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31 Ottobre: tutto ciò che c’è da sapere sulla festa di Halloween

31 Ottobre festa di Halloween: tutto quello che c'è da sapere su questa festività tanto discussa, dalle sue origini alle tradizioni d'oltreoceano e non solo

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

26 Ottobre 2021

È divenuta ormai una consuetudine anche nel nostro paese celebrare la festa di Halloween la notte del 31 Ottobre, ovvero la vigilia di Ognissanti. Tuttavia non tutti ne conoscono le vere origini ed ignorano le tradizioni più antiche legate a questa festa, celebrazioni che nulla hanno a che vedere con il satanismo o l’occulto.

 

31 Ottobre: tutto ciò che c’è da sapere sulla festa di Halloween

31 Ottobre: tutto ciò che c’è da sapere sulla festa di Halloween.
Foto diritto d’autore: choreograph© 123RF.com – ID Immagine: 62765694 con licenza d’uso.

31 Ottobre: tutto ciò che c’è da sapere sulla festa di Halloween.

 

L’origine del termine Halloween non è da ricercare nelle antiche tradizioni del Nord America, più specificatamente negli USA dove questa festa è molto popolare, bensì ha radici ben più remote che affondano nel passato e nel folklore anglosassone.
Halloween è difatti la contrazione della frase “All Hallows’ evening”, nota anche come “All Hallows’ Eve” o “All Saints’ Eve”, la cui traduzione letterale è “Vigilia di tutti i Santi (Ognissanti)” che per l’appunto si celebra il 31 Ottobre.

 

Secondo le antiche tradizioni dei popoli celti vissuti in Irlanda, costituiti prevalentemente da pastori che scandivano le proprie giornate in base ai ritmi di madre natura e alle necessità del loro bestiame, la notte tra il 31 Ottobre e il 1° Novembre segnava la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.
Questo passaggio era per loro fondamentale: oltre a rappresentare l’avvicendarsi del vecchio e del nuovo anno (il Capodanno dei Celti veniva festeggiato il 1° Novembre – ndr), simboleggiava in senso figurativo il passaggio dalla vita (la floridità del caldo estivo) alla morte (la desolazione delle stagioni fredde).

 

I festeggiamenti che il popolo celtico era solito fare nella notte tra il 31 Ottobre e il 1° Novembre prendevano il nome di Samhain, un’antica festa pagana, nota anche come “Capodanno celtico”, i cui riti hanno successivamente influenzato quella che tutti noi oggi conosciamo come la festa di Halloween.

 

31 Ottobre: Samhain, Halloween e la commemorazione dei defunti.

Derivante dall’irlandese antico samain, Samhain significa “fine dell’estate” che, come detto in precedenza, veniva festeggiata il 31 Ottobre. Secondo le antiche usanze irlandesi, l’intera comunità si riuniva in una grande festa al fine di ringraziare gli dei per il raccolto dei campi e per il bestiame che durante l’estate si era nutrito tra i floridi pascoli delle montagne.
Per il popolo era importante affrontare l’inverno confortato dalla vicinanza e dall’aiuto degli abitanti del proprio villaggio, nonché dalle scorte che l’intera comunità era riuscita a raccogliere e conservare, solo uniti avrebbero potuto sopravvivere al rigido inverno e alle carestie dovute al freddo.

 

Dal punto di vista spirituale invece, Samhain rappresentava il momento più propizio per commemorare i propri defunti. La leggenda narra che durante la notte tra il 31 Ottobre e il 1° Novembre venga abbassata la barriera, nota anche come scudo di Scathach, che separa il mondo dei vivi da quello dei morti.
Così facendo, per un’intera notte, i defunti avrebbero potuto far ritorno nei luoghi frequentati quando erano ancora in vita, accolti dalla popolazione con celebrazioni, preghiere e lauti banchetti apparecchiati in loro onore.

 

Con il passare degli anni si aggiunse un’ulteriore usanza: accendere fiaccole e/o lanterne da appendere sull’uscio di casa o da lasciare accanto alle finestre insieme a del cibo, un altro modo per dare il benvenuto alle anime dei morti che avrebbero così potuto trovare un ristoro; uno stratagemma utile a non inimicarsi i morti che, secondo la credenza, avrebbero potuto vendicarsi con qualche scherzetto.
Questi aspetti dell’antica festa pagana furono in seguito mantenuti dai cristiani che, ancora oggi, commemorano i propri cari non più in vita con celebrazioni simili a quelle appena citate.

Halloween in Italia: usi e costumi

31 Ottobre: Halloween e il Cristianesimo.

 

Con la sempre più crescente espansione dell’Impero romano, i romani, che invasero e conquistarono la Britannia nel 43 a.C., iniziarono ad avere sempre più contatti con il popolo celtico, assorbendone in un certo qual modo tradizioni ed usanze.

 

Col passare del tempo ed il diffondersi del Cristianesimo, si cercò di convertire i popoli ancora legati agli antichi culti pagani, un obiettivo che non fu raggiunto nella sua interezza. Difatti la Chiesa riuscì solo a tramutare alcune delle più remote usanze nelle più “moderne” celebrazioni liturgiche quali il “giorno di tutti i Santi” ed il “Giorno dei morti”.
Così facendo la festa di Halloween, o meglio il culto dei defunti già celebrato durante Samhain, non fu sostituita del tutto, bensì vennero conservate alcune sue tradizioni che, con il trascorrere del tempo, hanno affondato le loro radici anche nelle tradizioni italiane.

 

31 Ottobre: tutto ciò che c’è da sapere sulla festa di Halloween

31 Ottobre, festa di Halloween: la leggenda di Jack O’Lantern.
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31 Ottobre, Halloween e la leggenda di Jack O’Lantern.

 

Quando si parla di Halloween non si può fare a meno di pensare alle zucche intagliate utilizzate come lanterne. Abbiamo già parlato di come le antiche popolazioni celtiche utilizzassero lanterne e fiaccole per accogliere le anime dei defunti, ma come si è arrivati all’uso della zucca?
Tutto nasce dalla leggenda irlandese che narra le tribolate vicende di Jack O’Lantern.

 

Stingy Jack era un fabbro noto per essere una persona non propriamente piacevole: ubriacone, fannullone, scroccone ed incallito scommettitore dal carattere litigioso, nonostante la poca lucidità dovuta all’alcool mostrava una grande abilità nel riuscire a manipolare le persone. Venuto a conoscenza della pessima reputazione dell’uomo, Satana decise di incontrarlo personalmente per saggiare la sua cattiveria.

 

Una notte il signore degli inferi lo attese lungo una strada di campagna, Jack vedendolo pensò che fosse ormai giunta la sua ora e gli fece una proposta: fargli fare un’ultima bevuta prima di seguirlo all’inferno.
I due si recarono al più vicino locale, Jack bevve più che poté e infine chiese a Satana di saldare il conto trasformandosi in una moneta d’argento. Persuaso dalle abilità manipolatrici dell’uomo, l’oscura entità seguì le indicazioni di Jack, si trasformò ma venne afferrato dal furfante che intascò la moneta mettendola accanto ad un crocifisso.
Non potendo tornare alla sua forma originale, Satana accettò il ricatto di Jack: risparmiare l’anima dell’uomo per 10 anni gli avrebbe ridato la libertà.

 

Trascorso il tempo stabilito nel patto, Satana tornò a reclamare l’anima di Stingy Jack, quest’ultimo accettò il suo destino ma effettuò un’ultima richiesta: mangiare una mela che Satana stesso tentò di raccogliere da un albero vicino. Approfittando della distrazione di Satana, Jack circondò l’albero di crocifissi bloccando nuovamente il signore degli inferi.
Quest’ultimo ottenne la libertà solo accettando un ulteriore patto impostogli dal furfante: non impossessarsi mai della sua anima per portarla all’inferno.

 

Salvatosi dalle grinfie di Satana ancora una volta, Jack non ebbe però una lunga vita, il vizio di bere infatti lo portò alla morte. Tuttavia la sua anima fu rifiutata dal paradiso, la sua cattiva condotta terrena non gli consentì di varcare le porte del regno dei cieli.
Jack raggiunse dunque alle porte dell’Inferno ma non riuscì a superare neanche quelle, il patto stipulato con Satana quando era in vita glielo impediva. L’anima di Jack fu così costretta a vagare nel mondo terreno, sospeso tra il bene ed il male, alla continua ricerca di un posto in cui ripararsi.

La sola compagnia che riuscì ad ottenere fu quella di una lanterna fatta di rutabaga intagliata con all’interno un pezzo di brace ardente dell’inferno, ultimo regalo di Satana, che illuminava il suo cammino.

 

Come si evince, la leggenda non parla di zucche ma di rutabaga, una grossa rapa tipica della coltura irlandese. La zucca venne adoperata nel periodo successivo allo sbarco negli USA del popolo irlandese che, non potendo reperire il tubero, optò per l’ortaggio arancione, molto più grande e facile da intagliare.

 

La leggenda di Jack O’Lantern può spingere molti ad associare la festa di Halloween al satanismo o alle pratiche esoteriche, tuttavia, come spiegato in precedenza, le antiche tradizioni legate ai festeggiamenti pagani di Samhain non hanno nulla a che vedere con l’occulto.
Al contrario, si avvicinano alla cristiana commemorazione dei Defunti, molto più di quanto si possa immaginare.

Come liberarsi dal male di Halloween
 


 

Articolo originale pubblicato il 30 Ottobre 2010



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