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Sonia Bruganelli a Belve: la crisi della moglie di Bonolis

Sonia Bruganelli, nota per essere la moglie di Bonolis, si è raccontata come donna ma soprattutto come mamma di Silvia, Davide e Adele nel programma Belve.

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

31 Maggio 2021

Classe 1974 – 47 anni compiuti lo scorso 20 Febbraio – Sonia Bruganelli, nota ai più per essere la moglie di Bonolis, celebre conduttore televisivo, è stata ospite nella trasmissione di Rai 2 “Belve”, curata e condotta da Francesca Fagnani che ogni venerdì dà spazio alle donne che affrontano le avversità della vita con la caratteristica “ferocia” di una belva.

 

Sonia Bruganelli a Belve: la crisi della moglie di Bonolis

Sonia Bruganelli a Belve: la crisi della moglie di Bonolis.
Foto diritto d’autore: Mario Cartelli/LaPresse©


 

Sonia Bruganelli a Belve: la crisi della moglie di Bonolis.

 

Nel corso della seconda puntata andata in onda venerdì 21 Maggio sul secondo canale della tv di Stato, la Bruganelli ha affrontato diverse tematiche soffermandosi in particolare sul suo ruolo di mamma e su quella profonda crisi che l’ha tormentata per diversi anni, portandola addirittura ad abbandonare volontariamente, seppur in modo provvisorio, il suo ruolo di genitore.

L’imprenditrice è mamma di Silvia, nata nel 2002, di Davide (2005) e di Adele Virginia (2009), i figli avuti da Paolo Bonolis con il quale è sposata dal 14 giugno del 2002 dopo una lunga frequentazione iniziata nel 1997.

 

 

La famosa coppia ha più volte raccontato della nascita non propriamente serena della loro primogenita. Silvia infatti è nata con un importante problema cardiaco che l’ha costretta da piccolissima a sottoporsi ad un intervento, un’operazione a cuore aperto molto delicata che si è svolta con successo.

A rendere complicata la sua ripresa però sono stati alcuni problemi sorti nel post operatorio, la piccola ha avuto un’ipossia cerebrale con conseguenti danni neurologici che, per fortuna, non hanno compromesso il sistema cognitivo ma sono ancora oggi la causa di danni motori che non la rendono del tutto indipendente.

“Era la prima figlia, avevo 27 anni, è stata una delusione fortissima – racconta la moglie di Bonolis – Un figlio con una malattia è quanto di più difficile da gestire, ma, anche egoisticamente, non sono stata in grado di farlo. È stata una cosa che mi ha squartato dentro e, con enorme fatica, ho dovuto abdicare per parecchio al mio ruolo di mamma”.

La moglie di Bonolis ha riaperto una dolorosa ferita e si è lasciata andare ad un’amara confessione, la testimonianza di una mamma imperfetta, capace di ammettere i propri errori e di trarre insegnamento da essi.

Mamma Sonia non esita a rivelare di aver avuto paura e di essersi sentita come paralizzata dall’ansia e dal panico. Ha parlato di un aspetto della maternità che non tutti vogliono o sono in grado di rivelare, di quei momenti di cedimento, di quelle mamme imperfette che si sentono spaesate ed inadatte dinnanzi ad un mondo che, al contrario, le descrive unicamente come impeccabili e temerarie eroine, moderne wonder woman che affrontano il mondo senza mai vacillare, senza mai avere un attimo di esitazione.

 

Mamme, è impossibile negare che un figlio sia una benedizione, un dono da accogliere a braccia aperte ma diffidate di chi paragona la maternità alla perfezione assoluta, all’esclusivo raggiungimento della pace dei sensi, al candore e alla felicità più travolgente. La maternità è sì questo ma è anche fatta di paure, turbamenti e cupi pensieri che non ci rendono meno mamme, al contrario, ci rendono uniche e, in un certo qual modo, perfette per i nostri figli.
La moglie di Bonolis ha ammesso la sua imperfezione, ha rivelato di non esser stata in grado di affrontare sin da subito la malattia della figlia, lasciando tale arduo compito al marito, divenuto in quel momento la colonna portante della loro famiglia.

“C’è stato, a parte mia mamma, Paolo che ha preso in mano la situazione e si è trovato per più di un anno a fare da mamma e da papà a nostra figlia che aveva delle enormi difficoltà”.

Ciò ha portato la coppia ad una vera e propria crisi familiare, una difficile situazione, conseguenza dell’importante crisi esistenziale della Bruganelli.

 

 

Ma cosa intende la moglie di Bonolis con “abdicare al ruolo di madre?”.

“Vuol dire non farcela – spiega – vuol dire svegliarsi una mattina in ospedale con una bambina appena nata che ti hanno portato via perché deve essere operata e dire: Oddio, io non ce la faccio, cosa devo sperare? Sperare che succeda qualcosa per cui si ricominci tutto da capo non è proprio una cosa meravigliosa per una mamma, no?”.

Sonia ammette inoltre di aver convissuto per anni con gli attacchi di panico e che questi erano dovuti proprio a quella maternità rifiutata. Spiega di essere rimasta bloccata in un letto per circa 20 giorni e di aver trovato la forza di rialzarsi solo quando il secondogenito, Davide, che all’epoca aveva circa 9 anni, le chiese “Mamma ma tu muori?”.

Quelle parole l’hanno fatta rinsavire, le hanno ricordato che non poteva abdicare nuovamente al suo ruolo di mamma e di non poter rinunciare per sempre alla crescita dei suoi figli. Si è rialzata, ha combattuto contro quei demoni che la stavano divorando, imparando ad apprezzare le grandi gioie della maternità.

 

Spesso ci viene detto che mamme lo si diventa quando appare quella magica doppia lineetta sul test di gravidanza e che l’istinto materno si manifesta ancor prima che in nostro piccolo venga al mondo. Ma non è così per tutte.

Ci sono donne che iniziano a sentirsi davvero mamma solo dopo il parto, una consapevolezza acquisita pian piano, giorno dopo giorno, passo dopo passo, e che di certo non le rende meno “mamma” di molte altre.

 

Così è stato per la moglie di Bonolis, un personaggio che può piacere o meno ma che ha dimostrato una grande forza nel saper affrontare le sue paure e, ancor più, ad ammettere i suoi errori.

 

 

Potete rivedere la seconda puntata di Belve su RaiPlay.



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