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Infermiera neonatale accusata di omicidio: 7 neonati morti e 10 a rischio vita

Infermiera neonatale accusata di omicidio: 7 neonati prematuri morti, 10 messi in pericolo di vita e lei rifiuta le accuse.

di Federica Federico

24 Ottobre 2022

Infermiera neonatale accusata di omicidio, fonte immagine 123RF. com con licenza d'uso

La vicinanza ai bambini dovrebbe fare di noi adulti esseri migliori, il bambino ci ispira allo slancio verso la vita; tanto più è piccolo e indifeso tanto più noi diventiamo custodi del futuro del mondo ogni volta che veniamo chiamati a prenderci cura di un bambino. Da Londra arriva una notizia agghiacciante che contrasta completamente con l’ispirazione di quanto detto sin ora: ha appena avuto inizio il processo contro una infermiera neonatale accusata di omicidio.

 

I capi di imputazione sono gravissimi: alla donna vengono contestati gli omicidi di sette bambini affidati alle sue cure e il tentato omicidio di altri dieci piccoli nati prematuri.

 

Infermiera neonatale accusata di omicidio, i fatti:

Malgrado Lucy L., 32 anni, respinga con forza le accuse che le vengono mosse, la sua presenza accanto alle vittime è una costante. 

 

Le morti e gli aggravamenti delle condizioni di salute dei piccoli pazienti hanno avuto luogo tra il giugno 2015 e il giugno 2016, anno in cui il tasso di mortalità nella neonatologia del Countess of Chester Hospital, a Chester, nel nord-ovest dell’Inghilterra, è salito in modo esponenziale destando numerosi sospetti.

 

Le cause dei decessi sono state stranamente ridondanti: i bambini morivano per la presenza di aria nel flusso sanguigno o per uno choc insulinico. I pubblici ministeri hanno parlato di una “presenza malvagia costante” riferendosi già al solo sospetto che qualcuno provocasse lo stato critico di salute degli infanti e determinasse, quindi, le tante morti.

 

Cosa ha stimolato le indagini sulla infermiera neonatale accusata di omicidio

Le statistiche del Chester Hospital, dove lavorava Lucy L., sono esponenzialmente cambiate tra il 2015 e il 2016 facendo registrare un aumento significativo di morti neonati e di “crolli catastrofici” delle condizioni di salute di bambini che, invece, si ritenevano essere in ripresa.

 

Accadeva, infatti, che bambini, ritenuti dai medici stabili e in via di guarigione, improvvisamente peggiorassero e statisticamente i numeri non erano in linea con gli anni precedenti. Senza contare le morti, a loro volta susseguenti a stati di peggioramento inaspettati.

 

Tutto ciò ha stimolato il sospetto che “un avvelenatore fosse al lavoro”. L’identificazione con la sospettata è avvenuta in ragione di un controllo incrociato delle presenze.

Infermiera neonatale accusata di omicidio, fonte immagine 123RF. com con licenza d'uso

La prima vittima della infermiera neonatale accusata di omicidio potrebbe essere un prematuro di 1 giorno di vita

Correva l’anno 2015, era giugno e un bambino prematuro volò in cielo a un giorno dalla sua venuta al mondo, era la prima vittima di Lucy? Secondo l’accusa, probabilmente sì. 

 

In tribunale i nomi delle piccole vittime, per ragioni di privacy, vengono ricordati con la sola iniziale, in questo caso  A. 

I medici notarono un colorito anomalo della cute di A., in tribunale accusa e atti hanno parlato di uno “strano scolorimento” sulla sua pelle. Dopo l’autopsia la causa più probabile del sintomo cutaneo ha finito col coincidere con la causa del decesso: aria iniettata nel flusso sanguigno.

 

Probabilmente anche la vita della sorella gemella del bambino A. fu attentata in quel giugno terribile, l’accusa lo sospetta perché, come risulta dai referti, la piccola patì livelli di ossigeno pericolosamente e improvvisamente bassi solo 28 ore dopo la morte del fratello. 

Le sue condizioni di salute sono state riportate in equilibrio dai medici e dagli infermieri e la bimba è sopravvissuta.

 

Partendo dal presupposto che è impossibile pensare che chi deve avere cura dei bambini li abusi, diventa facile comprendere perché i primi episodi di questa grigia vicenda sitano stati catalogati come incidenti. A fronte delle statistiche 2015 -2016, però, l’Ospedale allertò la polizia. Da qui, nel 2017, l’avvio delle indagini al Countess of Chester Hospital, l’accusa è stata formalizzata all’infermiera nel novembre 2020.

 

A quanto è emerso Lucy si accaniva sulle vittime una volta che le aveva “scelte”, l’accusa sostiene che in un caso avrebbe tentato di uccidere lo stesso bambino per ben tre volte.

La posizione dell’Ospedale rispetto al processo 

Attraverso l’amministratore delegato della Countess of Chester Hospital NHS Foundation Trust, la struttura ha dichiarato al Washington Post: “All’inizio del processo, siamo pienamente favorevoli e rispettosi dei processi giudiziari e pertanto non  faremo ulteriori commenti in questa fase. I nostri pensieri continuano ad essere rivolti a tutte le famiglie coinvolte”.

Sono le persone a fare la differenza, ma in questo caso l’attenzione del nosocomio alle statistiche sui pazienti è valsa a salvare ulteriori vite.



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