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Mamma Daniela: Partorisce un Bimbo Morto e Muore Anche Lei

Daniela è morta a 41 anni, era mamma di tre figli, un maschietto, una femminuccia e un angioletto partorito da pochi giorni ma venuto alla luce senza vita. La morte di Daniela risale al 5 gennaio del 2014; il 30 dicembre del 2013 aveva partorito Christian, nato morto. E’ stato ...

di Federica Federico

30 Settembre 2016

Daniela è morta a 41 anni, era mamma di tre figli, un maschietto, una femminuccia e un angioletto partorito da pochi giorni ma venuto alla luce senza vita.

La morte di Daniela risale al 5 gennaio del 2014; il 30 dicembre del 2013 aveva partorito Christian, nato morto.

E’ stato accertato e affermato negli incartamenti processuali che la morte della mamma è intervenuta “a causa dell’evoluzione di una sepsi batterica sfociata in shock settico”.

Daniela morte

Il marito di Daniela, Rusi Slavov, 37 anni, liutaio di origini bulgare ma da anni residente a Cremona, ha combattuto e continua a combattere perché sulla morte di sua moglie venga fatta luce.

 

Le indagini sulla tragica fine di mamma Daniela hanno condotto sul banco degli imputati tre medici del reparto di Ginecologia dell’ospedale di Cremona. I dottori sono sospettatiti di non aver riconosciuto e adeguatamente trattato i sintomi manifestati dalla paziente “omettendo di richiedere una consulenza infettivologica urgente” e lasciando, così, la donna “in una condizione di oggettivo difetto di assistenza”.

Daniela è partita da Gavardo ed è deceduta a Cremona, dietro la tragedia della sua morte un succedersi di tristi fatalità:

i primi due figli della coppia sono stati partoriti all’ospedale di Gavardo, nello stesso nosocomio Daniela si era recata per dare alla luce anche Cristian ma al momento del ricovero il battito del bambino rendeva necessarie delle attenzioni particolari: il cuore del piccolo Cristian, infatti, non batteva più, così riportano le fonti giornalistiche. E Daniela fu dirottar verso il più attrezzato Ospedale Civile di Brescia. La donna partì in auto col marito, la stampa nazionale rivela anche che l’uomo “perse” l’uscita di Brescia, decidendo quindi di optare per l’ospedale di Cremona.

A Cremona Cristian nasce morto e Daniela sta male.

Il malessere della donna sarebbe stato ricondotto alla sua condizione psicologica. Secondo i medici (e secondo quanto oggi raccontato negli atti processuali dall’accusa) Daniela era depressa dopo il parto tragico.

Sulla donna fu anche disposta una consulenza psichiatrica e neurologica, mentre non furono replicati gli esami ematici (emocromo e PCR, che nello specifico monitora la Proteina C-reattiva capace di identificare stati infiammatori da attenzionare).

Daniela ha partorito il 30 dicembre, ed è drammaticamente peggiorata il 5 gennaio quando è morta alle 14.57 nel reparto di rianimazione.

Malgrado i segni clinici, la condizione di Daniela fu confusa con una depressione post parto. Questa almeno la posizione processuale dell’accusa.

Ecco Come si Riconosce la Depressione post Parto nella Mamma

Il mancato riconoscimento dei sintomi e la loro erronea valutazione avrebbero condannato Daniela.

Una diagnosi anticipata, forse sarebbero bastate già soltanto 48 ore prima del decesso, avrebbe permesso un trattamento medico mirato e capace di fermare l’aggravarsi della malattia e di impedire la morte della mamma.

La morte di Daniela torna di attualità perché il marito e i figli hanno appena ricevuto un maxi risarcimento di 750.000 euro da parte dell’ospedale di Cremona.

Con tale risarcimento, proveniente della Compagnia assicurativa dell’ospedale, la parte civile, cioè la famiglia di Daniela, esce dal procedimento giudiziario che va avanti per verificare se ci siano state responsabilità o meno da parte dei medici.

La vita di una mamma non ha prezzo, non vale danaro e mai nessuna somma potrà restituire ai bambini l’amore di Daniala.

Tuttavia il maxi risarcimento ottenuto dal padre e dai figli deve testimoniare una cosa: il valore della vita umana va riconosciuto e storie come questa vanno portate all’attenzione dell’opinione pubblica perchè non ci siano più morti evitabili e inutili dolori.



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