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Viviana e Gioele: il difficile percorso di dolore della famiglia

Nessuna verità, nessuna giustizia, ma soprattutto nessuna pace: non si è ancora concluso il difficile percorso di dolore della famiglia di Viviana e Gioele

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

06 Luglio 2021

L’elaborazione del lutto è un percorso non certo facile che deve essere affrontato seguendo diverse e fondamentali tappe che aiutano a metabolizzare quel lacerante dolore che si prova nel dire addio alla persona cara.

Per la famiglia di Viviana e Gioele, mamma e figlio deceduti nelle campagne del messinese in circostanze non ancora chiare, il difficile percorso di dolore non si è ancora concluso, al contrario la loro agonia è stata prolungata dalla mancanza di un funerale e di una degna sepoltura.

 

Viviana e Gioele: il difficile percorso di dolore della famiglia

Statua di angelo, scultura cimiteriale
Foto diritto d’autore: mkistryn© 123RF.com – ID Immagine: 7302385 con licenza d’uso.

Viviana e Gioele: il difficile percorso di dolore della famiglia.

 

È il 3 Agosto del 2020 quando l’auto su cui viaggiavano la 43enne Viviana Parisi ed il figlio Gioele Mondello (4 anni), impatta contro un autocarro. Testimoni affermano che, subito dopo l’incidente, la donna sia scesa dalla macchina e, portando il bambino in braccio, si sia allontanata dall’autostrada procedendo in direzione dei boschi di Caronia, piccolo comune del messinese.

Il corpo senza vita di Viviana verrà ritrovato il successivo 8 agosto, è in avanzato stato di decomposizione ed è situato ai piedi di un traliccio dell’alta tensione.

 

Dieci giorni più tardi, il 19 Agosto, uno dei volontari che ha preso parte alle ricerche del piccolo Gioele Mondello ritrova non poco distante da quel traliccio dei resti umani, in gran parte dilaniati dagli animali selvatici, attribuiti al 99% al piccolo scomparso (a confermarlo sarà il test del DNA).

 

Dopo aver affrontato con ansia e frustrazione la scomparsa prima ed il tragico ritrovamento dei corpi straziati dei loro cari, i familiari di Viviana e Gioele hanno dovuto combattere contro le tante e diverse supposizioni rese pubbliche attraverso le testate giornalistiche, tra cui quella di omicidio-suicidio o al presunto mal di vivere della donna.

Un impatto mediatico tale che non ha certo favorito l’elaborazione del lutto delle famiglie Mondello e Parisi, che ancora oggi chiedono verità e giustizia ma soprattutto pace.

 

Il caso di Viviana e Gioele è difatti ancora aperto, la procura non ha ancora chiarito le cause del decesso ma, peggio ancora, non ha depositato la consulenza sulle cause della morte.

Nonostante l’esame autoptico sia stato effettuato a suo tempo, e nonostante la procura incaricata del caso abbia riunito in un’unica equipe medici, psicologi, antropologi e altri specialisti al fine di comprendere le dinamiche che hanno portato alla morte di madre e figlio, gli esiti dell’autopsia e le analisi della stessa non sono ancora state depositate, impedendo così a Viviana e Gioele di ricevere una degna sepoltura.

“Stiamo ancora aspettando che la procura si pronunci. Spero soltanto che tutto questo tempo serva a scoprire la verità”.

È quanto dichiarato da Daniele Mondello, marito di Viviana e papà di Gioele, che, insieme alla famiglia della compagna, chiede la possibilità di poter celebrare un funerale, di avere una tomba sulla quale piangere.

 

 

Spesso si sottovaluta l’importanza dell’ultimo addio, il rito funebre e la sepoltura sono infatti delle tappe molto importanti ai fini dell’elaborazione del lutto, un percorso lungo e doloroso che necessita di una “chiusura” per poter essere assimilato.

Per i familiari di Viviana e Gioele la parola “fine” sembra ancora lontana, la loro sofferenza è stata relegata in un limbo costruito sulle mancate verità, sui tanti dubbi e le molteplici illazioni, un dolore sospeso nel tempo che permane nei loro cuori opprimendoli, impossibilitati nell’andare avanti.

Perché un lutto può essere superato solo se vissuto, accompagnare i propri cari nel loro ultimo viaggio prima che si ricongiungano alla terra, dare l’ultimo saluto prima di affidare la loro anima al cielo, permette di comprendere appieno quanto accaduto, di focalizzare il dolore ed elaborarlo.

Ed è ciò di cui oggi hanno bisogno i familiari di Viviana e Gioele.

Perdere un figlio: come sopravvivere al lutto


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