabile e ancora minaccioso.

 

In questo lunghissimo anno di Pandemia:

  • abbiamo scoperto che la sofferenza è una condizione umana, siamo stati costretti a farle spazio nella nostra quotidianità e l’abbiamo assaggiata sotto forma di paura;
  • abbiamo tentato in ogni modo di mettere da parte le angosce;
  • abbiamo perduto le velleità e le ambizioni, ma anche quelle piccole scintille di vita capaci di renderci felici;
  • abbiamo persino fatto i conti con la difficoltà di nascondere il dolore a noi stessi.

A questo punto, però, quasi non sappiamo più a cosa fare ricorso.

 

Una famiglia, anche una famiglia innamorata e serena, non è fatta per coabitare in una prigionia di paure: i bambini vogliono assaggiare il mondo; i genitori per essere certi di volersi l’un l’altro devono anche vivere le loro vite come persone; abbiamo tutti bisogno di incontro e contatto sociale.

 

Pasqua 2021 a casa, dov’è finita la nostra vita?

 

Gli adolescenti e i preadolescenti sono feriti dal senso dello “spreco”, a loro pare che l’esistenza si stia consumando ristrettamente e lontano dalla partecipazione attiva alla vita.

Come possiamo accettare tutto quello che l’ultimo anno ci ha costretti a vivere?

 

In questa Pasqua 2021 a casa, il valore della dimenticanza può salvarci, ma dobbiamo accettarlo nelle nostre vite.

 

Da un punto di vista cristiano la Pasqua è un percorso di riunione a Dio, i valori per cui il Cristo si è fatto uomo vincono sui disvalori umani; da un punto di vista laico la vita, con la sua potenza rigeneratrice, trionfa. Queste due visioni del mondo si incontrano e collimano nell’amore: chiudendo un cerchio perfetto l’amore prevale su tutto, la vita palpita nei cuori, nei campi e in natura … e tutti vissero felici e contenti.

 

Oggi le cose non stanno più così e la favola va ribaltata, la linea perfetta del cerchio va spezzata: dobbiamo superare il passato, rompere il cerchio della memoria ingannatrice e credere di poter non semplicemente scordare, ma propositivamente scavalcare il dolore, anche se si tratta a tutti gli effetti di un recinto di filo spinato. Ecco chiarito il valore della dimenticanza.

 

Il tempo che il Coronavirus ha rosicchiato via dalle nostre vite non è andato sprecato: ci ha consentito di guardare dentro noi stessi e persino di capire quanto poco tolleranti siamo al dolore, il che non è un difetto è solo segno che veniamo al mondo  per essere felici.

 

Se ci sono numeri allarmanti che ancora parlano gravemente di dolore (aumento delle violenze, soprattuto quelle domestiche; picchi di depressione e autolesionismo tra i nostri ragazzi; maggiore incidenza della Sindrome del Burnout genitoriale, disturbi del sonno trasversalmente crescenti; disoccupazione soprattutto femminile), deve esserci una contro risposta sociale e motivazionale che parta, anzi che esploda, dal cuore della società … e, questo lo sanno tutti, il cuore pulsante della società siamo noi mamme.

 

Oggi, nei giorni della Pasqua 2021 a casa nessuno deve parlarci di resurrezione o resilienza, noi siamo state testimoni ed eroine di sopravvivenza e questo è il momento di riorganizzare le azioni e gli spazi, pretendendo anche una maggiore attenzione sui bambini e i ragazzi che in questa pandemia restano una categoria trascurata, la cui potenzialità adattativa è stata persino abusata.

 

Papa Francesco ha associato la chiave di volta alle donne, le sue parole hanno un valore anche rispetto alla Pasqua 2021 a casa: 

 

La rinascita dell’umanità è cominciata dalla donna. Dalla Vergine Maria è nata la salvezzaafferma il Pontefice -, ecco perché non c’è salvezza senza la donna. Se abbiamo a cuore il futuro, se desideriamo un domani rigoglioso, occorre dare il giusto spazio alla donna.

 

Dunque, mamme, ripartiamo da noi! Ripartiamo:

  • dall’attenzione ai nostri sentimenti,
  • dalla comunicazione libera con i figli e i compagni,
  • abbandoniamo la speranza ideale e accogliamo le opportunità reali,
  • aderiamo alle regole e vivifichiamole nei figli,
  • restituiamo ai ragazzi possibilità,
  • traduciamo le limitazioni in riflessioni.

Insomma facciamo come la Madonna: portiamo amore fino ai limiti dell’impossibile.

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