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Bonus Tari: a chi spetta e come ottenere lo sconto sulla tassa dei rifiuti

Il bonus Tari rientra nella categoria dei bonus sociali, aiuti economici destinati alle famiglie con una disagiata situazione economica

di Maria Corbisiero

07 Novembre 2023

Bonus Tari: a chi spetta e come ottenere lo sconto sulla tassa dei rifiuti

L’attuale governo ha deciso di rinnovare il bonus Tari anche per il 2024, inserendo il sussidio economico nella nuova Legge di Bilancio (al momento al vaglio del Senato). Si tratta di un aiuto economico rivolto alle famiglie con un basso reddito e viene proposto sotto forma di sconto” applicato sulla tassa dei rifiuti. Ma prima ancora di parlare del sussidio economico, cerchiamo di capire cos’è e come funziona la Tari.

Cos’è la Tari

La tassa sui rifiuti (TARI) è il tributo che il cittadino versa al comune per sostenere i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Introdotta nel 2014 (legge 27/12/2013, n. 147) in sostituzione della TARES (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi), la Tari deve essere pagata da “chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre i rifiuti medesimi” (fonte).

 

È quindi strettamente collegata alla produzione dei rifiuti: l’importo da pagare infatti viene calcolato in base alla quantità dei rifiuti prodotti da una famiglia o un esercizio commerciale.

Chi deve pagare la TARI?

La tassa sui rifiuti è a carico del cittadino che possiede e sfrutta un immobile che produce rifiuti (casa, giardino, negozio, ecc.). È soggetto al pagamento della Tari il proprietario o l’affittuario di un immobile ad uso abitativo o commerciale, sia esso un locale chiuso o all’aperto.

 

Di contro, non devono pagare tale imposta i proprietari o gli affittuari di immobili che non producono rifiuti, ad esempio le abitazioni prive di arredi e utenze domestiche (luce, acqua, gas).

 

La TARI è un’imposta annuale da versare al comune di ubicazione dell’immobile tassabile. Il pagamento può essere effettuato in un’unica soluzione oppure in 2 o 3 rate (le modalità di pagamento variano a seconda delle disposizioni comunali).

Bonus Tari: a chi spetta

Introdotto nel D.L. 26/10/19 n. 124, poi convertito in legge il 19 dicembre 2019, il bonus Tari rientra, unitamente agli aiuti economici per il pagamento delle bollette di acqua, luce e gas, nei così detti bonus sociali.   

 

Come detto in precedenza, si tratta di uno sconto che il comune concede ai contribuenti che possiedono i seguenti requisiti:

  • ISEE del nucleo familiare non superiore a 8.265 euro;
  • ISEE di un nucleo familiare numeroso (4 figli a carico) non superiore a 20.000 euro;
  • Cittadini beneficiari del Reddito di cittadinanza o della Pensione di cittadinanza.
Bonus Tari: a chi spetta e come ottenere lo sconto sulla tassa dei rifiuti
La Tari è basata sul principio “chi inquina paga”, è quindi strettamente collegata alla produzione dei rifiuti

Come funziona il bonus Tari

Come per gli altri bonus sociali, anche il bonus Tari viene applicato automaticamente. Non serve quindi effettuare alcuna domanda ma è fondamentale quanto necessario avere un ISEE aggiornato da presentare al comune di residenza. Sarà difatti quest’ultimo a decidere in modo autonomo le percentuali di sconto e le varie esenzioni.

 

Per questo motivo si consiglia di chiedere maggiori informazioni al proprio comune o sui canali telematici comunali ufficiali. In alternativa è possibile rivolgersi al CAF.

Agevolazioni Tari: riduzione o esenzione tassa dei rifiuti

Secondo quanto riportato sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, oltre al bonus Tari i cittadini possono beneficiare di una riduzione della tassa dei rifiuti. Tale agevolazione economica è suddivisa in obbligatoria (prevista dalla Legge di stabilità 2014 ) o facoltativa (decisa autonomamente dal comune).

 

Nelle riduzioni obbligatorie rientrano:

  • Un mancato o carente svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti che comporta danno o pericolo per persone e per l’ambiente: in tal caso il cittadino può richiedere di pagare il 20% della Tari spettante;
  • Distanza dal più vicino punto di raccolta: se l’abitazione non è servita dal servizio (distanza stabilita dal comune), il cittadino può richiedere il pagamento della Tari “nella misura massima del 40%”.
 

Le riduzioni facoltative (i comuni possono decidere in autonomia se inserirle o meno nel proprio regolamento) sono:

  • abitazioni con unico occupante;
  • abitazioni e locali per uso stagionale;
  • abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero;
  • fabbricati rurali ad uso abitativo;
  • attività di prevenzione nella produzione di rifiuti (in particolare: utenze domestiche che abbiano avviato il compostaggio domestico), commisurando le riduzioni tariffarie alla quantità di rifiuti non prodotti.


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