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Rischio contagio: luoghi in cui è più facile essere contagiati

Negozi, mezzi pubblici e luoghi di lavoro, questi i contesti a più alto rischio contagio: igiene delle mani, mascherine, distanze e areazione ci proteggono.

Federica Federico

di Federica Federico

13 Gennaio 2022

La variante Omicron corre veloce e la sua diffusione ha impresso una accelerazione sulla curva dei contagi, ma quali sono i luoghi in cui è più facile essere contagiati? Il rischio di contagio rappresenta il timore diffuso e capillare che oggi accomuna tutti e in ogni luogo del mondo.

 

Luoghi a più alto rischio contagio

Luoghi a più alto rischio contagio, ecco quali sono.
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©123Rf.com con licenza d’uso.

Arriva dall’Inghilterra uno studio relativo ai luoghi a rischio contagio

Pubblicato su Virus Watch Study, la ricerca si deve agli esperti del comitato Sage, team di scienziati che supporta il Governo inglese nelle scelte relative alla pandemia. 

Le risultanze (ovvero le risposte alla comune domanda: “Quali sono i luoghi a più altro rischio contagio?”) meritano una premessa: il rischio di contagio nel medesimo luogo, oggettivamente considerato (negozi, mezzi pubblici, ufficio, eccetera), è un fattore variabile che si modifica molto in relazione alle restrizioni. Ben sappiamo che le restrizioni cambiano da contesto a contesto e da periodo a periodo, questo vuol dire che i dati della ricerca che stiamo esaminando devono essere considerati come indicatori, non sono assoluti o sempre validi e estensibili a qualsiasi luogo in qualunque momento.

 

Il comitato Sage indica nello shopping l’attività tendenzialmente a più alto rischio contagio, ritiene, infatti, che frequentare i negozi per fare acquisti esponga al rischio di contagio più di altre attività (quali, per esempio, andare a teatro, al cinema, partecipare a eventi sportivi o usare i trasporti pubblici e frequentare luoghi di lavoro). Va osservata, altresì, la costanza di questo dato statistico: i negozi restano un luogo ad alto rischio contagio indipendentemente dalle restrizioni nel diversi contesti e nei diversi periodi. 

 

Va detto, infatti, che l’esigenza di acquistare beni di prima necessità è costante e ineludibile, questo pesa sulle statistiche: mentre l’uso dei mezzi pubblici si riduce all’aumentare delle restrizioni (per esempio meno persone si spostano per andare a lavorare se le restrizioni impongono il telelavoro), tutti dovranno, sempre e comunque, comparare da mangiare e già solo questo determinerà un flusso di persone in movimento nelle attività commerciali. Detto flusso è tale da alzare le risultanze della statistica relativa ai luoghi a rischio contagio.

 

Rischio contagio nei negozi, cosa fare per minimizzarlo:

  • Igienizzare le mani prima di entrare nelle attività commerciali e prima di prendere il carrello al supermercato;
  • Evitare di manipolare prodotti che non intendiamo acquistare;
  • Usare i guanti nei reparti di ortofrutta del supermercato;
  • Usare sempre la mascherina in modo corretto;
  • Mantenere le distanze;
  • Anche le borse ecologiche in tessuto vanno lavate. Possono essere lavate il lavatrice, a bassa temperatura, ma con l’aggiunta di disinfettante; possono essere igienizzate con un disinfettante spray e lasciate un po’ all’aria aperta o possono essere igienizzate a vapore se avete in casa una macchina a vapore per le pulizie domestiche. Il suggerimento è quello di lavarle con l’aggiunta di disinfettante dopo ogni spesa, soprattutto se sono state appoggiate a terra.

 

Anche la spesa può essere igienizzata

 

Sia durante i periodi di intense restrizioni che in assenza di restrizioni, lo shopping ha rappresentato la percentuale più alta di infezioni acquisite fuori casa“, questo quanto si apprende dal documento, datato 20 dicembre 2021 e firmato dalla dottoressa Susan Hopkins e del professor Andrew Hayward dell’University College di Londra.

 

Negozi, trasporto pubblico e uffici sono luoghi ad alto rischio contagio

È di evidenza che ogni ambiente risponde diversamente alla diffusione del virus a seconda delle restrizioni e di come queste incidano sull’uso dell’ambiente stesso.

L’incidenza dei contagi all’interno degli ambienti di lavoro scende all’aumentare del telelavoro. In Italia, in questo momento il dibattito si concentra fortemente sulla DaD e sul ruolo della scuola nel moltiplicarsi dei contagi.

Allo stesso modo meno il lavoro è in presenza (telelavoro, DaD eccetera) minore sarà l’uso dei mezzi pubblici, perché minori saranno gli spostamenti, e meno questa variabile inciderà sul propagarsi del virus.

 

Rischio contagio come fotografato nel documento di  Virus Watch Study 

Partiamo dall’esame del documento inglese: Lo studio ha osservato varie attività non domestiche campionando 10.849 persone di età superiore ai 16 anni, in un arco temporale che rientra nella seconda ondata di Covid è che è andato precisamente da ottobre 2020 ad aprile 2021, in prima istanza, e da settembre a novembre 2021, in seconda istanza.

Va precisato che nel corso della prima fase di osservazione (da ottobre 2020 ad aprile 2021) erano in atto delle restrizioni significative venute a mancare nella seconda fase, questa diversità di contesto osservativo rende lo studio veritiero perché fotografa e confronta due diversi momenti su cui incidono differenti variabili.

 

Lo studio ha svelato anche dei veri e propri cambiamenti nel tessuto connettivo della società, per esempio si tende a un minore uso dei mezzi pubblici, chi può, pure essendo tornato al lavoro in presenza, tende a preferire l’uso del mezzo proprio per arrivare in ufficio e lo adopera in un’ottica di cautela anti-contagio.

Questo atteggiamento incide sulla statistica: i mezzi pubblici sono luoghi a rischio contagio, ma questo rischio si abbassa a mano a mano che gli stessi si svuotano, ovvero sono meno frequentati e quindi meno affollati.



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